2 dicembre ore 15.30 presso la Sala d'onore della Regione Umbria.
Dieci incontri pubblici in Umbria, oltre 40 relatori, numerose occasioni di dibattito, una ricerca sulle mafie nella regione e la partecipazione alla realizzazione di nuovi strumenti istituzionali e sociali per rispondere all'avanzate degli affari criminali nella regione. Questi e molti altri i risultati raggiunti dal percorso "Diritti negati dalle mafie. Il ruolo dell'informazione per una società responsabile in Umbria" realizzato in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Sociali delle Regione Umbria nato per sensibilizzare, informare e formare sul tema delle infiltrazioni mafiose nella regione e migliorare la risposta antimafia collettiva.
A fare il punto di questi diciotto mesi di lavoro sul versante antimafia, il prossimo 2 dicembre alle 15.30 interverranno: l'Assessore alle Politiche Sociali della Regione Umbria, Carla Casciari, il presidente della Fondazione - Osservatorio Libera Informazione, Santo Della Volpe, il referente di Libera per l'Umbria, Walter Cardinali, il presidente della Commissione regionale d'inchiesta, Paolo Brutti.
Per contrastare le infiltrazioni criminali nel territorio italiano, un ruolo fondamentale deve essere svolto dall'informazione che ha il compito di tenere informata la pubblica opinione tenendo i riflettori beni accesi sul sistema delle mafie, sulle sue vaste complicità, sugli interessi contigui che consentono la contaminazione dell'economia legale. È per questo che, nel settembre 2007 Libera ha dato vita alla Fondazione Libera Informazione, con lo scopo di realizzare una rete tra la stampa locale e il vasto arcipelago dell'antimafia (associazioni, fondazioni, comitati, siti web, blog, quotidiani, emittenti radio e tv, riviste, singoli attivisti, enti locali e istituzioni decentrate) con il grande mondo dell'informazione. In Umbria la Fondazione opera dal 2008 data di pubblicazione della prima ricerca su mafie e antimafia nella regione e ha creato una rete regionale su base volontaria. Dal 2010 con il sostegno della Regione Umbria il percorso antimafia è stato rafforzato e diffuso agli enti locali, alla stampa umbra, ai cittadini, ai tanti studenti del coordinamento scolastico che aderisce a Libera. Durante l'incontro sarà presentata la pubblicazione su mafie e antimafia in Umbria dal titolo "Il covo freddo" che è parte integrante del percorso che volge al termine.
Era il 22 maggio del 1989 quando Tiziano Fusilli, 28 anni, veniva ucciso in un agguato a Potenza. Aveva avuto problemi con la droga, Tiziano. Ma aveva deciso di uscire da qul giro e ci stava riuscendo.
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.