
La sera prima il freddo e la bora ci ha accolti qui, ai confini del nostro paese con la Slovenia. Girando per l'Italia ci si rende conto davvero di quanto sia bella! E di quanto ogni abitante sia innamorato della sua città! Doveroso era andare in piazza Unità d'Italia, dove monumenti e statue ricordano sofferenze di questo paese di confine. Marina di "Libera" e Giulia del presidio "I.Alpi-M.Hrovatin" ci hanno accolto con calore (ne avevamo bisogno) al nostro arrivo. Il giorno dopo alle 14 puntuali, tutti i ragazzi erano già allo stadio. Per il freddo e il vento abbiamo deciso di fare 25 giri di pista (10 km.). La tappa di oggi era dedicata a Eddie Cosina, uno dei ragazzi della scorta del giudice Borsellino, ucciso anche lui nella strage di via D'Amelio nel 1992. Presente c'era la nipote Silvia, allora sedicenne che ha ricordato a tutti noi la sua figura, il suo sacrificio. Porterò con me un suo messaggio simbolico a Palermo, dove fu ucciso. Si è cosi parlato con i ragazzi delle tante vittime della mafia, si è parlato di doping, di come oggi per vincere ad ogni costo, o cercare di avere un'immagine vincente, in Italia, circa 1'000'000 di ragazzi nelle palestre prendono sostanze dopanti, per poi inesorabilmente ammalarsi in futuro. Un testimonial d'eccezione poi è stato Michele Gamba, triestino, diverse volte campione italiano di atletica, dai 5000 metri, ai 10000 al cross. Insomma siamo pronti per partire, i ragazzi ormai entusiasti fremevano, ma ancora mancava qualcosa. Poco prima della partenza con la chitarra, tutti seduti nel prato, abbiamo cantato l'inno italiano, ragazzi, volontari e genitori.
Davvero commovente! Davvero divertente! E cosi inizia la corsa. Mai avrei pensato di correre a fianco di un atleta come Michele Gamba
(e...detto tra noi era un pochino indietro). Insomma, una bella festa!!! Riuscita grazie anche ai ragazzi del presidio. Domani andremo in un'altra regione, senza purtroppo i miei compagni del camper che torneranno al loro lavoro, dopo che hanno chiesto dei giorni di ferie per stare insieme. Grazie Roberto, grazie Sergio.
"La libertà non è star sopra un'albero, la libertà è partecipazione" (Giorgio Gaber)
APPROFONDIMENTO
Eddie Cosina
L'agente scelto Eddie Walter Max Cosina nasce a Norwood, in Australia, il 25 luglio 1961 da una famiglia triestina ivi emigrata negli anni Cinquanta. A metà degli anni '60 la famiglia Cosina ritorna in Italia, trasferendosi nuovamente a Muggia, piccola cittadina della provincia di Trieste, dove abita tuttora. Eddie lavora presso la Questura di Trieste. Nel 1982 gli muore il padre ed egli rinuncia a frequentare il corso di polizia giudiziaria. L'anno seguente entra alla Digos. Nel 1990 prende servizio presso il nucleo anti-sequestri e successivamente presso la divisione anticrimine. Nel maggio del 1992 chiede di essere assegnato alla Direzione Investigativa Antimafia. Dopo l'attentato a Falcone, agenti di scorta vengono richiesti in Sicilia da ogni parte d'Italia per vigilare su possibili obiettivi di attentati. Eddie accetta di andare a Palermo, pare perché, in periodo di ferie estive, non ci sono molti agenti disponibili. E' a Palermo da alcune settimane, quando, il 19 luglio, arriva un suo collega da Trieste per dargli il cambio. Eddie, infatti, quel giorno non avrebbe dovuto essere in servizio, tuttavia lascia riposare il suo collega e termina al suo posto il turno di lavoro, insieme agli altri agenti della scorta, a fianco di Paolo Borsellino. Attorno alle 17 la strage in via D'Amelio.
Eddie Walter Max Cosina avrebbe compiuto 31 anni pochi giorni dopo.
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.