Ciao a tutti!
sono Fabiola Cumpen, ho 19 anni e vivo in una comunità femminile. Vi voglio raccontare come mi sono trovata e mi sono sentita il primo giorno al campo di Libera di Isola del Piano. Giorno 18 luglio ore 01:00 di notte ( già li non sono tanto d'accordo ma le mie amiche si sono messe in testa di vedere l'alba sul mare), partiamo da Abbiategrasso che si trova in provincia di Milano. Parto con una grande compagnia che mi tengono impegnata per tutto il lungo viaggio. Loro sono Lucia e Valentina che fanno questa esperienza con me per la prima volta, più il mio educatore Tommaso che in quella occasione era diventato l'autista, e anche la mia guida spirituale per aiutarmi a controllare le mie paure, perché come ho già scritto prima é la prima volta che mi allontano cosi tanto dalla mia comunità. In realtà non é il mio primo viaggio da sola ma avevo comunque tanta paura e non sapevo il motivo ... sono 5 ore di viaggio e quindi abbiamo fatto tante piccole soste ma poi siamo arrivati al mare alle 5:00, abbiamo visto questa cacchio di alba e dopo un oretta ci siamo rimessi in viaggio diretti finalmente all' isola del piano. Arrivati ( per primi) mi trovo davanti 4 tizi , di cui tre sono in ordine di altezza, che successivamente scopro essere i nostri educatori: Marco, Filippo e Francesco (a me non danno la sensazione di essere educatori, infatti mi sono chiesta se mi stavano prendendo in giro!)ma si sono presentati cosi quindi mi sa che sono proprio loro. Mi giro e vedo un signore con i capelli e la barba grigia, si presenta dicendoci che si chiama Peppino ed é il sindaco di Isola del Piano, un posto un pò sperduto nel mondo ma veramente fico =)
Subito (in realtà prima cerco di convincere Tommaso a portarmi con lui a casa ma senza successo!) mi metto alla ricerca della stanza che mi ospiterà per sei lunghissimi giorni,e sento che il cuore sta per uscire dalla mia cassa toracica perché mi si é formato un insieme di emozioni. Provo un senso di terrore, di paura ma anche un po' di eccitazione e mi sento molto curiosa e pronta per scoprire cose nuove. Vago con la mia valigia per queste stanze che sono tutte uguali, solo una cosa cambia da una stanza normale... di solito ci sono i letti non le brandine! e come al solito mi faccio le mie domande stupide e mentali,e pensate... alle quali mi rispondo anche da sola!=), "Riuscirò mai a prendere sonno?" "..Si... forse...anzi spero!"
Dopo un po' arrivano i nostri futuri compagni di stanza e anche di questa esperienza che ci attende a tutti quanti ( ho anche provato a far sfuggire alcune informazioni in più ai nostri nuovi educatori ma mi hanno solo detto che al mattino lavoriamo e al pomeriggio facciamo formazione e che forse avremo anche qualche incontro, ma io morivo di curiosità! ) Subito ci mettono alla prova facendoci fare un questionario su cosa sappiamo dell'
associazione e sulla mafia e come al solito so veramente poco! Ma per fortuna scopro che se so poco non importa, basta essere sinceri...semplice....no? All'improvviso sento di avere fame e allora mi giro, guardo la Vale e la Lu, e subito ci intendiamo... allora prima che me ne accorgo mi trovo a fare la domanda (parlava il mio stomaco): "a che ora si mangia?" mi vengono detti gli orari,e sono più tranquilla nel sapere che mangerò prima o poi! Mi fermo qua perché o se no non finisco più: c'è così tanto da scrivere e raccontare!
Vorrei farvi sapere solo che da lì in poi non ho più avuto né paura né terrore. Sono stata accolta con semplicità e senza pregiudizi e posso dire che in una settimana mi sono affezionata a tutti. Voglio bene a tutte le persone che sono state con me a Isola del Piano: dalla prima all'ultima, senza escludere nessuno. Ho passato dei momenti indimenticabili. Molti li porterò nel mio cuore e nella mente per sempre. Come gli attimi in cui serviva solo la nostra complicità, quando bastava uno sguardo per scoppiare a ridere. Si parlava di cose semplici e divertenti, ma anche di argomentazioni molto serie come la mafia. Ho imparato che "mafia" può essere solo una parola, ma che non ci si dovrebbe fermare solo su questo. Ho imparato che molte persone (come me all'inizio di questa esperienza) non sanno - o non vogliono sapere - come solo una piccola parola magari anche insignificante, se presa da sola, a volte possa pesare come un grosso macigno. Un piccola parola che, senza accorgerci, si espande e corrode tutto quello che un minuto prima vedevamo come un bel giardino fiorito. Cosa può rimanere di questo giardino, se nessuno ci pensa?
Quelle persone che fanno finta di vedere ancora il giardino in buono stato non dovrebbero lamentarsi, un domani, per quello che realmente succede. Io ho imparato a vedere quel macigno, e guardarlo mi fa pensare che potremmo e dovremmo impegnarci tutti di più, fare tutto il possibile. Per questo vorrei ringraziare gli organizzatori e i partecipanti del nostro Campo. E in particolare il Sindaco Peppino. Ricordate sempre, fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce... Diventiamo quella foresta!
un grosso arrivederci
da Fabiola
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