Scoprire a cento passi da casa un appartamento, un autosalone o un bar che era di un boss mafioso. Scoprire la storia di quel luogo e di quel boss, parte della storia, rimossa, della propria città. L'iniziativa prevede la visita di beni confiscati alle mafie ora gestiti da associazioni, cooperative e fondazioni nei comuni di Milano, Sesto San Giovanni, Paderno Dugnano, Garbagnate e Corsico.
La notizia del danneggiamento durante la notte scorsa della tenda della Memoria ha accolto al risveglio i ragazzi che partecipano al primo campo di volontariato sui beni confiscati in Lombardia, voluto da Libera e da Legambiente.
MILANO - Quei diciotto box in via Carlo Torre 24 erano bottino del clan calabrese Serranò — Bruzzaniti. Comprati così, in un colpo solo, per ripulire soldi sporchi e perché il mattone, si sa, vale sempre oro. Da domani quei box saranno di don Gino Rigoldi e della sua Comunità Nuova.
Con riferimento alla richiesta di assegnazione in concessione d'uso a titolo gratuito di immobili confiscati alla criminalità organizzata e trasferiti al patrimonio del Comune ai sensi dell'art. 2 undecies, comma 2, lettera b della Legge n.575/1965, vi segnaliamo che è stata pubblicato, sul sito del Comune di Milano, il 2° avviso per l'assegnazione dei suddetti immobili.
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...