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Modica (RG): presentazione del libro "disOrdini"

"Libera - Presidio di Modica" e "Il Clandestino - con permesso di soggiorno" presentano il 2 febbraio 2012 alle ore 18.30 - Libreria Mondadori - Modica:

disOrdini - di Alessandro Maria Calì, Navarra Editore

Due architetti, due avvocati, diversi medici, un ingegnere tutti condannati per collusioni con la mafia, e tutti ancora iscritti nei rispettivi Albi. Come mai? Garantismo non può certo tradursi in impunità. Questo libro racconta la storia di un presidente di un Ordine che a Palermo cancella Michele Aiello, il primo caso nel nostro Paese di espulsione da un Albo professionale per fatti di mafia indipendentemente da una sentenza penale. Perchè allora, nonostante siano diverse centinaia i casi di professionisti collusi con le mafie, gli Ordini non intervengono per radiarli? Le ragioni sono tante ed in questo libro se ne ricava una chiave di lettura con delle proposte concrete per una possibile loro riforma.

Interverranno: l'autore Alessandro Calì e Umberto Di Maggio Coordinatore regionale di Libera Sicilia

 

Comunicati

  1. Dati Svimez, il commento della campagnia Miseria Ladra

    Un Paese sempre più diseguale e spaccato in due, dove il Sud viene condannato al sottosviluppo permanente. Questa la drammatica situazione denunciata dall'ultimo rapporto Svimez. Al Sud un italiano su tre è in povertà, al nord uno su dieci. Sette anni di recessione segnati dalla crescita dell'esclusione sociale e dal raggiungimento di livelli di povertà intollerabili.

  2. "Mafie forti, non basta la solidarietà. Hanno bruciato qualcosa di nostro"

    Don Ciotti in visita della Cleprin, la fabbrica di detergenti andata in fumo il 24 luglio per un incendio. L'incontro è stato voluto per rivendicare la libertà e il diritto di esistere dei beni confiscati e delle attività economiche, simbolo della lotta alla Camorra, entrambe categorie sottoposte ad aggressioni nelle ultime settimane. Articolo pubblicato su Il Mattino | 30 luglio 2015

  3. La cultura come ricerca di verità

    Nino Caponnetto, il grande magistrato capo del "pool" antimafia di Palermo e "padre" professionale di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, disse un giorno che «la mafia teme la scuola più della giustizia, l'istruzione taglia l'erba sotto i piedi del potere mafioso».