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Chi siamo

"Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.  Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l'unica organizzazione italiana di "community empowerment" che figuri in questa lista, la prima dedicata all'universo del no-profit.

 
 

Comunicati

  1. L'asta del CaterRaduno 2015 per sostenere il progetto " La legalita' mette radici''

    La campanella con cui la presidente della Camera Boldrini richiamai deputati all'ordine e il Codice di Procedura Penale utilizzato inAula nel Maxi Processo di Palermo dal presidente del Senato PietroGrasso: questi alcuni degli oggetti che saranno presentati all'astadi Libera, che si terra' sabato 4 luglio, ultimo giorno delCaterRaduno, l'evento organizzato dai programmi di Rai Radio2Caterpillar e Caterpillar AM, che si tiene a Senigallia (Ancona) dal29 giugno.

  2. Più controlli e pulizia Cooperative alla prova

    Don Ciotti ha appena finito di parlare quando il segretario della Cei esordisce con un «firmo tutto quello che ha detto Luigi» e per un istante l'assemblea nazionale dell'Alleanza delle Cooperative Italiane non sa se applaudire o chinare il capo. Il clima si rasserenerà solo quando monsignor Galantino dirà che «i vescovi italiani continuano ad aspettarsi tanto dalla cooperazione che deve continuare a dimostrare sul campo tutti i giorni, com'è nello spirito della maggioranza delle cooperative italiane, la sua diversità rispetto alle imprese di capitali. Siate poeti di sviluppo e di inclusione». Paolo Viana su Avvenire | 3 luglio 2015

  3. I dipendenti Unipol sui campi di E!State Liberi

    Lasciato alle spalle un lungo anno di lavoro, con molto entusiasmo -ognuno dalla propria città con alterne fortune di orari- ci siamo riuniti a Roma per volare poi tutti insieme per Lamezia.