Sabato 6 novembre ore 17.30
Teatro "Mariele Ventre" - Sasso di Castalda (PZ)
"Il nostro modo migliore per ricordare Mimmo Beneventano è quello di riconoscere il buon lavoro a chi opera nel campo dell'informazione e della pubblica amministrazione". Il coordinamento lucano di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", organizza per il terzo anno consecutivo il riconoscimento intitolato a "Mimmo Beneventano": il medico, giornalista e amministratore locale di origine lucane, ucciso in un agguato di camorra a Ottaviano, in provincia di Napoli, il 7 novembre 1980. A ricevere il riconoscimento quest'anno saranno: il Comune di Pollica (Salerno) alla memoria del sindaco Angelo Vassallo, la redazione del programma di Raitre "Chi l'ha visto?" e il giornalista del "Quotidiano della Calabria" Ferdinando Piccolo. Queste le motivazioni: "Ad Angelo Vassallo perché il sacrificio della sua vita possa rappresentare, per il comune di Pollica e per chi gestisce la cosa pubblica nei tanti comuni del nostro Paese, un seme si speranza che porti frutti di giustizia"; "Alla redazione di Chi l'ha visto perché con il suo puntuale lavoro d'inchiesta contribuisce in modo fondamentale a ridare dignità e giustizia a tante storie private della verità"; "A Fernando Piccolo perché con il suo puntuale lavoro d'inchiesta contribuisce in modo fondamentale alla costruzione di un Paese libero dalle mafie". "Vogliamo manifestare la nostra riconoscenza - ha detto il referente di Libera per la Basilicata, don Marcello Cozzi - a chi nel giornalismo e nell'ambito delle amministrazioni locali, ha cercato di contrastare le mafie di ogni tipo. Il riconoscimento alla memoria Angelo Vassallo (assassinato lo scorso 6 settembre) è il modo migliore per ricordare una persona che ha dato la vita per la giustizia così come quello al giornalista Piccolo, vittima di intimidazioni in Calabria, e alla redazione di "Chi l'ha visto?", rappresenta il nostro apprezzamento per il loro lavoro di inchiesta finalizzato alla ricerca della verità dei fatti. A questo proposito - ha aggiunto don Cozzi - non possiamo non ricordare Raffaele Ciriello, il fotografo lucano che ha dato la vita in terra palestinese. Da qui nasce anche l'esigenza del laboratorio di giornalismo in Basilicata che partirà a breve, con l'auspicio che sulla scorta dell'esperienza di Beneventano e di Ciriello si possa far crescere una generazione di giornalisti che antepongano la giustizia e la verità ad ogni altra cosa e che possano raccontarci come davvero stanno le cose. In Basilicata - ha concluso don Cozzi - c'è bisogno di andare sempre dietro i fatti, nelle profondità dei fatti". La cerimonia di consegna del riconoscimento si terrà sabato 6 novembre alle ore 17.30 nel teatro comunale di Sasso di Castalda, paese di origine di Mimmo Beneventano.
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Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.