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Libera e il sindaco di Gela Crocetta dal 25 al 27 novembre in Colombia

Rosario Crocetta e Tonio Dell'Olio
Foto della conferenza stampa

Secondo le organizzazioni colombiane "Alianza de organizaciones sociales", "Asamblea de la sociedad civil por la pazà" e "Plataforma colombiana de derechos humanos" che il 1 novembre hanno presentato un rapporto per denunciare questa situazione all'Assemblea Generale dell'ONU il 75 dei casi della violenza commesse da paramilitari ha come responsabile lo stato colombiano per tolleranza, connivenza e silenzio.

Lo stesso documento è stato inviato anche al Consiglio dei diritti umani dell'ONU che a dicembre esaminerà la situazione colombiana.
Secondo il rapporto almeno 13.634 persone hanno perso la vita, al di fuori dei combattimenti armati, a causa della violenza socio-politica durante l'amministrazione del presidente Uribe, e sono aumentati drasticamente esecuzioni e arresti arbitrari, sparizioni, spostamenti forzati della popolazione, casi di tortura.

Una situazione che si lega necessariamente alla produzione e al traffico internazionale di cocaina.
Per questo motivo "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", il sindaco di Gela, Rosario Crocetta e l'associazione "Viva la Ciudadania" da martedì 25 novembre sono in delegazione in terra colombiana per tre giorni di incontri, dibattiti alla presenza di giuristi, sindaci, economisti, rappresentanti di associazioni e moltissimi giovani. Tante le città toccate dalla delegazione guidata dal sindaco di Gela, rosario Crocetta, tra cui Bogiotà e Medellin. Quest'ultima capoluogo del dipartimento di Antioquia, nella parte occidentale della Colombia di cui è la seconda città per numero di abitanti e oggi è uno snodo fondamentale del narcotraffico. Obiettivo del viaggio organizzare una serie di incontri per la costruzione in Colombia di un percorso di giustizia e legalità, prendendo spunto dall'esperienza della società responsabile italiana nel contrasto alle mafie e dal modello di antimafia portato avanti dal sindaco Crocetta. La lotta alla criminalità necessariamente deve partire anche dall'interno delle istituzioni e delle amministrazioni locali. L'esperienza italiana può e deve aiutare le città colombiane a uscire dalla stretta del narcotraffico e della corruzione.

 

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