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Mafia: Corte Conti, lungo e tortuoso affidamento bene sequestrati

MAFIA: CORTE CONTI, LUNGO E TORTUOSO AFFIDAMENTO BENE SEQUESTRATI = Roma, 2 nov. (Adnkronos) - Il percorso per affidare i beni sequestrati alla mafia e' lungo e tortuoso. La Corte dei Conti lo afferma nell'indagine di controllo sulla gestione dei beni confiscati alla criminalita' organizzata. 'L'indagine della Corte riguarda le attivita' svolte dalle amministrazioni competenti in ordine ai procedimenti afferenti al sequestro alla confisca e all'assegnazione dei beni confiscati alla criminalita' organizzata nel periodo che va dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009, includendo cenni relativi agli anni 2006/2007. Dall'indagine e' emersa la complessita' delle procedure che vanno dal sequestro alla confisca per finire alla destinazione e all'assegnazione dei beni confiscati'.'Il percorso dei beni che giungono all'assegnazione si presenta infatti spesso lungo e tortuoso -sottolinea la magistratura contabile- Escludendo i beni che rimangono in gestione all'Agenzia del demanio perche' di difficile allocazione o perche' inoptati - ben il 52,6%, degli altri beni restano inutilizzati e cio' anche a causa della lentezza delle procedure (in media dai 7 ai 10 anni, per giungere alla confisca definitiva e, conseguentemente, all'utilizzo del bene libero da ogni peso gravante sullo stesso)'. La Corte osserva che: 'Le attivita' economiche in cui la criminalita' organizzata investe con maggior frequenza si sono rivelate essere quelle edilizie, immobiliari, commerciali e la grande distribuzione'. (segue)

MAFIA: CORTE CONTI, LUNGO E TORTUOSO AFFIDAMENTO BENE SEQUESTRATI (2) = SETTORE EDILIZIO PERMETTE DI INVESTIRE E RICICLARE SOMME INGENTI
(Adnkronos) - 'Il settore edilizio si presenta come il piu' aggredito poiche' permette di investire e riciclare somme ingenti con una certa facilita'; giacche' la quantita' di capitale fisiologicamente richiesta dalle imprese edilizie e' molto elevata, la risposta che e' adottata risiede nell'a bbattimento del costo del personale, ricorrendo a caporalato e lavoro nero -continua la Corte dei Conti- L'infiltrazione della criminalita' a ogni livello consente, altresi', di alterare le normali dinamiche competitive indirizzando in maniera forzosa le scelte dei committenti'. 'Il campo immobiliare fa da sponda naturale agli investimenti nelle costruzioni, creando una rete che va dalla produzione alla vendita del bene; le organizzazioni criminali hanno sfruttato il periodo di profonda crisi dei mercati finanziari attaccando il settore immobiliare il quale, in questo periodo, ha rafforzato il suo ruolo di rifugio sicuro per gli investimenti -continua la magistratura contabile- Il commercio permette alle organizzazioni criminali di operare in maniera piu' rapida e meno evidente: i proventi illeciti riciclabili in quest'ambito compaiono, in molti casi, inferiori rispetto agli stessi rilevati negli altri settori evidenziati; tuttavia, l'apertura di esercizi commerciali avviene spesso a nome di soggetti terzi compiacenti non immediatamente riconducibili ad esponenti della criminalita''. 'La grande distribuzione consente di investire in noti franchising grandissime quantita' di denaro, che diventa difficilmente rintracciabile e riconducibile alle mafie; i proventi illecitamente accumulati non sono utilizzati solamente nel comparto strettamente commerciale della grande distribuzione ma, anche, nella costruzione di centri commerciali e strutture affini -aaggiunge la Corte dei Conti- La criminalita' organizzata, negli ultimi anni, ha sviluppato tecniche piu' raffinate relative all'occultamento dei beni, attraverso reti, spesso fittissime, di prestanome'. (segue)

MAFIA: CORTE CONTI, LUNGO E TORTUOSO AFFIDAMENTO BENE SEQUESTRATI (3) = LA MALAVITA NON INVESTE SOLO AL SUD MA ANCHE AL NORD
(Adnkronos) - 'Inoltre la malavita non investe solo nella propria terra di origine e, pur essendo il numero delle aziende confiscate al sud pari circa il quadruplo di quelle confiscate al nord, si rileva una tendenza crescente all'espansione dei propri interessi verso quest'area del paese e, ancor piu', oltre confine -continua la Corte dei Conti- Questa 'extraterritorialita' della criminalita' organizzata fa si' che le confische dei beni diventino sempre piu' complesse; accade, di sovente che per uno stesso bene, ne siano comproprietarie piu' persone per cui maggiore e' il numero dei cointestatari e maggiore sara' la quantita' dei processi da eseguire; piu' cause dovranno essere svolte e, conseguentemente, il termine per giungere alla confisca si presentera' come una sorta di chimera.'
'Per quanto riguarda i proventi derivanti dalla gestione dei beni confiscati alla criminalita' organizzata, che per legge sono versati per il 10% in entrata al bilancio dello Stato nel capitolo 2440 1, la Corte rileva che l'ammontare complessivo del capitolo per l'anno 2008 e' pari ad euro 1.278.372,80, mentre per l'anno 2009 scende ad euro 773.262,00. Per il capitolo di entrata 3319, l'ammontare complessivo per l'anno 2008 e' pari ad euro 5.258.950,22, per l'anno 2009 scende ad euro 4.582.859,82', continuano i magistrati contabili.
'L'indagine ha messo in luce la necessita' improcrastinabile che il Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali si doti di un archivio informatico nazionale, dove raccogliere i dati dei beni storico-artistici dei quali si perdono le tracce tra i vari musei, sovrintendenze e gallerie d'arte', conclude la Corte dei Conti.

Comunicati

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    «È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.