Il coordinamento di Libera a Caserta ieri sera presso la chiesa di San Marcello a Capua ha inaugurato un nuovo presidio territoriale. Si tratta del secondo in meno di un mese. L'ultimo il 3 ottobre è nato a Casagiove.
A Capua gli animatori sono Giorgio Netti e Teresa Massaro. Tra i promotori dell'iniziativa insieme al referente provinciale Valerio Taglione anche don Gianni Branco. Gli incontri si terranno ogni venerdì a partire dalle ore 20.30 presso la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo in via Roma.
"Quel che vogliamo -dichiara Teresa Massaro- è sottolineare l'importanza dell'educazione alla legalità di contrasto a qualsiasi forma di oppressione che non è solo la criminalità organizzata ma anche il bullismo nella scuola"
" I nostri primi interlocutori - aggiunge Giorgio Netti- sono infatti proprio i giovani ai quali abbiamo deciso di indirizzare tutte le nostre energie incentivando la collaborazione e l'attiva partecipazione a tutte le iniziative che verranno messe in campo".
Il prossimo appuntamento è per il 10 Dicembre con la marcia della pace per i diritti dell'uomo ma fino a quella data Netti e Massaro hanno già annunciato e messo in calendario diversi incontri con il mondo studentesco capuano.
"Il presidio di Libera è per noi- chiarisce Netti- una risposta concreta ai disagi e alle esigenze dell'intero territorio. Una sorta di front office per imparare a capire anche in un Comune come Capua come sia possibile creare una vera cultura della legalità".
"Al taglio del nastro ieri sera erano presenti tutti i rappresentanti delle parti sociali simbolo di una rete associativa e segno - commenta Taglione- che il cammino intrapreso nasce sotto i migliori auspici".
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.