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Mafie al nord, sintesi discorso di chiusura di Don Luigi Ciotti

"Il nuovo codice antimafia che entrerà in vigore è un preoccupante passo indietro. Un codice, che viaggia senza tendere le orecchi nemmeno alla commissione giustizia della Camera che unanimemente ha chiesto la revisione di alcuni pezzi di questa complessa normativa, è certamente un segnale chiaro alle mafie. Misurando le parole, io dico che non c'è solo il rischio di un passo indietro nella lotta alle mafie. Il passo indietro c'è già, perché, fra le altre difficoltà che introduce, in questo codice c'è la furbizia di una prescrizione breve anche dei beni confiscati. Ci sono norme che complicano terribilmente la vita degli amministratori dei beni. Una riguarda la prescrizione che decreta la decadenza autom,atica del provvedimento di confisca se entro 18 mesi una sentenza d'appello non conferma il primo grado. Sappiamo bene che quei signori possono permettersi ottimi avvocati che sanno molto bene come fare scadere il tempo.I beni confiscati e restituiti alla collettività  uniscono etica ed estetica, non ci sono ideologie dietro questo lavoro. Non c'è ideologia dietro la nostra difesa dei beni confiscati: non è un dogma, ma che sia una rara eccezione la vendita dei beni confiscati. Non diventi la regola con la fretta di fare cassa, dimenticando il simbolo che rappresenta la confisca e il riutilizzo sociale. Chiediamo solo più trasparenza per i beni sottratti ai mafiosi: perché vogliamo sapere quanti sono e per cosa vengono impiegati.Il 50 % dei beni confiscati sono bloccati dalle ipoteche bancarie: è la sconfitta dello Stato. Allora non è ideologia questa, ma semplice richiesta di chiarezza: fatti concreti, non parole e promesse non mantenute. Siamo in presenza di una mafia sempre piu' civile ed una società civile sempre piu' mafiosa. C'è urgenza di alzare allarme sull'insediamento  e non solo sulle infiltrazioni delle mafie nel tessuto economico del nord. Un invito al mondo dell'impresa di non sottovalutare più la gravità della situazione. E' la voce umile, ma precisa, competente di chi opera con
professionalità e di chi studia con coraggio e passione come abbiamo fatto noi per due giorni. Noi non vogliamo generalizzare sulla politica: distinguere per non confondere. Dobbiamo sottolineare i lati positivi della politica e non la sua onnipotenza. L'impegno politico, in senso lato, deve appartenere a tutti: è l'impegno per il bene comune. Noi insieme rappresentiamo tante di queste esperienze. Ai sindaci del nord chiediamo di attrezzarsi contro la criminalità, guardando la passione del nostro lavoro. A Fassino chiediamo di istituire una commissione antimafia comunale, per lavorare insieme coralmente. La corruzione e mafie sono due facce della stessa medaglia. Il primo esame di coscienza vero lo rivolgo ai presidi, ai coordinamenti provinciali e regionali. Non ci possiamo permettere semplificazioni: umiltà da parte di tutti per costruire percorsi con la gente, nelle scuole. Misuriamoci nei nostri territori e chiediamo chiarezza alle istituzioni, anche per progettare insieme. Non venga meno la speranza.

Don Luigi Ciotti

 

Comunicati

  1. L'ultimo rapporto Istat denuncia un Welfare fra i peggiori in Europa, con un aumento delle diseguaglianze sociali e di reddito senza precedenti

    Il presidente dell'Istat, Giovanni Alleva, ha presentato lo scorso 20 maggio l'ultimo rapporto Istat 2016 sulla situazione del paese. Dai dati e dalle successive riflessioni la situazione del nostro paese rimane difficile, nonostante la crescita economica, e su alcune questioni, come le politiche sociali ed il futuro lavorativo delle giovani generazioni, drammatica.

  2. Intervista a Luigi Ciotti per la Rivista dell'Arel

    Don Luigi Ciotti ha compiuto 70 anni da poco e da poco la prima delle sue creature, il Gruppo Abele, ne ha compiuti 50. Una vita di impegno, spinta dalla fede, da un'acuta curiosità e da una naturale empatia per chi è diverso, escluso, ai margini, affaticato, letteralmente sulla strada. Con un'idea fissa: includere, accogliere, restituire autonomia e libertà. 

  3. Gioco d'azzardo, divieto assoluto della pubblicità e tessera sanitaria per contrastare la dipendenza e il riciclaggio

    "Mettiamoci in gioco", la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d'azzardo, ha presentato oggi, in una conferenza stampa a Roma, due proposte per contrastare il gioco d'azzardo patologico e il riciclaggio che si registra nel settore.