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Chi siamo

"Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.  Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l'unica organizzazione italiana di "community empowerment" che figuri in questa lista, la prima dedicata all'universo del no-profit.

 
 

Comunicati

  1. Diario dei campi: Non ho mai visto occhi stanchi di conoscere

    Inizio il mio diario con una frase che Francesca disse sabato notte, in attesa dell'alba. In quel momento, dopo una settimana di lavoro e poche ore di sonno, i nostri occhi si stavano effettivamente chiudendo, ma stavamo cercando in tutti i modi di stare svegli, di ascoltare mentre ci raccontava la storia di Roberto Antiochia e Ninni Cassarà.

  2. Genova, l'ultima beffa: lo Stato confisca e riaffitta, nelle case tornano le prostitute

    Maddalena, l'amministratore giudiziario stipula i nuovi contratti negli appartamenti sottratti alla famiglia Canfarotta.

  3. Povertà dei governati, miseria dei governanti

    Questo breve articolo non prende spunto da una notizia, ma da un dato che non fa più notizia: "se non verrà fatto nulla per cambiare la tendenza, entro il 2025 in Europa ci saranno 146 milioni di persone 'a rischio di povertà', cioè tra il 25 e il 33 per cento della popolazione".