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Mafie. Firmato a Palazzo Marino protocollo tra Comune e Libera

Milano, 25 novembre 2011 - Un protocollo d'Intesa per la lotta contro le mafie è stato firmato questo pomeriggio nella Sala dell'Orologio di Palazzo Marino dal Sindaco Giuliano Pisapia,  dall'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, dal Presidente nazionale di Libera Don Luigi Ciotti e dalla referente di Libera per Milano e Provincia Ilaria Ramoni.
Milano, tra i primi grandi Comuni a firmare il documento della validità di tre anni, riconosce e valorizza nelle opportune sedi la positiva esperienza di Libera e del mondo a essa collegato, impegnati nella promozione della cultura della legalità e della formazione del cittadino. Libera si impegna nei suoi compiti di promozione della legalità, ma anche di prevenzione dei fenomeni di criminalità e illegalità diffusa, oltre a sostenere le Istituzioni democratiche, a favorire la partecipazione democratica e associativa.
L'Amministrazione comunale e Libera, nel rispetto dei propri ruoli e in stretto raccordo le Autorità scolastiche competenti si impegnano a collaborare per la definizione di percorsi finalizzati alla formazione, alla cultura della cittadinanza, alla democrazia, alla legalità.
All'articolo 6 del protocollo si promuove l'utilizzo sociale-produttivo dei beni confiscati alla mafia. A Milano sono 188 i beni immobili confiscati e 94 le aziende tolte alla criminalità.

"La firma di questo protocollo - ha dichiarato il Sindaco Pisapia - si inserisce nella attività di lotta alle mafie che stiamo attuando. E' un segnale che, insieme al controllo degli appalti e alla nomina degli esperti sulla mafia,  dimostra il nostro impegno. Abbiamo costruito gli argini: la mafia non può più pensare di avvicinarsi a Milano, città Medaglia d'Oro della Resistenza".

"Il primo testo antimafia del nostro Paese è la Costituzione - ha affermato il Presidente nazionale di Libera Don Luigi Ciotti - perché al suo interno ci sono le regole dell'essere cittadino. Abbiamo il dovere di continuare a far diventare la Costituzione cultura e costume. La firma del protocollo ha un significato importante: la legalità non è un obiettivo, ma il punto di saldatura tra la responsabilità e la giustizia".

"Il dialogo con Libera è fondamentale - ha detto l'assessore Pierfrancesco Majorino - con loro abbiamo organizzato la giornata aperta dei beni confiscati alla mafia, che replicheremo in primavera. Sono preziose risorse che vengono così messe a disposizione di chi opera a favore della legalità. E' un cammino che prosegue giorno dopo giorno. 90 beni sono già stati assegnati e 7 sono di prossima assegnazione".

"Sempre più è necessaria un'antimafia del fare - ha affermato Ilaria Ramoni, referente di Libera di Milano e Provincia - i percorsi educativi, l'utilizzo dei beni confiscati, l'assistenza alle vittime e ai testimoni di giustizia sono gli ambiti che Libera intende potenziare per evitare che i risultati di magistratura e di forze dell'ordine nel contrasto alle mafie vadano dispersi".

Alla firma del protocollo è intervenuto anche Nando dalla Chiesa, il presidente del comitato di esperti antimafia nominato dal Sindaco Pisapia.

"Il Comune di Milano - ha dichiarato Nando dalla Chiesa - attraverso il suo impegno nella lotta alla criminalità, dimostra una forte cultura sociale antimafia. La gestione dei patrimoni confiscati è un segno distintivo dell'attività dell'Amministrazione e la firma di oggi suggella questo impegno".

Comune di Milano - Ufficio stampa

 

Comunicati

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    Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.

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  3. Corruzione: attendiamo la legge dal 1999

    «È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.