Il Mediterraneo attraverso i secoli ha costituito nello stesso tempo elemento connettivo e di divisione tra le genti. Luogo di incontro tra Africa, Europa e Asia, culla di civiltà, centro delle religioni monoteiste, luogo di contaminazioni culturali, ma anche campo di battaglia di aspre guerre per il suo controllo. Oggi, ancora, il Mediterraneo può diventare faglia ove si scontrano zolle di civiltà, il terremoto che ne può derivare potrebbe far tremare la terra. Ma può essere anche spazio di sperimentazione di una "altra storia" che si getti alle spalle il colonialismo vecchio e nuovo, con beneficio per i diritti e la sicurezza di tutti. Il Nord del bacino è interessato da tensioni contraddittorie: dalla grande opposizione popolare alla guerra, alle tendenze al riarmo e alla chiusura in fortezza; dalla dichiarazione di volontà di colloquio interculturale, alla crescita di culture razziste ed escludenti; dalla affermazione dei diritti universali alla tentazione di negare diritti civili e sociali storicamente consolidati; dalla percezione di avere un futuro comune con le altre sponde, al perpetuarsi di una politica economica neoliberista che le impoverisce.Il Sud del bacino è caratterizzato da mancanza di libertà, diritti e sviluppo; attraversato da spinte al radicalismo religioso e nello stesso tempo da tensioni alla riforma sociale e politica; allettato dalla sfida della democrazia e nello stesso tempo violentato da guerre, occupazioni e militarizzazione crescente; impoverito dalle politiche liberiste, costretto a migrare dalla povertà e dalla guerra, attratto dal miraggio del benessere occidentale e respinto alle frontiere dell'Europa. Il Mar Mediterraneo è attraversato da mafia, corruzione, criminalità organizzata, traffico di esseri umani, di armi, droga, rifiuti. E' emerso però proprio in questi anni un "altro Mediterraneo", fatto da movimenti e reti di organizzazioni della società civile, da amministrazioni locali, da intellettuali, giornalisti, esponenti del mondo dell'arte e della cultura, delle religioni, da organizzazioni del mondo del lavoro, da associazioni di donne, che sta costruendo uno scenario nuovo dove è possibile affermare un'alternativa. Il Mediterraneo deve e può essere costruito sul dialogo, la cooperazione, la solidarietà diventando il crocevia di nuove forme di relazioni tra i popoli, le comunità e le società. Il Mediterraneo deve diventare il laboratorio di una nuova cittadinanza fondata sui diritti, la democrazia, la sovranità, che alimenti la costruzione di convivenza fondata sulla pace, sulla giustizia sociale, sulla circolazione delle persone, sullo scambio e la contaminazione di culture, su economie socialmente ed ecologicamente sostenibili. Pensiamo sia utile allargare gli spazi di incontro, di riflessione comune e la costruzione di reti fra soggetti della società civile che si riconoscono nei processi innescati dai Forum Sociali o che sentono la necessità di un lavoro comune.
Libera International ha continuato a partecipare attivamente al lavoro di Medlink, essendone una delle organizzazioni fondatrici. La rete è nata come spazio di incontro e di riflessione comune per ripensare il Mediterraneo come crocevia di nuove forme di relazioni tra i popoli, le comunità e le società.
Maggiori informazioni sul sito http://medlinknet.org/
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.