Il presente documento, sottoposto all'attenzione dell'Ill.mo Prefetto di Reggio Calabria e delle Istituzioni ed Enti Locali interessati, è frutto di studio e approfondimentorealizzato nel nostro territorio in questi ultimi anni e, soprattutto, delle riflession e delle proposte del corso di formazione del PON Sicurezza del Ministero dell'Interno, tenutosi a Reggio Calabria nel mese di giugno 2007, che ha visto impegnati rappresentanti del terzo settore e dei Comuni della Provincia di Reggio Calabria nell'approfondimento delle problematiche relative alla gestione e all'utilizzazione dei beni confiscati alle mafie. Il documento presentato più di un anno fa, mantiene la sua grande attualità anche in questo momento.
I locali che ospitavano un noto bar cittadino, facenti parte di un fabbricato più ampio, confiscato alla ndrangheta, da Sabato sera 23 maggio ospiteranno un Centro di aggregazione sociale per minori e per giovani.
A Isola Capo Rizzuto il primo raccolto sui terreni confiscati al clan degli Arena.
Il 24 settembre 2010 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa con l'intendimento di attivare su terreni agricoli e fabbricati rurali, gestioni produttive a fini sociali, mediante l'assegnazione, ai sensi della legge n° 109/96 degli stessi a una cooperativa sociale di tipo b di nuova costituzione.
(AGI) - Isola Capo Rizzuto (Crotone), 24 set. - "La Calabria scrive oggi una pagina di storia e non di cronaca. Qui ad Isola Capo Rizzuto nasce una cooperativa sociale, sui terreni confiscati al clan Arena".
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...