La scuola adotta una vittima di mafia si colloca all'interno di un percorso complessivo di sviluppo di una cultura della legalità finalizzato a conoscere, attraverso le storie di vita di tante persone,
l'impegno nei confronti della giustizia e contro il prevalere della cultura mafiosa.
Il progetto è finalizzato a coinvolgere i ragazzi delle scuole secondarie (di primo e secondo grado) in un percorso di ricerca per mezzo del quale si arriverà a conoscere la storia delle vittime di mafia, il loro esempio di cittadini attivi e responsabili e le motivazioni finali che hanno alla fine determinato la loro morte. Libera attualmente ha redatto un elenco con oltre 600 nomi di persone che hanno pagato con la vita il prezzo del loro impegno nel contrastare la prepotenza mafiosa ovvero le cui vite, per casi fortuiti, sono state travolte dalla ferocia criminale.
Attraverso questo elenco, disponibile sia sul portale dell'associazione - www.libera.it - sia presso la sede nazionale di Libera è possibile rintracciare dei nominativi di una o più vittime di mafie sulle quali poi iniziare un percorso didattico o extra didattico finalizzato alla ricostruzione delle loro storie di vita. È preferibile che nell'intraprendere il percorso di ricerca i ragazzi adottino imbolicamente soprattutto vittime appartenenti al loro contesto territoriale. Questo al fine di conoscere anche l'ambiente economico/sociale/culturale in cui si sono svolti i fatti e cosa da allora è cambiato o comunque è stato fatto. Ricostruire una storia quindi anche per evidenziare carenze o possibili prospettive per la propria città, per sottolineare i punti critici che interessano la icurezza dei cittadini e per capire infine che è importante promuovere l'impegno di tutti a scapito di comportamenti di delega o indifferenza. La ricostruzione delle storie di vita potrà avvalersi degli strumenti classici della ricerca: interviste, articoli, internet, banche dati, ecc. e concludersi con l'elaborazione di nuovi materiali o momenti in cui pubblicizzare il lavoro svolto.
L'esecuzione del progetto presuppone come meta finale la partecipazione dei ragazzi alla Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, che il 21 marzo di ogni anno si svolge in una diversa città italiana. Durante questo evento i ragazzi presenteranno i materiali raccolti inerenti la storia della vittima di mafia che avranno adottato, conosceranno i famigliari e si uniranno ad altri giovani studenti in un percorso di gemellaggio in cui condividere insieme percorsi di memoria e d'impegno.
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.