(AGENPARL) - Roma, 01 dic - E' sempre e ancora emergenza in Campania, una terra di incontro e incrocio tra lo Stato e chi ne fa le veci. Diamo voce, quindi, a chi di legalità si occupa e lo fa educando alla legalità. Stiamo parlando di Don Tonino Palmese, referente campano di 'Libera'associazione che combatte la criminalità organizzata, nata con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.
"Siamo stati più volte sui territori di Giugliano, Terzigno e Chiaiano, perchè ci sembrava opportuno esserci, senza scadere, ovviamente, in momenti di contestazione o di atti violenti - ci spiega Don Tonino - Siamo stati lì perchè l'assurdo è in atto. E l'assurdo è che, al di là di ogni responsabilità pregresse o presenti, c'è una regione che non riesce a smaltire i suoi rifiuti. E il grande paradosso è che un parco nazionale come quello del Vesuvio debba diventare una discarica. E' davvero paradossale, esistono altri parchi nazionali in italia e non mi risulta che siano diventati luoghi di discarica.
Perchè, allora, proprio in Campania deve succedere questa cosa?
Prima di tutto va detto che ci siamo trovati di fronte ad una situazione di fatto, cioè quella della gestione molto 'ballerina' di questi territori. Il fatto è che da anni si sa che questi territori sono stati invasi da rifiuti, anche tossici, e prodotti altrove nel paese e poi scaricati qui da noi. E questo ci fa pensare che la criminalità organizzata sia da sempre interessata alla gestione dei rifiuti. Non voglio entrare in polemica con la vicenda politica che vede coinvolto l'on. Cosentino. Ma sta di fatto che anche rispetto alla politica, il filone riconduce a questa vicenda. Da anni non sospetti la criminalità organizzata ha messo mano alla questione rifiuti. A cosa si riferisce con l'espressione 'anni non sospetti'? A circa 20 anni fa, negli interrogatori dei Galasso, all'allora giudice Roberti, attualmente procuartore della pubblica di Salerno, veniva detto che 'la monnezza è oro'. La magistratura non capiva la metafora.
A bloccare la situazione è la mano della camorra, quindi. Una lobby legata alla politica che gira intorno alla gestione del ciclo dei rifiuti. E' così?
Certo e in questo momento bisogna prendere atto della stanchezza dei cittadini. In questo momento là dove c'è la contestazione e la protesta, la criminalità organizzata non riesce a manifestarsi in modo evidente. Tanto che le persone risentono di questo attacco e sentono il bisogno di dover fare dei distinguo. Che poi la criminalità organizzata riesca a recuperare anche da queste forme di contestazione la possibilità di infiltrarsi e dare fastidio, è un altro discorso. Ma che i cittadini che stanno protestando, ormai da anni, siano collusi con la mafia, è da escludere a priori. E' molto più semplice mettere insieme cittadini e criminalità, piuttosto che distinguerli l'uno dall'altro. La vicenda ormai è drammaticamente consumata perchè la negligenza degli amministratori e la violenza e l'utilizzo dei territori da parte della criminalità, ormai, impediscono a questi territori di sapere come smaltire i rifiuti. E poi c'è un ulteriore stanchezza. quella degli enunciati, delle promesse. Anche qui c'è una semplificazione di messaggio. Quando si dice 'in 7 giorni vi togliamo l'immondizia dalla strada', si semplifica un messaggio che in realtà è complesso e cioè ' dove si portano questi rifiuti in 7 giorni e quando partirà un'alternativa al prendere i rifiuti solo in emergenza?'.
Qual è l'alternativa? E' d' accordo con la provincializzazione nella gestione dei rifiuti?
La vera alternativa è fare, da parte di noi cittadini, con urgenza la raccolta differenziata, quindi fare un patto sociale, veloce, tra istituzioni e cittadini. E poi la possibilità di organizzare lo smaltimento in ogni provincia di modo che non si affolla mai una provincia sola a scapito di un'altra. Con la provincializzazione, infatti, si alimenterebbe una maggiore responsabilità e corresponsabilità.
Si riuscirà mai a mettere la parola fine a questa vicenda, oppure no?
Non riesco a immaginare i tempi ma so che un paese, se vuole essere civile, non può non concludere questa drammatica vicenda e voltare pagina, cominciando a vivere civilmente come avviene da altre parti. Noi paghiamo le stesse tasse che si pagano altrove, e pur pagando le stesse tasse, noi abbiamo l'immondizia per la strada, gli altri no.
http://www.agenparl.it/articoli/focus/news/focus/20101201-rifiuti-libera-campania-lassurdo-e-in-atto
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
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«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.