Testata per la stampa
 
  1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
  1. rss |
  2. English page Page en langue francaise Pàgina en espanol |
  3.  
    |
  4. scrivi |
  5. mappa |
  6. Versione ad Alto Contrasto Dimensione del testo: Normale Dimensione del testo: Grande

Testata per la stampa

Contenuto della pagina

Mafie al nord, sintesi discorso di chiusura di Don Luigi Ciotti

"Il nuovo codice antimafia che entrerà in vigore è un preoccupante passo indietro. Un codice, che viaggia senza tendere le orecchi nemmeno alla commissione giustizia della Camera che unanimemente ha chiesto la revisione di alcuni pezzi di questa complessa normativa, è certamente un segnale chiaro alle mafie. Misurando le parole, io dico che non c'è solo il rischio di un passo indietro nella lotta alle mafie. Il passo indietro c'è già, perché, fra le altre difficoltà che introduce, in questo codice c'è la furbizia di una prescrizione breve anche dei beni confiscati. Ci sono norme che complicano terribilmente la vita degli amministratori dei beni. Una riguarda la prescrizione che decreta la decadenza autom,atica del provvedimento di confisca se entro 18 mesi una sentenza d'appello non conferma il primo grado. Sappiamo bene che quei signori possono permettersi ottimi avvocati che sanno molto bene come fare scadere il tempo.I beni confiscati e restituiti alla collettività  uniscono etica ed estetica, non ci sono ideologie dietro questo lavoro. Non c'è ideologia dietro la nostra difesa dei beni confiscati: non è un dogma, ma che sia una rara eccezione la vendita dei beni confiscati. Non diventi la regola con la fretta di fare cassa, dimenticando il simbolo che rappresenta la confisca e il riutilizzo sociale. Chiediamo solo più trasparenza per i beni sottratti ai mafiosi: perché vogliamo sapere quanti sono e per cosa vengono impiegati.Il 50 % dei beni confiscati sono bloccati dalle ipoteche bancarie: è la sconfitta dello Stato. Allora non è ideologia questa, ma semplice richiesta di chiarezza: fatti concreti, non parole e promesse non mantenute. Siamo in presenza di una mafia sempre piu' civile ed una società civile sempre piu' mafiosa. C'è urgenza di alzare allarme sull'insediamento  e non solo sulle infiltrazioni delle mafie nel tessuto economico del nord. Un invito al mondo dell'impresa di non sottovalutare più la gravità della situazione. E' la voce umile, ma precisa, competente di chi opera con
professionalità e di chi studia con coraggio e passione come abbiamo fatto noi per due giorni. Noi non vogliamo generalizzare sulla politica: distinguere per non confondere. Dobbiamo sottolineare i lati positivi della politica e non la sua onnipotenza. L'impegno politico, in senso lato, deve appartenere a tutti: è l'impegno per il bene comune. Noi insieme rappresentiamo tante di queste esperienze. Ai sindaci del nord chiediamo di attrezzarsi contro la criminalità, guardando la passione del nostro lavoro. A Fassino chiediamo di istituire una commissione antimafia comunale, per lavorare insieme coralmente. La corruzione e mafie sono due facce della stessa medaglia. Il primo esame di coscienza vero lo rivolgo ai presidi, ai coordinamenti provinciali e regionali. Non ci possiamo permettere semplificazioni: umiltà da parte di tutti per costruire percorsi con la gente, nelle scuole. Misuriamoci nei nostri territori e chiediamo chiarezza alle istituzioni, anche per progettare insieme. Non venga meno la speranza.

Don Luigi Ciotti

 

Comunicati

  1. Diari dai campi di Battipaglia (SA) | 2016


    Partecipare a un campo di E!state Liberi significa affrontare una settimana di incontro e confronto con ragazzi disposti a mettersi in gioco regalando un pò di tempo della propria estate all'impegno e formazione sui beni confiscati. Decisi di parteciparvi per continuare a coltivare il mio interesse sulla mafia che, nacque negli ultimi anni del liceo, grazie a un progetto su Cosa Nostra a cui partecipai. 

  2. Diari dai campi di Partinico (PA) | 2016

    È stata una delle esperienze più intense e formative che io abbia mai fatto. C'è stata una giusta distinzione tra momenti di leggerezza e unione tra noi ragazzi e momenti di serietà. Ho imparato molte cose sia ascoltando le testimonianze proposte sia  cooperando con gli altri ragazzi nel lavorare al bene confiscato.

  3. Diari dai campi di Castellammare del Golfo (TP) | 2016

    Il presidio "Piersanti Mattarella" in Castellammare del Golfo (TP) ha rappresentato un fondamentale tassello della mia vita. Le emozioni vissute in quei 7 giorni non sono minimamente spiegabili in poche righe.  Entrare nel bene il primo giorno ed uscirne il settimo rappresentano due momenti completamente differenti. La giornata cominciava all'alba.