(AGI) - Roma, 12 nov. - Il mondo politico non deve "trincerarsi dietro la crisi economica e finanziaria" e deve "evitare le amnesie": per combattere le mafie servono leggi "chiare, forti, puntuali" e una giustizia "veloce". Don Luigi Ciotti si rivolge al Parlamento, chiedendo l'applicazione della legge Mancino del '91 ("per risalire ai reali possessori dei conti correnti") e delle norme sui beni confiscati con la costituzione di un'agenzia nazionale ("deliberate dalla Commissione antimafia ma non attuate"), oltre alla destinazione ad uso sociale dei beni confiscati a mafiosi e corrotti ("come previsto nella Finanziaria 2006"). Ma chiede anche un aggiornamento della legge voluta da Pio La Torre, "riordinando la materia delle confische", leggi migliori per la restituzione dei beni dei mafiosi alla collettivita', la destinazione di maggiori risorse e strumenti alla magistratura, per garantire l'accertamento della verita', visto che "il 70% delle famiglie con vittime della mafia non conosce la verita' sulla morte dei loro cari". Intervenendo all'inaugurazione della Bottega di Libera dedicata a Pio La Torre, ospitata nei locali di Palazzo Incontro della Provincia di Roma, don Ciotti ha avvertito che "le mafie sono molto vive, capaci di rigenerarsi e trovare strumenti nuovi, in grado di cavalcare momenti di difficolta' economica". "Le mafie non moriranno mai - ha sottolineato - se non elaboriamo leggi nuove e non attuiamo una politica sociale nel territorio". Ma la mafia "vive di compiacenze": il problema e' anche "il bacino, l'acqua di cui il pesce si alimenta" ed e' "inquitentante che molte persone abbiano depenalizzato i reati nella propria coscienza", vivendo nella "furbizia, nella corruzione, nell'illegalita'". Non basta "riempirsi la bocca di discorsi" ma occorre essere ognuno di noi "coerente e credibile". Bisogna partire dal nostro senso di responsabilita' per alimentare la speranza e l'impegno della gente. "Nei prodotti della bottega vi e' una vitamina in piu' - ha fatto notare il presidente di Libera - la vitamina della legalita'". Nel negozio al centro di Roma, il primo che in Italia mette in vendita il frutto del lavoro delle cooperative che coltivano i terreni confiscati alle mafie, si troveranno i pacchi di pasta che vengono prodotti nella ex-proprieta' di Provenzano, l'olio di Castelvetrano delle terre di Matteo Messina Denaro, i vasetti di peperoncino provenienti dai terreni sequestrati in Calabria ai Mammoliti e ai Piromalli, il vino Cento Passi prodotto nel corleonese, i pomodorini secchi prodotti sui terreni della Sacra Corona Unita. (AGI) Ing 121423 NOV 08 NNNN
MAFIA: DON CIOTTI,POLITICA NON SI TRINCERI
DIETRO CRISI BANCHE = (AGI) - Roma, 12 nov. - Il mondo politico non deve "trincerarsi dietro la crisi economica e finanziaria" e deve "evitare le amnesie": per combattere le mafie servono leggi "chiare, forti, puntuali" e una giustizia "veloce". Don Luigi Ciotti si rivolge al Parlamento, chiedendo l'applicazione della legge Mancino del '91 ("per risalire ai reali possessori dei conti correnti") e delle norme sui beni confiscati con la costituzione di un'agenzia nazionale ("deliberate dalla Commissione antimafia ma non attuate"), oltre alla destinazione ad uso sociale dei beni confiscati a mafiosi e corrotti ("come previsto nella Finanziaria 2006"). Ma chiede anche un aggiornamento della legge voluta da Pio La Torre, "riordinando la materia delle confische", leggi migliori per la restituzione dei beni dei mafiosi alla collettivita', la destinazione di maggiori risorse e strumenti alla magistratura, per garantire l'accertamento della verita', visto che "il 70% delle famiglie con vittime della mafia non conosce la verita' sulla morte dei loro cari". Intervenendo all'inaugurazione della Bottega di Libera dedicata a Pio La Torre, ospitata nei locali di Palazzo Incontro della Provincia di Roma, don Ciotti ha avvertito che "le mafie sono molto vive, capaci di rigenerarsi e trovare strumenti nuovi, in grado di cavalcare momenti di difficolta' economica". "Le mafie non moriranno mai - ha sottolineato - se non elaboriamo leggi nuove e non attuiamo una politica sociale nel territorio". Ma la mafia "vive di compiacenze": il problema e' anche "il bacino, l'acqua di cui il pesce si alimenta" ed e' "inquitentante che molte persone abbiano depenalizzato i reati nella propria coscienza", vivendo nella "furbizia, nella corruzione, nell' illegalita'". Non basta "riempirsi la bocca di discorsi" ma occorre essere ognuno di noi "coerente e credibile". Bisogna partire dal nostro senso di responsabilita' per alimentare la speranza e l'impegno della gente. "Nei prodotti della bottega vi e' una vitamina in piu' - ha fatto notare il presidente di Libera - la vitamina della legalita'". Nel negozio al centro di Roma, il primo che in Italia mette in vendita il frutto del lavoro delle cooperative che coltivano i terreni confiscati alle mafie, si troveranno i pacchi di pasta che vengono prodotti nella ex-proprieta' di Provenzano, l'olio di Castelvetrano delle terre di Matteo Messina Denaro, i vasetti di peperoncino provenienti dai terreni sequestrati in Calabria ai Mammoliti e ai Piromalli, il vino Cento Passi prodotto nel corleonese, i pomodorini secchi prodotti sui terreni della Sacra Corona Unita.
(AGI) Ing 121423 NOV 08 NNNN
MAFIA: DON CIOTTI, CHIEDIAMO ALLA POLITICA DI NON TRINCERARSI DIETRO CRISI ECONOMICA = NEI MOMENTI DI GRANDE DIFFICOLTA' LE MAFIE CAVALCANO SITUAZIONE E SE NE ALIMENTANO
Roma, 12 nov. (Adnkronos) - "Chiediamo alla politica di avere la forza e il coraggio di non trincerarsi dietro la crisi economica. Nei momenti di grande difficolta' le mafie scavalcano questa situazione e se ne alimentano. Le mafie forse non moriranno ma bisogna continuare a dare segnali forti, leggi veloci, attente, credibili e coerenti". E' quanto ha dichiarato don Luigi Ciotti, presidente di 'Libera' inaugurando oggi in via dei Prefetti, nella Capitale la 'Bottega dei sapori e dei saperi della legalita'' dedicata a Pio La Torre ucciso a Palermo il 30 aprile 1982 dalla mafia. Presenti tra gli altri, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, Tano Grasso, Giuseppina La Torre, vedova del politico. "La mafia si potra' combattere mettendo in campo politiche sociali forti, la casa, il lavoro, la sicurezza -ha aggiunto- Abbiamo bisogno di qualcuno che stimoli la ricerca della verita'. I prodotti della 'Bottega' romana hanno una vitamina in piu' - ha aggiunto- quella della legalita'". (Cap/Gs/Adnkronos) 12-NOV-08 16:09 NNNN
LEGALITA': BOTTEGA CONTRO OGNI MAFIA NEL CENTRO DI ROMA/ANSA DEDICATA A PIO LA TORRE DA ZINGARETTI, DON CIOTTI, TANO GRASSO (ANSA) - ROMA, 12 NOV - Pasta, olio, peperoncini, pomodori e vino: tutti coltivati e confiscati nelle ex proprieta' dei Provenzano, dei Mammoliti, dei Piromalli, di Matteo Messina Denaro, nel corleonese e nelle terre della Sacra Corona Unita. Da oggi possono essere acquistati nella nuova 'Bottega dei sapori e dei saperi della legalita''' dedicata a Pio La Torre e inaugurata nel centro di Roma, anche alla presenza del prefetto Carlo Mosca. La Bottega, la seconda nella capitale voluta dalla Provincia e dall'associazione Libera di don Luigi Ciotti, mette a disposizione prodotti frutto ''del coraggio e del lavoro di tanti giovani delle cooperative che tra mille difficolta', lavorano su quelle terre una volta patrimonio delle mafie''. ''Abbiamo voluto proseguire l'impegno di coinvolgere la cittadinanza contro le mafie e collocare la bottega nel cuore di Roma, a due passi dai palazzi del potere'' ha detto il presidente della Provincia Nicola Zingaretti citando recenti casi di esercizi commerciali del Centro i cui responsabili sono stati trovati collusi con la mafia: ''I poteri criminali sono ormai parte dell'economia di Roma - ha detto - sono un tassello che va scardinato, nei piccoli atti di tutti i giorni e senza delegare agli eroi questo compito''. Con la consueta passione Don Ciotti ha sottolineato che ''la ricerca della verita''' dovrebbe essere la parola d'ordine di chi combatte per la legalita': ''Oltre il 70 per cento delle famiglie delle vittime della mafia non conoscono ancora la verita''' ha detto il fondatore di Libera, ricordando che ''molti dei 1700 beni confiscati sono sotto ipoteca e quindi le associazioni non ce la fanno a riscattarli''. Poiche' dopo la legge Rognoni-La Torre non un solo mafioso ha intestato beni a se stesso, e' necessario Don Ciotti creare le ''condizioni per risalire alle persone che stanno dietro questi beni''. Mentre la vedova di Pio La Torre ha puntato il dito sulla questione del riciclaggio del denaro sporco, Tano Grasso ha sottolineato che quello che tuttora rende ''debole la lotta alla mafia e' che non se ne percepisce il respiro nazionale''. Per Grasso, presidente della Federazione antiracket italiana (Fai), per la prima volta vengono messi in vendita ''prodotti che richiedono anche la responsabilita' del consumatore che deve vigilare e compiere acquisti consapevoli, che non paghino anche il pizzo gia' pagato dal commerciante ricattato dal racket''. ''Alla mafia che vive di compiacenze'' ha concluso don Ciotti ''dobbiamo rispondere con leggi puntuali e attente, con una giustizia veloce e con la convinzione che la societa' non e' 'civile' se non e' responsabile''. E anche con il vino Cento Passi e i prodotti delle cooperative Placido Rizzotto e Pio La Torre, Valle del Marro e Terre di Puglia, Lavoro e Gabbiano. (ANSA). TV 12-NOV-08 16:35 NNN
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.