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Libera e Avviso Pubblico, no a vendita beni confiscati

(ANSA) - PALERMO, 9 MAG - "C'é un milione di firme di un'Italia che nel '96 si e' mobilitata per chiedere il riutilizzo sociale dei beni. Prima di pensare alla vendita per risolvere il problema della gestione dei patrimoni confiscati, sediamoci intorno a un tavolo per discutere a partire da quanto di buono è stato fatto". E' l'appello lanciato da Cinisi dal coordinatore di Libera Sicilia, Umberto Di Maggio, insieme all'associazione Avviso pubblico. "A 30 anni dalla legge Rognoni La Torre, comunque perfettibile - aggiunge Di Maggio - chiediamo un tavolo che metta insieme, dalla Val D'Aosta a Lampedusa, le associazioni e gli enti che ogni giorno si misurano con le difficoltà ma anche con i buoni risultati che vengono dalla gestione dei beni. Il governo serbo ha preso a modello la nostra normativa antimafia. Se altri Paesi riconoscono la validità del virus antimafia di cui l'Italia si è dotata, perché buttare di colpo quanto di buono è stato fatto finora? Per questo chiediamo un confronto con il presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante. Ben vengano i contributi in più sul tema purché siano sensibili a quel milione di firme presentato dagli italiani". "Per noi i beni confiscati hanno anche un valore simbolico che rappresenta la vittoria dello Stato sul malaffare - ha detto Andrea Campinoti, presidente di Avviso pubblico - Riconsegnarli alle comunità perché facciano impresa sana o costruiscano reti di sviluppo civile è un valore più importante della traduzione in euro. Indubbiamente conta lo spread, ma conta di più lo spread sulle nostre democrazie. Piuttosto si prendano le risorse sottraendole alla corruzione che grava sul bilancio del Paese".

Comunicati

  1. Genova: Un giorno di verità

    Mafie al nord, mafie a Genova e in Liguria. C'è urgenza di parlarne, di discuterne col territorio, ed è per queste ragioni che Comune di Genova e Municipio , Teatro dell'Archivolto, Libera Genova e Job Centre, con la partecipazione di " In Scià stradda", danno vita ad "Un giorno di verità": attraverso le arti e la socialità, ragionare con la cittadinanza di mafie e antimafie in terra di Liguria.

  2. Le Navi della legalità

    Il 22 maggio dai porti di Civitavecchia e Napoli partono le due Navi della Legalità, su ciascuna  delle quali salgono a bordo oltre un migliaio di studenti. Durante il viaggio i ragazzi e i docenti che  li accompagnano hanno la possibilità di dialogare con importanti figure delle Istituzioni e delle  Associazioni che si occupano di legalità.

  3. Per un voto all'estero in condizioni di legalità, libertà e segretezza

    Anche la recente tornata elettorale, come le precedenti, ha fatto emergere in forme diffuse e incontestabili problemi di regolarità del voto degli italiani all'estero, riscontrate per l'occasione da un gruppo di giovani volontari Libera che ha preso parte agli scrutini.