A Bisacquino ha vinto il Noi. La terra di Don Vito Cascio Ferro, tra i più potenti boss di Cosa Nostra e inventori del pizzo delle estorsioni, ha una piantina che una settimana fa abbiamo promesso di custodire con la forza del nostro impegno per la giustizia e la libertà.Se è vero che legalità e libertà sono sorelle, allora, da oggi con l'avvio di questo nuovo Presidio di Libera in provincia di Palermo dedicato a Paolo Giaccone (medico ucciso poco prima dell'omicidio Dalla Chiesa) dovremo spenderci con ancora più energia per ridare dignità alla nostra terra... costi quel che costi.
Anche a Bisacquino dimostreremo, giorno dopo giorno, che una Sicilia libera dalle mafie non è possibile... piuttosto è assolutamente obbligatoria. Il nostro più grande in bocca al lupo alle associazioni e ai tanti cittadini che hanno promesso di spendersi per coronare questo sogno di libertà e di riscatto... anche a Bisacquino... città Libera!
Buona strada, insieme.
Umberto Di Maggio
Coord. Reg. Libera Sicilia
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.