ROMA, 26 NOV - Contro il ''trasversalismo dei furbetti'' una iniziativa comune di un deputato della Pdl e di uno della sinistra per arrivare ad una iniziativa che riconosca nel 21 marzo, primo giorno di primavera, la giornate della legalita' e della memoria condivisa contro tutte le mafie. Fabio Granata e Beppe Giulietti (articolo 21) ci riprovano: dopo la missione della commissione cultura della Camera a Casal di Principe hanno presentato oggi alla Camera una proposta di legge per la istituzione della ''Giornata della legalita' e della memoria condivisa contro tutte le mafie''. L'obiettivo e' quello di trasformare l'iniziativa gia' sostenuta dalla associazione ''Libera' in un appuntamento nazionale, senza costi, di sensibilizzazione rispetto alla lotta alle mafie e di conoscenza di quegli elementi comuni della storia nazionale che possano allargare e approfondire la memoria condivisa e l'identita' nazionale.
Granata, da poco eletto vice presidente della commissione Antimafia, ha sottolineato la valenza culturale di un tale impegno antimafia: si tratta di uscire fuori dai rispettivi steccati per capire che c'e' un tessuto di legalita' che ci deve interessare tutti e che deve essere sostenuto e ampliato nel territorio senza distinzioni che siano solamente ideologiche o di schieramento. ''La legalita' e la memoria condivisa sono realta' che ci riguardano tutti'', ha spiegato.
''Falcone e Borsellino, La Torre e Alfano, Fava e Livatino, Chinnici e Dalla Chiesa e tutti gli altri eroi caduti in questa fondamentale lotta di liberazione dalle mafie costituiscono il tessuto connettivo su cui costruire una identita' nazionale condivisa tra gli italiani. La costruzione di una prospettiva per l'Italia, infatti, non puo' che nascere da una memoria comune, viva fra i giovani, sulle azioni di contrasto poste in essere dallo Stato nei confronti della criminalita' organizzata e mafiosa''. Alla presentazione della iniziativa legislativa promossa in chiave bipartisan erano presenti anche Roberto Morrione, portavoce di ''Libera'' e il Presidente della Fnsi, Roberto Natale che hanno espresso sostegno e interesse per la iniziativa che sara' illustrata oggi stesso al presidente della Camera. (ANSA).
Era il 22 maggio del 1989 quando Tiziano Fusilli, 28 anni, veniva ucciso in un agguato a Potenza. Aveva avuto problemi con la droga, Tiziano. Ma aveva deciso di uscire da qul giro e ci stava riuscendo.
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.