Ciò che è avvenuto rappresenta un atto di violenza inaccettabile, che lascia sgomenti", dice al SIR don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, che oggi pomeriggio si è recato in visita alla Cascina Continassa, insieme al direttore dell'Ufficio per la Pastorale dei Migranti della diocesi di Torino, don Fredo Olivero, dopo aver festeggiato in mattinata il Natale insieme ai bambini rom della baraccopoli di Lungo Sturta Lazio, nella zona nord della città.
Sgomberare i pregiudizi. "La violenza che si è scagliata contro queste persone nasce da un vento di razzismo che soffia nel Paese - aggiunge don Ciotti -. Non è possibile che la diversità diventi avversità. La politica deve trovare delle soluzioni per queste situazioni, aiutando a sgombrare il campo dai pregiudizi contro queste persone, che non sono libere, perché vivono prigioniere della miseria e delle etichette che vengono loro affibbiate". È quindi necessario, afferma il fondatore del Gruppo Abele, "che le istituzioni, senza rassegnarsi alle forme di illegalità e di sfruttamento che troppo spesso caratterizzano i campi nomadi, creino strumenti di conciliazione, di inclusione e di legalità per la popolazione rom". Dall'altro lato, don Ciotti tiene a precisare che "la ragazza che mentendo ha creato le condizioni che hanno fatto scaturire questo gesto di intolleranza dev'essere tutelata", e invita tutti, soprattutto i media, ad "astenersi da qualsiasi giudizio che possa rivelarsi dannoso e lesivo della sua dignità".
Era il 22 maggio del 1989 quando Tiziano Fusilli, 28 anni, veniva ucciso in un agguato a Potenza. Aveva avuto problemi con la droga, Tiziano. Ma aveva deciso di uscire da qul giro e ci stava riuscendo.
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.