
Economie illegali, mafie e globalizzazione finanziaria, il ruolo delle istituzioni europee e le regole dei mercati finanziari, il narcotraffico, la militarizzazione, il contrabbando di armi.
Sono queste alcune delle tematiche che discusse e approfondite durante la terza edizione di "Ole" (Otranto legality experience), iniziativa di respiro internazionale che si propone di essere punto di riferimento a livello europeo per il ruolo della società civile nel contrasto alla criminalità organizzata, che ha preso il via a Lecce e Otranto lunedì 16 luglio e proseguirà fino al 29 luglio.
Tra gli obiettivi del progetto ci sarà anche quello di portare all'attenzione del dibattito nazionale la necessità di una direttiva europea sulla confisca e il reimpiego in finalità sociali dei beni frutto di attività legate alla criminalità organizzata, a trent'anni dall'approvazione della legge che ha aperto la strada alla confisca del patrimonio mafioso (legge n.646 del 13 settembre 1982). In base infatti agli ultimi dati dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, nella sola Puglia i beni sono oltre mille, di cui oltre 900 sono costituiti da immobili, più di 100 da aziende.
"Ole 2012" prevede tre grandi appuntamenti: la prima edizione della Summer School, il Summer Camp e il Public Forum. La Summer School si terrà all'Università di Lecce e prevede il riconoscimento di crediti formativi da parte delle università convenzionate.
Incontri, dibattiti, eventi, workshop sono tenuti da esperti altamente qualificati provenienti da tutto il mondo (l'elenco completo dei partecipanti e il programma della rassegna, in allegato).
Tra gli ospiti, anche Ilya Politkovsky, figlio di Anna Politkovskaja, assassinata in circostanze a tutt'oggi misteriose nell'ottobre 2006. Come ogni anno, la rassegna è dedicata alla memoria di Renata Fonte, assessore alla Pubblica Istruzione eletta nelle file del PRI, uccisa dalla mafia il 31 marzo 1984, e al giornalista Toni Fontana, scomparso nel 2010.
Finalmente una breccia nel muro di indifferenza che circonda i sequestri di migliaia eritrei nel Sinai e il colossale mercato di esseri umani connesso.
La storia di Giuseppe e Paolo Borsellino, padre e figlio, di Lucca Sicula, piccolo centro collinare di poco più di duemila anime, è la storia di tante vittime di mafia. Sono gli anni '80, Giuseppe è un uomo di cinquant'anni, cresciuto a pane e lavoro in una famiglia modesta, Paolo, il figlio poco più che vent'enne segue le orme del padre.
Quest'anno al Golden Gala-Pietro Mennea scende in pista anche Libera, l'associazione presieduta da Don Luigi Ciotti con un 'iniziativa di solidarietà e contro ogni forma di razzismo. Il prossimo 6 giugno sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma, nella manifestazione d'apertura del Palio dei Comuni, la staffetta a cui prendono parte centinaia di giovani provenienti da tutta la penisola, sarà dotata di speciali testimoni.