Cara Chiara,
questo week end vissuto insieme in un posto a te così amato, la Certosa Gruppo Abele, ci ha fatto sentire incredibilmente vicini, anche a quanti si incontravano per la prima volta.
Avevi deciso di partire in autonomia, come sempre nonostante fin da bambina avessi avuto problemi motori, e con la tua macchina hai attraversato da est a ovest il nord Italia, per arrivare in riva al lago di Avigliana.
Là, da dove parte della tua famiglia è partita tanti tanti anni fa, hai deciso di mettere radici.
Già, la tua famiglia, un elemento fondamentale della tua vita, come abbiamo avuto modo di capire fin dal primo giro di presentazioni, in cui era manifesta la tua gioia per essere lì, su quello stesso terreno in cui alcuni dei tuoi erano cresciuti e a cui eri tanto legata.
E poi, quando in una delle sessioni del corso "riscoprire l'educazione" abbiamo chiesto a tutti di raccontare un episodio, ecco di nuovo la tua famiglia essere protagonista, con queste parole che ci hai voluto regalare e che i tuoi compagni di corso hanno trascritto.
"Mi ricordo, quando ero bambina, ci fu un terremoto devastante a Città del Messico, era il 1984-85. Mio padre aveva un cane addestrato per i soccorsi e faceva parte di un'associazione cinofila di volontariato. Lui e altri suoi amici decisero di partire con i propri cani, lasciando il lavoro e le famiglie, per andare a Città del Messico e contribuire ai soccorsi, cercare di salvare vite umane strappandole alle macerie di quella città distrutta. Io amavo molto il nostro cane, seguivo spesso mio padre quando andava ad addestrarlo, mi piacevano tutti i cani dell'associazione e spesso il pomeriggio andavo lì e li salutavo tutti. Altre volte mio padre è partito per lo stesso motivo, mi ricordo una volta è andato in Iran. Questo suo impegno, la sua scelta di sacrificare tempo e affetti per aiutare gli altri, hanno contribuito molto a formarmi e a far nascere in me la voglia di vivere nella giustizia.
Il cane poi è morto, mio padre gli era molto affezionato e non se l'è sentita più di addestrarne un altro".
Ed è accanto alla tua famiglia che ti saluteremo giovedì 10 alle 10, nella chiesa di Mori (TN).
Siamo certi che la tua vitalità e il morso del più che incarnavi, volendo prenderti con l'allegria ciò che la vita ti aveva tolto con la forza, non potrà che contagiare ciascuno di noi, giorno dopo giorno.
Buon viaggio Chiara!
Finalmente una breccia nel muro di indifferenza che circonda i sequestri di migliaia eritrei nel Sinai e il colossale mercato di esseri umani connesso.
La storia di Giuseppe e Paolo Borsellino, padre e figlio, di Lucca Sicula, piccolo centro collinare di poco più di duemila anime, è la storia di tante vittime di mafia. Sono gli anni '80, Giuseppe è un uomo di cinquant'anni, cresciuto a pane e lavoro in una famiglia modesta, Paolo, il figlio poco più che vent'enne segue le orme del padre.
Quest'anno al Golden Gala-Pietro Mennea scende in pista anche Libera, l'associazione presieduta da Don Luigi Ciotti con un 'iniziativa di solidarietà e contro ogni forma di razzismo. Il prossimo 6 giugno sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma, nella manifestazione d'apertura del Palio dei Comuni, la staffetta a cui prendono parte centinaia di giovani provenienti da tutta la penisola, sarà dotata di speciali testimoni.