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Chi siamo

"Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" Ŕ nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la societÓ civile nella lotta alle mafie e promuovere legalitÓ e giustizia. Attualmente Libera Ŕ un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtÓ di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalitÓ. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalitÓ democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attivitÓ antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera Ŕ riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della SolidarietÓ Sociale. Nel 2008 Ŕ stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.  Nel 2012 Ŕ stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: Ŕ l'unica organizzazione italiana di "community empowerment" che figuri in questa lista, la prima dedicata all'universo del no-profit.

 
 

Comunicati

  1. Diari dai campi di Partinico (PA) | 2016

    ╚ stata una delle esperienze pi¨ intense e formative che io abbia mai fatto. C'Ŕ stata una giusta distinzione tra momenti di leggerezza e unione tra noi ragazzi e momenti di serietÓ. Ho imparato molte cose sia ascoltando le testimonianze proposte sia  cooperando con gli altri ragazzi nel lavorare al bene confiscato.

  2. Diari dai campi di Castellammare del Golfo (TP) | 2016

    Il presidio "Piersanti Mattarella" in Castellammare del Golfo (TP) ha rappresentato un fondamentale tassello della mia vita. Le emozioni vissute in quei 7 giorni non sono minimamente spiegabili in poche righe.  Entrare nel bene il primo giorno ed uscirne il settimo rappresentano due momenti completamente differenti. La giornata cominciava all'alba. 

  3. Libera Puglia su vicenda Valenzano

    Sull'episodio del pallone aerostatico verificatosi nei giorni scorsi a Valenzano durante la festa patronale di San Rocco e ora oggetto di inchiesta della Dda di Bari e di una interrogazione parlamentare, aleggia il sospetto che si sia trattato di una esplicita dichiarazione di controllo del territorio da parte del locale clan Buscemi-Stramaglia. La vicenda riporta alla mente analoghi episodi verificatisi in altri comuni italiani durante le celebrazioni religiose, occasioni propizie per lanciare alla comunitÓ riunita messaggi dissimulati pi¨ o meno facilmente interpretabili.