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La pace va per...corsa: Reggio Emilia

Oggi mi è capitata una cosa davvero particolare, diciamo inaspettata. Mancava poco alla fine della corsa, pochi metri e avrei finito. Solo un giro, un'ultimo giro e le gambe mi avrebbero ringraziato di avergli fatto terminare anche questa tappa. In un momento ho pensato a questa mattina, alla sala tricolore dove prima di iniziare a correre, sindaco, assessori, esponenti della U.i.s.p. e circa trecento studenti mi hanno accolto. Mentre ascoltavo i vari interventi, guardavo questa meravigliosa sala, non solo per la sua bellezza, ma per il suo passato. In questa sala l'Italia iniziò la sua storia!

Proprio qui a Reggio Emilia, in questa sala del settecento, esattamente nel 1797 è nato il tricolore, e decretato come bandiera della repubblica. Mi ero andato a studiare (ammetto la mia ignoranza in proposito) la storia della bandiera. Come ogni bandiera del mondo, quella italiana non è nata per caso.
Il verde
simboleggia la speranza, spesso delusa durante l'Ottocento.
Il bianco
simboleggia la fede cattolica, seguita dalla maggioranza degli italiani.
Il rosso
ricorda il sangue sparso per l'Unità d'Italia.
Insomma, non sono certo incline a un certo tipo di sentimentalismi ma, al termine del mio ultimo chilometro mi sono inchinato e ho baciato per terra. Questo "viaggio" nel mio paese, mi sorprende sempre più!  Più passano i giorni e più mi rendo conto di quanto l'Italia sia bella! E' come esplorare un mondo che conosci, ma con altri occhi! Qui a Reggio Emilia quello che ha fatto la U.i.s.p. raccogliendo varie scuole è stato notevole, una organizzazione perfetta!
 
Dopo la corsa, Simona di "Libera" mi ha fatto conoscere la città. Ad un certo punto mi sono fermato davanti ad un monumento di caduti nella seconda guerra mondiale. Questi però non erano soldati bensì partigiani, ognuno di loro aveva accanto una foto. Foto di uomini, foto di donne, che nascosti sulle montagne resistevano a costo della loro vita. Inizio a leggere qualche nome, mentre lo sto facendo,

Simona mi dice: "Guarda" e mi fa notare un cognome...Cervi. Ne leggo uno, poi due, poi...arrivo fino a sette, sorpreso guardo Simona e dico: "Ma hanno tutti lo stesso cognome, son tutti parenti?" Con pazienza mi sorride: "Erano tutti fratelli!" ora ti racconto la loro storia.
In Emilia Romagna nel 1943 durante la guerra i sette fratelli Cervi contadini, formarono insieme al padre Alcide la cosi detta "Banda Cervi" che compirono azioni di guerriglia contro i fascisti e contro i tedeschi.  Il cascinale della famiglia Cervi diventa un posto sicuro per antifascisti. Catturati, furono portati a Reggio Emilia e un mattino di dicembre tutti fucilati, tutti e sette! Ecco, come non potevo baciare un luogo dove e' stato tutto questo?


"Puoi dire che sono un sognatore. Ma non sono il solo.Spero che ti unirai anche tu un giorno  E che il mondo diventi uno..."
John Lennon

 
 

Comunicati

  1. Torino: Memorial "XIV Bruno Caccia"

    Il 24 maggio 2013 presso lo stadio Olimpico di Torino, Via Filadelfia, 96/B si svolgerà la finale della XIV edizione del torneo calcistico Memorial "Bruno Caccia" istituito per ricordare la figura del magistrato barbaramente ucciso trent'anni fa dalla criminalità organizzata in questa città.

  2. Le Navi della legalità

    Il 22 maggio dai porti di Civitavecchia e Napoli partono le due Navi della Legalità, su ciascuna  delle quali salgono a bordo oltre un migliaio di studenti. Durante il viaggio i ragazzi e i docenti che  li accompagnano hanno la possibilità di dialogare con importanti figure delle Istituzioni e delle  Associazioni che si occupano di legalità.

  3. Calimera (LE): Per non dimenticare

    Da venerdi 10 al 31 maggio proiezioni, incontri e dibattiti. Il 22 maggio 2013 proiezione del documentario UOMINI SOLI un film di Paolo Santolini e Attilio Bolzoni.