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Si è svolta mietitura e raccolta del favino su terreno confiscato in provincia di Agrigento

Si e' svolta  stamattina la mietitura e raccolta del favino su dieci ettari  ubicati in contrada Virgilio nel Comune di Naro, in provincia di Agrigento confiscati a Guarneri Antonio e Guarneri Diego, componenti di una delle più potenti e storiche famiglie mafiose del territorio, conferiti al Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo e assegnati in via temporanea a Libera. La mietitura di svolta alla presenza del Prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino, del Presidente del Consorzio agrigentino per la legalità e sviluppo Maria Grazia Brandara e di Davide Pati dell'Ufficio di Presidenza di Libera. Le indagini patrimoniali che hanno portato al sequestro nel 1992 erano state avviate dal giudice Rosario Livatino (ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990) e poi successivamente confiscati. Libera Terra Agrigento è un progetto di riutilizzo dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose nella provincia di Agrigento. Il bando pubblico per  la selezione dei giovani soci della cooperativa sociale ha visto la presentazione di 180 domande. Un'apposita commissione, presieduta dalla Prefettura, sta svolgendo le selezioni dei 12 giovani che successivamente , dopo la fase della formazione e dello stage presso imprese e cooperative che già gestiscono beni e terreni confiscati, si costituiranno in cooperativa. La Cooperativa nascerà con il sostegno del progetto Policoro promosso dalla Conferenza episcopale italiana in collaborazione con la Diocesi di Agrigento.

Comunicati

  1. Tribunali in terra di mafia

    Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.

  2. La prima tappa di Libera la natura

    E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.

  3. Corruzione: attendiamo la legge dal 1999

    «È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.