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Azzardopoli terza impresa in Italia con 86mld di euro

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Agenzie Stampa

 

Gioco/ Terza industria Italia, quello illegale fattura 10 mld
Oltre 2 milioni giocatori a rischio, 800mila quelli dipendenti

Roma, 9 gen. (TMNews) - Il gioco è la terza industria in Italia. Non conosce crisi e aumenta ogni anno il suo giro di affari che è stimato in 76,1 miliardo di euro. Quello illegale, in mano alle organizzazioni criminali, vale in termini di giro d'affari 10 miliardi di euro e vede coinvolti 41 clan, tra mafia, camorra e 'ndrangheta. E' quanto emerge dal dossier 'Azzardopoli' presentato oggi da Libera sul gioco d'azzardo in Italia. Dal dossier, presentato dal fondatore di Libera don Luigi Ciotti, emerge che ogni italiano nel 2011 ha speso 1.260 euro per tentare la fortuna. Nel nostro paese ci sono oltre due milioni di giocatori a rischio di dipendenza e circa 800mila giocatori 'patologici'. La dipendenza, psicologica e economica, è uno dei principali fattori di allarme lanciato nel corso della presentazione del dossier di Libera.

Giochi: Libera, 'azzardopoli' terza impresa in Italia con 86mld euro
(ASCA) - Roma, 9 gen - Con un totale di circa 86 miliardi di euro la ricca azienda del gioco in Italia arriva ad essere la terza impresa del paese con circa 1.260 euro di spesa pro capite nel 2011 per tentare la fortuna e una struttura fondata su 400mila slot machine che invadono le citta', una ogni 150 abitanti. Un ricco giro d'affari che, sempre piu' nel nostro paese, 'scantona' nel gioco d'azzardo con profitti sempre crescenti per la criminalita' organizzata. E' questa la denuncia venuta oggi dall'associazone 'Libera' fondata da Don Luigi Ciotti che ha presentato a Roma un corposo dossier dal titolo: 'Azzardopoli' nel quale si lancia l'allarme su quella che viene definita una questione dove 'i clan fanno il loro gioco'. A presentare l'indagine il fondatore di 'Libera' Don Luigi Ciotti e il magistrato Diana De Martino della direzione nazionale antimafia. Nel dossier emerge che sono 46,1 miliardi di euro il fatturato del mercato legale del gioco nel sono 2011. Cifra questa che pone l'Italia al primo posto in Europa per quantita' di giocate e terzo nel mondo. La spesa per i giochi nel corso dell'ultimo anno e' ammontata a 1.260 euro pro capite, neonati compresi con 10 miliardi di euro di fatturato illegale. Sono 41 i clan che, secondo le indagini degli inquirenti si spartiscono la torta del mercato illegale del gioco d'azzardo mentre, si calcola, sono circa 800mila le persone dipendenti da gioco d'azzardo e quasi 2 milioni di giocatori a rischio. Che l'attenzione degli inquirenti su quella che la stessa De Martino ha definito oggi 'la nuova frontiera della criminalita' organizzata', si faccia sempre piu' intensa lo dimostrano le dieci procure e le direzioni antimafia che hanno effettuato indagini nell'ultimo anno e le 22 citta' italiane coinvolte con arresti e sequestri direttamente riferibili alla criminalita' organizzata. Indagini che hanno portato a stabilire che, attualmente, sarebbero 3.747 i videogiochi irregolari. E' la Lombardia la Regione dove si spende di piu' in giochi vari, rivela ancora il dossier di 'Libera', e tre volte la settimana la media di gioco per i cosiddetti 'giocatori patologici', che passano piu' di tre ore alla settimana in queste attivita' per una spesa media mensile che parte dai 600 euro.

GIOCO: LIBERA, TERZA IMPRESA PAESE;QUELLO ILLEGALE FATTURA 10 MLD
(AGI) - Roma, 9 gen. - E' la terza impresa del Paese con i suoi 76,1 miliardi di euro di fatturato legale, "cui vanno aggiunti, con una stima sicuramente approssimata per difetto, i 10 miliardi di quello illegale". A denunciarlo e' l'associazione 'Libera', che al fenomeno ha dedicato un voluminoso dossier dal titolo 'Azzardopoli - il paese del gioco d'azzardo. Quando il gioco si fa duro.... le mafie iniziano a giocare'. In Italia - sostiene l'associazione - si spendono circa 1.260 euro a testa l'anno, neonati compresi, per tentare il colpo che possa cambiare la vita tra videopoker, slot machine, gratta e vinci, sale Bingo. E se i giocatori a rischio sono calcolati in almeno due milioni, 800mila sono le persone dipendenti dal gioco d'azzardo. Una industria sempre in attivo, che non risente della crisi che colpisce il Paese e che non poteva non attirare l'attenzione della criminalita' organizzata: sono 41 i clan che gestiscono "i giochi delle mafie" da Chivasso a Caltanissetta, passando per la via Emilia e la capitale. Con i soliti noti seduti al 'tavolo verde' dai Casalesi ai Mallardo, dai Santapaola ai Condello, dai Mancuso ai Cava, dai Lo Piccolo agli Schiavone. Le mafie sui giochi non vanno mai in tilt e si accreditano ad essere di fatto "l'undicesimo concessionario occulto del Monopolio". (AGI)

GIOCO: LIBERA, TERZA IMPRESA PAESE;QUELLO ILLEGALE FATTURA 10 MLD
(AGI) - Roma, 9 gen. - Sono dieci le direzioni distrettuali antimafia che nell'ultimo anno hanno effettuato indagini: Bologna, Caltanissetta, Catania, Firenze, Lecce, Napoli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria e Roma. E sono 22 le citta' dove nel 2010 le forze di polizia hanno eseguito arresti e sequestri direttamente legati al fenomeno. "Ad Azzardopoli - si legge nel dossier - i clan fanno il loro gioco. Rien ne va plus. Si punta e si vince. E l'illegalita' non conosce limiti. Nel 2010 sono state 6.295 le violazioni riscontrate dalla Guardia di finanza: oltre 8mila le persone denunciate, 3.746 i videogiochi irregolari sequestrati (alla media di 312 al mese) e 1.918 i punti di raccolta di scommesse non autorizzate o clandestine scoperti, il 165% in piu' rispetto all'anno precedente". I sistemi per infiltrarsi nel circuito legale sono i piu' fantasiosi, dalle sale bingo usate come "lavanderie" per il riciclaggio di soldi sporchi all'imposizione di noleggio di apparecchi, dalla gestione di bische clandestine al toto nero, dai prestiti usurari ai giocatori indebitati al racket delle slot machines. Fino all'acquisto da parte dei clan dei
biglietti vincenti di Lotto, SuperEnalotto, Gratta e vinci, pagati con un sovrapprezzo dal 5 al 10%, altro canale privilegiato per ripulire il denaro.

*Gioco/ Terza industria Italia, quello illegale fattura 10 mld
Don Ciotti: Troppe persone rovinate è allarme sociale
Roma, 9 gen. (TMNews) - Il settore del gioco legale - da quanto emerge dal dossier di Libera - da lavoro a circa 120 mila addetti e muove gli affari di circa 5000 aziende, grandi e piccole. Il giro d'affari complessivo (71,6 lmld) del gioco legale in Italia equivale al 4% del Pil nazionale. L'Italia, in pratica, si colloca al primo posto in Europa e al terzo nel mondo tra i paesi che giocano di più. Sono dati importanti che confermano la propensione al gioco e alle scommesse di milioni di italiani. C'è sul piano sociale un allarme per l'impatto che il gioco, anche legale, ha sulle persone e sulle famiglie ancor di più in tempi di crisi. Sono due milioni - secondo il Dossier 'Azzardopoli di Libera i giocatori a rischio e 800 mila quelli che hanno una vera e propria dipendenza. "Libera - ha detto Luigi Ciotti - vuole sollecitare, senza evocare scenari di proibizionismo e colpevolizzare nessuno, una risposta da parte di tutte le istituzioni e del governo". Un appello alla assunzione di responsabilità rivolto anche "a chi gestisce in maniera legale" le attività di gioco. "C'è - ha sottolineato Ciotti - un rischio dipendenza crescente anche in virtù
di un marketing avvolgente. Lo slogano 'più giochi per tutti' è una cosa inquietante". Il rischio è la distruzione individuale e sociale che coinvogle centinaia di migliaia di famiglie 'intrappolate' in una dipendenza economica di debiti che spesso è l'anticamera dell'usura. "C'è un problema di democrazia - ha sottolineato Ciotti - per la democrazia si basa anche sui diritti". In Italia, ha ricordato il fondatore di libera, non è stato ancora riconosciuto il diritto all'assistenza per i giocatori patologici. Così come avviene in altri Paesi europei.
 
Gioco d'azzardo, nuova frontiera nelle strategie dei clan
Fanno riciclaggio, profitti e usura

Roma, 9 gen. (TMNews) - Milioni di euro investiti (con un sovrapprezzo anche del 5-10%) per l'acquisto di biglietti vincenti al Lotto, Superenalotto e 'Gratta e Vinci' da parte dei clan per giustificare e ripulire il
denaro sporco. Anche questo è emerso da indagini recenti dell'Antimafia sull'utilizzo delle lotterie e dei giochi da parte della criminalità organizzata. Ma l'interesse delle organizzazioni malavitose è soprattutto concentrata nel controllo del gioco illegale e nella distribuzione territoriale delle cosiddette macchinette (slot machines e video poker). I 41 clan censiti nel rapporto (dai Casalesi di Bidognetti e Mallardo ai Santapaola, ai Mancuso e Lo Piccolo) messi insieme costituiscono l'undicesimo concessionario occulto del Monopolio. Il Dossier 'Azzardopoli, presentato oggi dall'associazione Libera, alla presenza del sostituto procuratore della Dda, Diana De Martino, scatta un'istantanea allarmante sul ruolo delle mafie nel settore dei giochi illegali che non rappresenta solo un canale di riciclaggio ma è diventata per i boss una gallina dalle uova d'oro per moltiplicare i profitti. "Il settore dove si concentrano i clan - ha detto il sostituto procuratore della Dda, Diana De Martino - è quello delle macchinette perchè è il comparto dei giochi che ha la maggiore 'produttività". Diverse inchieste condotte dalla Dda in diverse città hanno evidenziato proprio un controllo anche 'militare' sul territorio da parte dei vari clan criminali nella allocazione e nella gestione dei proventi derivanti da queste attività. De Martino, ha ricordato l'inchiesta 'Hermes' della Dda di Napoli dove un personaggio legato ai clan controllava, da monopolista, tutta la distribuzione e il ricavato del gioco in questo settore ad alto valore aggiunto. "Obbligava tutti gli esercizi commerciali a mettere queste macchinette e dettava le condizioni. Era diventato un vero e proprio sportello bancario per i clan. Ci vuole una grande attenzione perchè questa è la nuova frontiera dei clan i cui rischi sono pochi anche perchè le sanzioni penali non sono paragonabili ai reati connessi al traffico di droga ma, allo stesso tempo, i guadagni sono enormi"

GIOCO:LIBERA,41 CLAN FANNO AFFARI COME CONCESSIONARI OCCULTI
DON CIOTTI, E' MALATTIA SOCIALE, VA FATTA PREVENZIONE

(ANSA) - ROMA, 9 GEN - Ogni italiano, neonati compresi, spende 1.260 euro all'anno per tentare la fortuna tra videopoker, slot- machine, lotterie e sale bingo: in totale 76,1 miliardi per l'azzardo ufficiale, e almeno altri 10 miliardi per quello illegale. Un fatturato che fa del gioco la terza impresa italiana. Il dossier di Libera 'Azzardopoli' fotografa 'un terreno borderline' in cui le mafie hanno la possibilita' di impiantarsi per fare affari: nella gestione delle slot, di fatto - sottolinea lo studio curato da Daniele Poto - le cosche sono 'l'undicesimo concessionario occulto del Monopolio'. Infatti, ha spiegato in una conferenza stampa la consigliera Diana De Martino della direzione nazionale antimafia, 'a partire dal 2003, quando il gioco si e' evoluto, anche le infiltrazioni si sono evolute: concentrandosi sulle macchinette, che sono il comparto dei giochi con la maggiore redditivita''. Al momento ci sono 10 concessionarie ognuna delle quali ha collegamento telematico che comunica i dati sulle giocate al Fisco per poi applicare le tasse al 12%: l'attivita' delle mafie consiste nell'alterare le macchinette in modo da annullare o abbattere i dati comunicati al Fisco. I rischi e le sanzioni sono contenute: difficile dimostrare l'associazione mafiosa, e alla fine si viene giudicati solo per l'intrusione abusiva in un sistema informatico o per concorrenza sleale. Sono 41, dai Casalesi di Bidognetti ai Mallardo, dai Santapaola agli Schiavone, i clan che gestiscono i 'giochi delle mafie', a Chivasso come a Caltanissetta, passando per la Capitale. Le mafie si infiltrano nelle societa' che gestiscono i punti scommesse, nelle sale gioco che fanno da 'lavanderie' per i soldi sporchi; lucrano con l'usura; gestiscono bische clandestine e toto nero, e il mercato del calcio scommesse da solo vale 2,5 miliardi; acquistano i biglietti vincenti dai giocatori, pagando un sovraprezzo che va dal 5 al 10%, per riciclare il denaro sporco: esibendo tagliandi vincenti di Superenalotto e lotterie, i clan possono giustificare l'acquisto di beni e attivita' commerciali. 'Un danno sociale, ma anche umano', ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti: 800 mila persone sono dipendenti dal gioco e altri 2 milioni di giocatori sono a rischio. 'Bisognerebbe applicare - ha aggiunto - le direttive dell'Oms che dicono che la dipendenza da gioco e' una malattia sociale e va fatta prevenzione'. Libera sollecita, una legge quadro sul gioco d'azzardo, di limitare i messaggi pubblicitari e di marketing; promuovere campagne di informazione, di consentire ai giocatori dipendenti il diritto di usufruire di cure e benefici.

GIOCHI: LIBERA, ALMENO 10 MILIARDI DI EURO IL FATTURATO ILLEGALE DI 'AZZARDOPOLI'
DON CIOTTI, UNA NUOVA LEGGE PER IMPEDIRE INFILTRAZIONI DELLA MAFIA

Roma, 9 gen. (Adnkronos) - Un giro d'affari di oltre 76 miliardi di euro l'anno e con un fatturato illegale per le mafie e dintorni di almeno 10 miliardi annui: e' questa la realta' di 'Azzardopoli' come l'associazione Libera definisce il mondo dei giochi e delle scommesse d'azzardo nel suo rapporto presentato oggi nella sede della Fnsi. Una cifra impressiona: ogni italiano, compresi nel computo statistico anche i neonati, spende ogni anno 1.260 euro per i giochi, ovvero 100 euro al mese, praticamente piu' di 3 euro al giorno. Si capisce allora come "anche i clan mafiosi facciano il loro gioco", denuncia don Luigi Ciotti, fondatore e presidente diLibera. Dall'inchiesta dell'associazione antimafia emerge che sono 41 i clan che con certezza si spartiscono la torta del mercato illegale del gioco d'azzardo, di cui sono 'dipendenti', alla stregua di una droga, circa 800.000 italiani con altri 2 milioni a rischio. Gli interessi della criminalita' organizzata sono dimostrati anche dalle indagini e dalle operazioni condotte dalle forze di polizia e dalle inchieste avviate da 10 direzioni distrettuali antimafia in 22 citta', nel solo 2010. Altri numeri significativi: in Italia sono installate 400.000 slot-machine, pari a una macchinetta 'mangiasoldi' ogni 150 abitanti. E sono 120.000 gli addetti a un settore che muove gli affari di 5.000 aziende. Quasi 4.000 sono stati i videogiochi irregolari sequestrati due anni fa, con una media di 312 al mese. Per affrontare e gestire il fenomeno, sia quello regolare che quello che alimenta gli interessi criminali, don Ciotti propone "una nuova legge, giusta, contro questa malattia sociale che spesso trascina con se' un vero e proprio crimine". (segue)

Giochi: Ciotti, in Italia e' emergenza criminalita'. Subito nuova legge
(ASCA) - Roma, 9 gen - 'Senza alcuno spirito proibizionista sollecitiamo tutti, in primo luogo chi governa il paese o ha responsabilita' istituzionali, ad intervenire subito per arginare la nuova emergenza legata al gioco, sia legale che clandestino'. A chiederlo e' stato, oggi, don Luigi Ciotti, fondatore e animatore dell'associazione Libera che stamane ha presentato a Roma il dossier 'Azzardopoli' su quella che e' stata definita la 'terza impresa' del paese.
Ciotti ha parlato di 'emergenza' legata al gioco nel nostro paese 'con grosse ricadute di tipo sociale, sui rapporti familiari e sulla situazione patrimoniale di migliaia di concittadini. Il gioco - ha detto - deve restare tale e non puo' mai scantonare in azzardo, in fenomeni come l'usura o, peggio, in patologie'. Da qui le proposte che Libera ha lanciato a margine della presentazione dell'indagine. Tra queste una legge quadro sul gioco d'azzardo che consenta allo Stato di 'recuperare il governo e la programmazione politica sulle attivita' di gioco d'azzardo, ridefinendo le procedure autorizzatorie' e limitare i messaggi pubblicitari e di marketing sul gioco d'azzardo, garantendo 'forme di reale e corretta informazione per il pubblico'. Ciotti ha chiesto anche di attivare 'forme di sensibilizzazione sui rischi collegatial gioco e di recepire le indicazioni dell'Oms che vede nel gioco compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata e che, in assenza di misure idonee di informazione e prevenzione, puo' rappresentare, a causa della sua diffusione, 'un'autentica malattia sociale'.

GIOCO: LIBERA, ITALIA PRIMA IN EUROPA E TERZA NEL MONDO
(AGI) - Roma, 9 gen. - L'Italia e' al primo posto in Europa e al terzo posto tra i Paesi che giocano di piu' al mondo. E' uno dei dati del dossier "Azzardopoli", curato dall'associazione Libera. Il settore, cifre alla mano, sembra non conoscere crisi: offre lavoro a 120mila addetti e alimenta gli affari di 5mila aziende, grandi e piccole. Fino a mobilitare il 4% del pil nazionale grazie al contributo di qualcosa come 30 milioni di italiani, compresi quelli che nel corso dell'anno comprano solo il tradizionale tagliando della lotteria. Il fatturato "legale" di 76,1 miliardi "e' pari alla somma del debito finanziario dei Comuni a fine 2010", "il portato di quattro Finanziarie normali" ovvero "una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di piu' di quanto viene riversato sull'istruzione".

GIOCHI. LIBERA: RICAVI ILLEGALI AZZARDO PER CIRCA 10 MLD EURO NUMERI E INTERESSI DELLA CRIMINALITA' IN UN DOSSIER.
(DIRE) Roma, 9 gen. - "Raggiunge i 10 miliardi di euro il fatturato del mercato illegale dei giochi, mercato in cui operano 41 clan". E' quanto rivela l'associazione Libera, nel dossier, curato da Daniele Poto, che a breve sara' una pubblicazione, 'Azzardopoli, il paese del gioco d'azzardo, dove quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare', presentato oggi a Roma. Secondo l'associazione di don Ciotti "sono 800 mila le persone dipendenti dal gioco d'azzardo, e 2 milioni quelle a rischio. I giocatori patologici giocano, in media, tre volte a settimana, piu' di tre ore alla settimana e per una spesa ogni mese che va dai 600 euro in su". Il rapporto fa luce inoltre sul controllo che alcuni clan esercitano sul mercato illegale dei giochi, ad esempio il clan Valle-Lampada che "dalla gestione degli apparecchi irregolari, ricava tra i 25 mila e i 50 mila euro al giorno". E ancora indaga su alcuni risvolti inquietanti, come il riciclaggio di denaro attraverso la riscossione delle vincite legali: "i clan infatti- si legge nel rapporto- sono disposti a pagare un sovrapprezzo, tra il 5 e il 10% del premio, per acquistare i biglietti vincenti, in modo da riscuotere denaro 'pulito'". Nel 2010 le forze di polizia hanno sequestrato 3.746 apparecchi irregolari, ovvero in media 312 al mese. Nel 2011, invece, 10 direzioni distrettuali antimafia hanno effettuato indagini sulla materia. Ma il rapporto, citando i dati Agicos, indaga anche sul mercato legale che nel 2011 ha superato i 76 miliardi di euro, "primo posto in Europa e terzo posto nel mondo", secondo l'associazione Libera. Un mercato in cui operano 5 mila aziende e 120 mila addetti.

GIOCO: DE MARTINO (DNA), AZZARDOPOLI? SITUAZIONE E' ALLARMANTE
(AGI) - Roma, 9 gen. - "La situazione e' allarmante, l'attenzione al fenomeno deve essere massima". La crescita di "Azzardopoli" denunciata nel suo dossier da Libera preoccupa anche Diana de Martino, della Direzione nazionale antimafia. "La criminalita' organizzata - spiega - non poteva certo lasciarsi sfuggire l'occasione di allungare le mani su un business cosi' lucroso, e il suo interesse e' aumentato parallelamente al boom dell'industria del gioco, cominciato nel 2003. "I clan si infiltrano nei modi piu' diversi - ricorda il magistrato - ma il settore su cui si stanno concentrando e' quello delle macchinette installate nei bar e nelle sale giochi di tutta Italia: l'obiettivo e' quello di scollegarle, anche solo temporaneamente, dalla rete telematica dei concessionari in modo da non versare il 12% dei profitti dovuto allo Stato. Numerose inchieste, anche recenti, confermano questo
scenario e il fenomeno non puo' essere sottovalutato anche perche' i rischi sono relativamente contenuti e le sanzioni modeste, specie se rapportate ai guadagni, enormi. E destinati quasi per intero alla copertura delle spese per i familiari dei detenuti".
 
GIOCO: DE MARTINO (DNA), AZZARDOPOLI? SITUAZIONE E' ALLARMANTE
(AGI) - Roma, 9 gen. - "La situazione e' allarmante, l'attenzione al fenomeno deve essere massima". La crescita di "Azzardopoli" denunciata nel suo dossier da Libera preoccupa anche Diana de Martino, della Direzione nazionale antimafia. "La criminalita' organizzata - spiega - non poteva certo lasciarsi sfuggire l'occasione di allungare le mani su un business cosi' lucroso, e il suo interesse e' aumentato parallelamente al boom dell'industria del gioco, cominciato nel 2003. "I clan si infiltrano nei modi piu' diversi - ricorda il magistrato - ma il settore su cui si stanno concentrando e' quello delle macchinette installate nei bar e nelle sale giochi di tutta Italia: l'obiettivo e' quello di scollegarle, anche solo temporaneamente, dalla rete telematica dei concessionari in modo da non versare il 12% dei profitti dovuto allo Stato. Numerose inchieste, anche recenti, confermano questo scenario e il fenomeno non puo' essere sottovalutato anche perche' i rischi sono relativamente contenuti e le sanzioni modeste, specie se rapportate ai guadagni, enormi. E destinati quasi per intero alla copertura delle spese per i familiari dei detenuti".

GIOCHI: LIBERA, ALMENO 10 MILIARDI DI EURO IL FATTURATO ILLEGALE DI 'AZZARDOPOLI' (3)
DE MARTINO (DNA), SETTORE LUCROSO PER LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

(Adnkronos) - Sottolinea don Luigi Ciotti: "Il gioco, anche quello legale, e' un tema difficile e scomodo. Noi non vogliamo evocare scenari proibizionistici ne' demonizzare nessuno - premette - Ma serve una risposta da parte di tutti, a cominciare dalle istituzioni e da chi governa, che purtroppo da troppi anni tarda ad arrivare. Slogan come 'piu' giochi per tutti' o 'vinci facile' ci lasciano sconcertati: cosi' si vendono facili illusioni". Avverte il fondatore di Libera: "Noi conosciamo dal basso questa realta', una tragedia sia psicologica che economica. Ci sono costi umani e sociali che superano i guadagni e gli introiti per le casse pubbliche. La dipendenza dal gioco d'azzardo crea inevitabilmente debiti di gioco, il che vuol dire usura e prestiti a tassi impossibili pretesi dalle organizzazioni criminali, quando non gestiscono in proprio o per interposta persona una fetta del settore. E' un problema
di dignita' umana e di responsabilita' sociale, in definitiva e' un problema di democrazia". Conferma Diana De Martino, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia: "Il gioco d'azzardo e' senz'altro un settore lucroso per la criminalita' organizzata. Le slot-machine danno il guadagno maggiore ai clan mafiosi e spesso vengono imposte anche agli esercenti, alterate e scollegate dalla rete telematica per non pagare il 12% di tasse sui guadagni. E talora i clan acquistano persino i biglietti vincenti delle Lotterie, per ripulire il denaro sporco e giustificare arricchimenti personali".
 
Gioco,Roma la Las Vegas d'Italia:In città 50 mila slot machines
Dossier Libera:12% delle macchinette presenti in Italia

Roma, 9 gen. (TMNews) - In Italia ci sono 400 mila slot machine: una macchinetta 'mangiasoldi' ogni 150 abitanti, un mini casinò tablet in ogni angolo di strada alla portata di tutti. Il 12% si concentra - da quanti rivela il Dossier di Libera su 'Azzardopoli' - a Roma che da qualche anno sembra vivere un vero e proprio effetto Las Vegas. Nel 2010, il via libera al proliferare delle macchinette 'mangiasoldi' nel popoloso quartiere Prenestino dove, con il beneplacito circoscrizionale, sono state aperte 36 sale slot e punti di gioco. Tra Roma e provincia, si contano 294 sale e più di 50 mila slot machine. Il primato in piazza Re di Roma, nel quartiere Appio, dove c'� il pi� grande locale d'Europa con 900 postazioni di gioco: due piani a disposizione del bingo e in più di tre sale le slot machine e le Vlt (altre slot, ma compromesse di premi iperbolici). Tra i marchi più attivi - si legge nel Dossier di libera
- il marchio Intralot che, recentemente, ha trasferito la propria sede sulla Tiburtina, ospitando 150 dipendenti. E da qui si espande fino alle porte di Roma, nella zona nord della capitale, forte di una "consistenza economica dovuta alla costola principale, la multinazionale Intralot group, quotata alla borsa di Atene, lasciapassare per una cospicua diffusione nei mercati dell'Est Europa". Ta l'Appia e la Tuscolana si concentra il maggior numero di sale giochi della capitale ma la proliferazione riguarda tutti i quartieri vicini al centro storico, dove non è consentito aprire questo tipo di attività: Gianicolense, viale Marconi, Ostiense e Pigneto.

GIOCHI: LIBERA, ALMENO 10 MILIARDI DI EURO IL FATTURATO ILLEGALE DI 'AZZARDOPOLI' (2)
(Adnkronos) - Nella proposta che l'associazione Libera avanza al governo Monti e alle forze politiche presenti in Parlamento - frutto anche di una sintesi con i due disegni di legge sul tema, di cui sono rispettivamente primi firmatari i senatori Luigi Li Gotti (Idv) e Raffaele Lauro (Pdl) - si lancia l'idea di "definire una legge quadro sul gioco d'azzardo, ristabilendo le procedure autorizzatorie, di fatto azzerate dalla deregulation, e riconducendo in un ambito di gestione e controllo il ruolo dell'Amms, l'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato". Fra gli altri provvedimenti indicati da don Ciotti figurano "la limitazione dei messaggi pubblicitari e di marketing sul gioco d'azzardo, garantendo una leale e corretta informazione per il pubblico; la destinazione del 5% degli introiti ad attivita' di ricerca e cura sulla dipendenza da gioco d'azzardo, promuovendo anche campagne di sensibilizzazione; una formazione mirata verso gli esercenti". E ancora: "considerare il gioco d'azzardo compulsivo una forma morbosa e, se diffusa, un'autentica malattia sociale, consentendo e riconoscendo il diritto di cura; controllare gli amministratori in Italia di societa' estere che gestiscono le scommesse; inasprire le sanzioni pecuniarie fino a 20.000 euro per chi viola il divieto di gioco ai minori; prevedere conti correnti dedicati per concorsi e pronostici". (segue)

(LZ) SICUREZZA. GIOCO D'AZZARDO, NANNI: RACCOGLIERE GRIDO LIBERA
"UN REGOLAMENTO COMUNALE PER STRONCARE IL RACKET".

(DIRE) Roma, 9 gen. - "Il grido d'allarme lanciato oggi dall'associazione Libera non va fatto cadere nel nulla ma va preso molto seriamente. Nella Capitale c'e' liberta' assoluta di aprire una sala giochi o di ospitare 'slot-machine' spesso dietro intimidazioni. Attivita' che spesso nascondono veri e propri racket. E' sufficiente avere la fedina penale a posto e rispettare le norme valide per qualsiasi locale. Come dimostra anche la vicenda del cinema Palazzo a San Lorenzo. Ad autorizzare l'apertura e' il sindaco e chiunque puo' fare domanda". Cosi' in una nota il consigliere del Pd capitolino, Dario Nanni, membro della commissione sicurezza del Comune di Roma. "Non c'e' alcun regolamento legato alla presenza di questi locali nei quartieri ne' la distanza minima tra uno e l'altro. Come denuncia Libera tra i fattori che alimentano il crescere della criminalita' e della violenza nella nostra citta' c'e' anche il gioco d'azzardo- spiega Nanni- Dietro il circuito legale si nasconde quello illegale con un giro d'affari miliardario. Purtroppo e' sempre piu' frequente il proliferare nelle periferie di questo tipo di attivita' che sembrano non conoscere crisi". "Per mettere un freno a quella che si presenta spesso come una attivita' di copertura della criminalita' organizzata e una vera piaga sociale per chi cade nel vortice patologico del gioco d'azzardo c'e' bisogno di nuove regole da approvare con urgenza. Mi faro' promotore presso il Consiglio comunale di una proposta specifica di nuovo regolamento- conclude Nanni- Tantissimi comuni in Italia hanno scritto nuovi regolamenti fissando distanze e numeri a Roma invece siamo ancora alla deregulation".

'AZZARDOPOLI': ALMENO 41 CLAN SEDUTI AL 'TAVOLO VERDE'
Libera presenta il primo rapporto 2012: la criminalita' organizzata "undicesimo concessionario" della terza impresa italiana. 76,1 miliardi di euro dal gioco legale, almeno 10 da quello illegale. 800 mila giocatori patologici, 2 milioni quelli a rischio
(RED.SOC.) ROMA - I "giochi delle mafie" coinvolgono almeno 41 clan: tanto stretto e' l'intreccio tra gioco d'azzardo e criminalita' organizzata, che emerge dal primo dossier di Libera del 2012, dedicato ad "Azzardopoli" e presentato stamattina presso la Federazione nazionale della stampa. Il rapporto, curato da Daniele Poto descrive numeri, storie e giro d'affari di quella che risulta essere la terza impresa del nostro Paese, "l'unica - si legge - con un bilancio sempre in attivo e che non risente della crisi": un fatturato legale stimato in 76,1 miliardi di euro, a cui aggiungere almeno 10 miliardi provenienti dal gioco illegale. Un fatturato che pone l'Italia al primo posto in Europa e al terzo nel mondo in questo settore. Gli italiani spendono circa 1.260 euro procapite l'anno in videopoker, slot-machines, Gratta e vinci e sale Bingo: 800 mila sono i giocatori patologici, che giocano in media tre volte a settimana, per una spesa mensile di almeno 600 euro. Quasi 2 milioni sono invece i giocatori a rischio. Con un simile giro d'affari, "l'azzardo e' diventato la nuova frontiera del crimine organizzato - ha detto don Luigi Ciotti, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione - Almeno 41 famiglie penetrano, in vario modo, nel gioco legale e illegale, tramite l'acquisto di biglietti vincenti, il controllo delle slot machine e altre modalita'". Al "tavolo verde" stanno seduti membri dei Casalesi e dei Mallardo, dei Santapaola e dei Condello, dei Mancuso e dei Cava, dei Lo Piccolo e degli Schiavone, per citarne solo alcuni. Dieci sono le concessionarie accreditate in questo momento, ma le "mafie - si legge nel dossier - si accreditano ad essere l'undicesimo concessionario occulto del Monopolio". Dieci direzioni distrettuali antimafia nell'ultimo anno hanno svolto indagini in alcune delle principali citta' italiane: Roma, Bologna, Caltanissetta, Catania, Firenze, Napoli, Lecce, Palermo, Potenza, Reggio Calabria. Le infiltrazioni dei clan nel gioco d'azzardo avvengono secondo svariate modalita', tra cui l'acquisto, con sovrapprezzo, dei biglietti e delle schedine vincenti. "Con questi biglietti - ha spiegato Diana De Martino, della Direzione distrettuale antimafia - riescono a giustificare il possedimento di grandi patrimoni ed eludendo cosi' i sequestri. Il settore in cui maggiormente si concentra la criminalita' organizzata - ha aggiunto la De Martino - e' quello delle macchinette, da cui peraltro deriva il 50% dei guadagni. I clan intervengono scollegando le macchinette dalla rete telematica che consente il controllo da parte dello Stato, svincolandole di fatto dal pagamento del 12% di tasse e facendo cosi' impennare i guadagni. Queste macchinette vengono poi imposte ai gestori degli esercizi commerciali e sottoposte al controllo dei clan". Secondo il dossier, sono 400.000 le slote machine in Italia, "una macchinetta mangiasoldi ogni 150 abitanti". 294 sale e oltre 50.000 macchinette sono concentrate a Roma e provincia.

GIOCHI: LIBERA. FATTURATO LEGALE DI 76 MLD, ITALIA PRIMA IN EUROPA
ROMA (ITALPRESS) - Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, ha presentato il dossier "Azzardopoli", il paese del gioco d'azzardo, dove quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare che fotografa con storie e numeri una vera calamita' economica, sociale e criminale", curato da Daniele Poto e che prossimamente diventera' una pubblicazione. Per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni d'illegalita' nel mercato dei giochi, Libera - si legge nella nota dell'associazione - sollecita l'elaborazione di norme tese a rafforzare e rendere piu' efficaci, anche attraverso la previsione del delitto di gioco d'azzardo. Inoltre intensificare e potenziare i controlli ed il monitoraggio delle concessione licenze a societa' estere che organizzano e gestiscono scommesse in Italia ai controlli sulle persone degli amministratori , dei bilanci e delle rendicontazioni contabili, per scoraggiare e prevenire fenomeni di riciclaggio; l'inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie per chi viola il divieto di gioco di minori; l'inasprimento delle sanzioni in funzione antiriciclaggio previste dal decreto 231 per chi gestisce attivita' di gioco senza autorizzazioni; la previsione di conti correnti dedicati per concorsi pronostici e scommesse; il registro scommesse e requisiti piu' stringenti per chi gestisce locali e attivita' di gioco pubblico.

GIOCHI: LIBERA. FATTURATO LEGALE DI 76 MLD, ITALIA PRIMA IN EUROPA-2-
Il settore offre lavoro a 120 mila addetti e muove gli affari di 5.000 aziende, grandi e piccole. Oltre a mobilitare il 4% del Pil nazionale. E con 76,1 miliardi di euro di fatturato legale l'Italia occupa il primo posto in Europa e terzo posto tra i paesi che giocano di piu' al mondo. Per rendere l'idea - commenta Libera - "76,1 miliardi, sono il portato di quattro Finanziarie normali, una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di piu' di quanto viene riversato sull'istruzione".

(LZ) SICUREZZA. GIOCO D'AZZARDO, LIBERA: ROMA PRIMATO SALE E SLOT
LAZIO DA PODIO PER FATTURATO, E PER QUANTO RIGUARDA I GIOVANI...
(DIRE) Roma, 9 gen. - Il settore dei giochi in Italia offre lavoro a 120.000 addetti e muove gli affari di 5.000 aziende, grandi e piccole. E mobilita il 4% del Pil nazionale. E con 76,1 miliardi di euro di fatturato legale l'Italia con questa cifra occupa il primo posto in Europa e terzo posto tra i paesi che giocano di piu' al mondo". Lo si legge nel dossier presentato oggi dall'associazione Libera, "Azzardopoli, il Paese del gioco d'azzardo". "Per rendere
l'idea- dice Libera- 76,1 miliardi, sono la portata di quattro Finanziarie normali, una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di piu' di quanto viene riversato sull'istruzione. Se analizziamo gli ultimi dati riferiti ai mesi di ottobre e novembre 2011, il primato per il fatturato legale del gioco spetta alla Lombardia con 2 miliardi e 586 mila di euro, seguita dalla Campania con un miliardo e 795 mila euro. All'ultimo gradino del podio il Lazio con un miliardo e 612 mila euro. Soldi che girano grazie alle 400 mila slot presenti in Italia" sostiene l'associazione. La citta' di Roma nel settore giochi e' da primato nazionale: 294 sale e piu' di 50 mila slot distribuite tra Roma e provincia. "E se il riciclaggio in Italia tocca il 10% del Pil (il doppio che nei paesi occidentali progrediti) non si puo' pensare che il gioco ne sia immune. Il 69% degli italiani che giocano on line - scrive Libera- ha subito una qualche forma di cyber crimine contro una percentuale mondiale che si attesta sul 65%".(SEGUE)

(LZ) SICUREZZA. GIOCO D'AZZARDO, LIBERA: ROMA PRIMATO SALE E SLOT -2-
(DIRE) Roma, 9 gen. - La diffusione del gioco nei ragazzi cresce al ritmo del 13% l'anno e altro problema trattato nel dossier 'Azzardopoli' e' quello sui "baby-scommettitori". A porre in evidenza il problema e' stato Luca
Bernardo, direttore del dipartimento di Pediatria dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. "Il fenomeno dei baby-scommettitori e' in crescita- spiega- Molti ragazzi tra i 12 e 17 anni giocano d'azzardo, spendendo circa 30-50 euro al mese in gratta e vinci, slot e poker online, eludendo quindi i divieti imposti ai minorenni". In alcuni casi gli stessi "finiscono per diventare giocatori accaniti e patologici" continua. In base ai dati presentati dall'esperto emerge che la diffusione del gioco nei ragazzi cresce appunto al ritmo del 13% l'anno. Dal 2008 al 2009 la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che ha giocato in denaro almeno una volta in un anno e' aumentata dal 40% al 47%. L'aumento maggiore e' stato fra le ragazze, passate dal 29% al 36%, mentre i maschi sono saliti dal 53% al 57%. In testa alla classifica per regioni al primo posto c'e' la Campania con il 57,8% di studenti "giocatori", cui segue Basilicata (57,6%), Puglia (57%), e, a seguire, Sicilia, Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna, Calabria e Umbria, tutte oltre il 50%. Agli ultimi posti ci sono Trentino (35,8%), Friuli Venezia Giulia e Veneto (36,3%). I posti preferiti per giocare sono bar e tabaccherie (32%), case private (20%) e sale scommesse (12%)", si legge nel dossier.

LIBERA REPORTS GAMBLING IS ITALY'S THIRD BIGGEST BUSINESS
(AGI) Rome - Gambling is the third biggest business in Italy, turning over 76,1 billion euro legally, plus 10 billion illegally. The 'Libera' association has released a vast dossier entitled, 'Azzardopoli - the country's gambling. When the going gets tough .... the gangs start to play'. The association reports that Italians spend about 1,260 euro per year, including infants, in search of the lucky break that could change their lives, whether it is via video poker, slot machines, scratch cards, or bingo. At least two million people play gambling games and 800 thousand work in the industry.
  Indeed an industry that always makes a profit and is unaffected by the economic crisis is bound to attract the attention of organised crime. There are 41 clans running Mafia gambling activities from Chivasso in Caltanissetta, all the way to Emilia and Rome. The usual suspects are to be found at the green table, from the Casalesi to the Mallardo, from the Santapaola to the Condello, from the Mancuso to the Cava, from the Lo Piccolo to the Schiavone. The Mafia clans involved never lose out and are said to be the 'eleventh hidden concessionary'.

GIOCHI: LAURO (PDL), 'LIBERA' CONFERMA LAVORO COMMISSIONE ANTIMAFIA
SUBITO DECRETO LEGGE DEL GOVERNO CON MISURE URGENTI A TUTELA MINORI
Roma, 9 gen. (Adnkronos) - "Condivido l'allarmante denuncia del gioco d'azzardo in Italia, fatta dall'associazione Libera, con l'indicazione dei clan mafiosi che sul territorio nazionale si spartiscono la torta del gioco. E' un'autorevole conferma delle conclusioni della commissione Antimafia, che ha dimostrato la continuita' criminale tra il gioco cosiddetto lecito e quello illecito'. E' quanto afferma Raffaele Lauro, senatore del Pdl e membro della commissione Antimafia, commentando la realta' di 'Azzardopoli', come l'associazione Libera definisce il mondo dei giochi e delle scommesse d'azzardo nel suo rapporto presentato oggi nella sede della Fnsi. 'Ringrazio, di cuore don Luigi Ciotti per questo coraggioso contributo -aggiunge Lauro- e per la proposta di una legge quadro. In attesa di una riforma organica del settore e di fronte alla colpevole inerzia del Senato e della Camera, rimane indispensabile tuttavia un decreto legge del governo con le misure urgenti a tutela dei minori", conclude il parlamentare Pdl.

Giochi, Lauro (Pdl): Condivido la denuncia dell'associazione Libera
Roma, 09 GEN (il Velino/AGV) - "Condivido l'allarmante denunzia del gioco d'azzardo, in Italia, fatta dall'associazione Libera, con l'indicazione dei clan mafiosi, che si spartiscono, sul territorio nazionale, la torta del gioco". Lo dichiara il senatore Raffaele Lauro del Pdl, membro della commissione Antimafia, che aggiunge: "E' un'autorevole conferma delle conclusioni della commissione Antimafia, che ha dimostrato la continuita' criminale tra il gioco cosiddetto lecito e quello illecito. Ringrazio, di cuore, don Luigi Ciotti per questo coraggioso contributo e per la proposta di una legge quadro. In attesa di una riforma organica del settore e di fronte alla colpevole inerzia del Senato e della Camera, rimane indispensabile, tuttavia, un decreto-legge del governo con le misure urgenti a tutela dei minori." - www.ilvelino.it -
 
GIOCHI: LUMIA, ESPANSIONE INCONTROLLATA FAVORISCE MAFIE
(AGI) - Roma, 9 gen. - "L'espansione incontrollata del mondo dei giochi e delle scommesse offre alle mafie infinite opportunita' per fare affari e riciclare denaro sporco e allo stesso tempo segna la rovina economica, e non solo, di migliaia di persone e delle loro famiglie". Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia, commentando il dossier di Libera "Azzardopoli". "Il settore - aggiunge Lumia - e' regolamentato da norme troppo blande, che non garantiscono un gioco responsabile, e prevede sanzioni irrisorie, che non scoraggiano le infiltrazioni delle organizzazioni criminali. Cosi' facendo si vanificano tanti risultati ottenuti sul fronte dell'aggressione ai patrimoni mafiosi, mentre migliaia di giocatori cadono nel tunnel della dipendenza da gioco. Questioni che in Commissione antimafia abbiamo discusso piu' volte purtroppo senza ricevere nessuna risposta da parte della maggioranza e del governo precedenti. Adesso e' necessario che al piu' presto si intervenga concretamente per passare dalle parole ai fatti".

GIOCHI. 'AZZARDOPOLI', LIBERA CHIEDE LEGGE QUADRO
Le proposte di Libera a governo e parlamento: garantire il diritto di cura per i giocatori patologici, misure urgenti per prevenire il gioco dei minori, intensificare controlli sulle societa' e inasprire le pene per societa' non autorizzate e gioco illegale
(RED.SOC.) ROMA - Una legge quadro che serva a prevenire al tempo stesso la dipendenza dal gioco d'azzardo e le infiltrazioni mafiose in questo lucroso settore: e' quanto chiedono le associazioni aderenti a Libera, che hanno formulato la loro proposta nelle ultime pagine del dossier "Azzardopoli", presentato stamattina alla stampa. "Siamo di fronte a mafie che possono apparire piu' civili - ha commentato don Ciotti - ma che rischiano di mafiosizzare, per cosi' dire, la societa', rendendoci piu' tolleranti verso l'illegalita'. Per questo Libera ha voluto dedicare a questo tema il primo rapporto del 2012. E per questo torna a chiedere alle istituzioni di intervenire, con una legge quadro sul gioco d'azzardo, che innanzitutto tuteli i giocatori patologici. Nello specifico - ha aggiunto don Ciotti - Libera fa sue le proposte avanzate a governo e Parlamento nel dicembre del 2010 dall'Alea (Associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio) e dal Conagga (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d'azzardo)" e cioe': approvare una legge quadro sul gioco d'azzardo, ridefinendo le
procedure autorizzatorie, "di fatto azzerate - si legge nel dossier - con la deregulation introdotta attraverso la legge finanziaria del 2000"; limitare i messaggi pubblicitari e garantire una corretta informazione su questo tema; destinare il 5% degli introiti e dei premi non riscossi ad attivita' di ricerca, prevenzione e cura delle dipendenze dal gioco d'azzardo; promuovere iniziative di formazione per gli esercenti e di sensibilizzazione per la cittadinanza. Soprattutto, le associazioni chiedono di recepire l'indicazione dell'Organizzazione mondiale della sanita', che gia' dal 1980 considera il gioco d'azzardo compulsivo una forma morbosa che puo' diventare malattia sociale. Ai giocatori patologici dovrebbe quindi essere garantito il diritto alla cura e al mantenimento del posto di lavoro, parificando di fatto questa patologia alle altre dipendenze. Per quanto riguarda invece la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di illegalita' nel mercato dei giochi, le associazioni propongono che la richiesta legge quadro sul gioco d'azzardo recepisca due disegni di legge: il 2484 del 6 dicembre 2010, che subordina la concessione di licenze a societa' estere che organizzano e gestiscono scommesse in Italia ai controlli su amministrazioni e bilanci, per prevenire fenomeni di riciclaggio; e il 2714 del 4 maggio 20122, che prevede "misure urgenti sul gioco d'azzardo per la tutela dei minori, sul divieto di pubblicita' ingannevole, sul riciclaggio e la trasparenza dei flussi finanziari in materia di scommesse". A tal proposito Libera chiede, in particolare, l'inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie (fino a 20 mila euro e chiusura dell'esercizio fino a 30 giorni) per chi viola il divieto di gioco di minori e delle sanzioni antiriciclaggio per chi gestisce attivita' di gioco senza autorizzazione. Infine. Libera sollecita l'elaborazione di norme "tese a rafforzare, anche attraverso la previsione del delitto di gioco d'azzardo, le sanzioni previste dall'articolo 718 del Codice penale sullo stesso gioco d'azzardo (che prevede l'arresto fino a un massimo di 1 anno e un'ammenda non superiore ai 296 euro) e dall'articolo 723 del Codice penale sul gioco non d'azzardo senza autorizzazione, che prevede un'ammenda da 5 a 103
euro".

GIOCO: LIBERA, AZZARDO NUOVA FRONTIERA CRIMINALITA' ORGANIZZATA
(AGI) - Roma, 9 gen. - "Il gioco d'azzardo rappresenta la nuova frontiera della criminalita' organizzata: i clan individuati sono 41, ma quelli piu' o meno coinvolti sono sicuramente molti di piu'". A lanciare l'allarme, in occasione della presentazione del dossier "Azzardopoli", e' don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che paventa anche un altro rischio: quello che "di fronte a mafie che sembrano piu' 'civili' e che si mimetizzano nell'economia legale, la stessa societa' si 'mafiosizzi', arrivando a tollerare o a considerare normale il clientelismo, la corruzione, l'evasione fiscale, la droga e, appunto, l'azzardo". "Intendiamoci - premette - Libera vuole sollecitare una risposta da parte di tutti, a cominciare dalle istituzioni e da chi governa, senza pero' evocare scenari proibizionistici e, soprattutto, senza colpevolizzare nessuno. Anche chi gestisce il gioco legale deve assumersi le proprie responsabilita', di fronte ad una offerta che cresce esponenzialmente grazie a un marketing sempre piu' avvolgente e a forme di pubblicita' in cui e' facile restare invischiati. Ma lo slogan 'piu' gioco per tutti' ci inquieta, perche' c'e' una corruzione della speranza, e perche' si creano facili illusioni". (AGI) Bas

GIOCO: LIBERA, AZZARDO NUOVA FRONTIERA CRIMINALITA' ORGANIZZATA (2)
(AGI) - Roma, 9 gen. - Non solo: per don Ciotti, "rischiamo di pagare un prezzo, in termini di costi sociali e umani, altissimi: per chi cade nella trappola, il pericolo di sviluppare forme di dipendenza e' fortissimo, anche tra i giovani che pure sulla carta non dovrebbero poter giocare. Mentre per i piu' disperati e' facile cadere nelle mani degli usurai, farsi tentare da attivita' illegali o decidere addirittura di togliersi la vita: sono tanti i casi di suicidio, o di tentato suicidio, legati a gioco". Libera chiede di definire una legge quadro sul gioco d'azzardo, di limitare i messaggi pubblicitari, di garantire ai giocatori patologici il diritto alla cura oggi negato. E sul fronte del contrasto all'illegalita', di prevedere il delitto di gioco d'azzardo, intensificare controlli e monitoraggio dei concessionari, inasprire le sanzioni per chi viola il divieto di gioco per i minori.
 
GIOCO: LIBERA, BABY-SCOMMETTITORI CRESCONO DEL 13% L'ANNO
(AGI) - Roma, 9 gen. - Piccoli giocatori d'azzardo crescono: la diffusione del gioco d'azzardo nei ragazzi cresce al ritmo del 13% l'anno. E' uno dei dati piu' allarmanti contenuti nel dossier di Libera su "Azzardopoli", presentato stamane nella sede della Fnsi. Nonostante i divieti previsti per chi non ha compiuto 18 anni, avvertono i ricercatori, "e' sempre maggiore il numero degli adolescenti di eta' compresa tra i 12 e i 17 anni che spendono 30-50 euro al mese in 'gratta e vinci', scommesse, lotto, superenalotto e slot machine". E il problema e' che in alcuni casi i baby scommettitori "finiscono con il diventare giocatori accaniti e patologici. Il gioco diventa una droga, per cui sono pronti a rubare in casa o anche fuori". Nell'arco di 12 mesi, la percentuale degli under 19 che ha giocato in denaro almeno una volta in un anno e' salita dal 40 al 47%: e a segnare l'aumento maggiore sono le ragazze, dal 29 al 36%", mentre i maschi passano dal 53 al 57%. In testa alla classifica per regioni al primo posto c'e' la Campania con il 57,8% di studenti "giocatori", cui seguono Basilicata (57,6%), Puglia (57%) e, tutte oltre il 50%, Sicilia, Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna, Calabria e Umbria.

Comunicati

  1. Diari dai campi di Belpasso (CT)

    Da pochi giorni siamo rientrati dal campo di E!state Liberi della cooperativa Beppe Montana costituito da due strutture situate una a Bel Passo, in contrada Casabianca nella provincia di Catania, e l'altra in contrada Cuccumella a poca distanza da Lentini, in provincia di Siracusa, denominata "Fattoria della legalità CASA NOSTRA" per un totale di novantacinque ettari di terreni. 

  2. V° Appuntamento dei giovani di Libera | Rassegna stampa

    Quattro giorni di formazione, lavori di gruppo, proiezioni di film e incontri con magistrati, giornalisti, familiari di vittime innocenti delle mafie per leggere e analizzare i percorsi di cambiamento in atto sui territori nazionali per acquisire nuovi strumenti nella lotta alle mafie e alla corruzione. Leggi gli articoli pubblicati dalle principali testate.

  3. Diari dai campi di Favignana | 2016

    Questo è stato il mio primo campo ed è stata un'esperienza fantastica. Il divertimento si alternava a momenti di riflessione e formazione su argomenti delicati ma che tutti dovremmo conoscere,essendo una realtà del nostro bel paese. Ho conosciuto persone meravigliose e fonte d'ispirazione.