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Dossier: Messico, guerra ai narcos

E' la guerra più cruenta e sanguinosa del nostro tempo. Una violenza dilagante che interpella anche le nostre coscienze. Consapevoli che anche in questo caso il nostro silenzio sarebbe connivenza, complicità inerte, colpevole inadempienza, abbiamo deciso di prendere la parola e di urlare il dolore di un popolo.

Abbiamo scelto di raccontare ciò che sta avvenendo nelle strade di Mexico City e Ciudad Juarez, negli Stati di Michoacan, Oaxaca, Tamaulipas e in tutto il territorio del Messico. Ma non solo del Messico. La strage quotidiana, la lunga scia di crudeltà che accompagna la storia recente del Messico, ci riguarda tutti. I suoi effetti condizionano pesantemente non solo la vita, l'economia, l'informazione, la politica del Paese americano, ma anche gli USA, l'Europa, l'intera America Latina. Familiarizzare con le cifre dell'eccidio, con i nomi dei cartelli dei narcotrafficanti e con la memoria delle vittime, diventa per noi impegno di giustizia e di responsabilità. Per queste ragioni abbiamo ritenuto di raccogliere in un dossier le informazioni necessarie per dare una ragione alle nostre domande. Una debacle umanitaria che non risparmia più nessuno. Alcuni lo definiscono narcoterrorismo! La "guerra al narcotraffico" è diventata una vera e propria guerra civile (o incivile come tutte le guerre!). Una guerra che non ha ampliato il fine originario del contrasto ai responsabili del traffico di droga e oggi non risparmia più alcun colpo e nessun obiettivo. I cartelli della droga e gli amministratori corrotti rimangono ancora gli attori principali e i primi destinatari di lucrosi profitti il cui bilancio supera quello delle multinazionali. Riprendendo le parole di una delle autrici del reportage, il Messico e i messicani sono ben lontani dal vedere una «soluzione pacifica a tanto dolore».

Di fronte a tutto questo, la comunità internazionale sembra silenziosa, indifferente, inefficace mentre la cocaina invade anche le nostre strade e continua a mietere vittime in ogni angolo del pianeta. Per nulla inerte invece sono le mafie nostrane che che vedono crescere i proprio patrimoni grazie al traffico e allo spaccio non solo nel nostro Paese ma in giro per il mondo. Abbiamo sete di segni di speranza e li stiamo cercando perché siamo coscienti che la stragrande maggioranza della popolazione messicana è composta da gente onesta. Perché abbiamo conosciuto associazioni, giornalisti, preti, magistrati, insegnanti... che non solo non ci stanno a sopportare questa situazione, vogliono scrollarsi di dosso questo giogo pesante. Non si rassegnano e offrono quotidianamente competenze, energie e tempo per diffondere un'altra cultura che non sia quella della violenza e del malaffare. Sono i testimoni autentici di un Messico che vuole cambiare. Vuole voltare pagina offrendo altri modelli rispetto a quello del "narco" potente e ricco che proviene dalle periferie emarginate e povere.

Abbiamo incontrato vite ferite, orfani di madri e di amici, di colleghi e di figli e ne vogliono onorare la memoria con un impegno coerente e responsabile. Questo dossier vuole farsi eco e speranza di queste stesse speranze per trasformarle in progetto. La solidarietà internazionale è un contributo essenziale non solo perché nessuno si senta solo nel cammino di liberazione e riscatto, ma anche per dare forza all'impegno civile di chi, dicendo no alla violenza, alla corruzione e al guadagno illecito, vuole provare a costruire un altro futuro per il Messico e per noi.

 
Indice

1. Introduzione
2. Prefazione: L'infiltrazione del male di Cynthia Rodriguez
3. "Siamo in guerra e ci sono danni collaterali" di Renato Forte
4. Il confine con glia U.S.A. E "Los Zetas" di Renato Forte
5. La mappa dei cartelli di Piero Innocenti
6. Il Plan Merida di Adriana Rossi
7. Giornalisti in Messico: "Se informi, muori" di José Gil Olmos
8. Sequestro di beni mafiosi di Renato Forte
9. La società civile: vittima o complice? di Renato Forte
10. Armi, politica e moti popolari di Renato Forte
11. Gli effetti della guerra messicana di Marcela Turati

 
 

Comunicati

  1. Libera Catania: chiediamo verità e giustizia per gli omicidi di Francesco Vecchio e Alessandro Rovetta

    Il Coordinamento provinciale di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie a Catania - in relazione alla ricerca della verità sugli omicidi di Francesco Vecchio e di Alessandro Rovetta - ribadisce il proprio impegno di memoria e testimonianza per tutte le vittime delle mafie e la vicinanza ai tanti familiari che ancora aspettano di conoscere i motivi e i contesti nei quali sono maturati gli omicidi dei loro cari.

  2. Perugia: seminario di formazione per docenti

    Il Presidio insegnati  "G. Rechichi" organizza seminari di formazione per docenti, presidi e cittadinanza sul tema: "Lavoro etico, etica del lavoro". Il primo appuntamento si svolgerà il 22 settembre.

  3. Nuova referente per Libera Catanzaro

    Il 14 settembre durante l'assemblea provinciale di Libera Catanzaro, alla presenza del coordinatore regionale don Ennio Stamile è stata eletta la nuova referente del coordinamento provinciale: Elvira Iaccino.