Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele che ha sancito di fatto la nascita dell'Italia. Più che di una unione si trattò di un'annessione, e sappiamo che il Mezzogiorno ebbe a patire per il modo con cui l'Unità d'Italia si realizzò, ma oggi siamo altrettanto convinti che questa Unità è irrinunciabile e va rilanciata. Per questo abbiamo organizzato a Teano un incontro nazionale, che si terrà dal 22 al 26 di Ottobre, per stabilire un nuovo patto tra gli italiani , tra il Nord ed il Sud, tra le vecchie e le nuove generazioni. A questa iniziativa abbiamo invitato gli storici più prestigiosi, italiani e stranieri, studiosi della lingua e letteratura italiana, economisti, sociologici, ed operatori culturali per trovare insieme una memoria condivisa ed un progetto comune che ci faccia uscire dalla crisi economica e morale che stiamo drammaticamente vivendo.
L'incontro di Teano non sarà una delle tante celebrazioni, ma un evento "storico" per rilanciare dal basso , dall'incontro e dal dialogo, l'unità delle popolazioni di questo Paese. Con questo obiettivo abbiamo invitato le forme organizzate della società civile, della cultura, dell'economia solidale, e naturalmente i sindaci che rappresentano la base della nostra democrazia , il terreno privilegiato del rapporto tra cittadini e istituzioni".
A supporto della importante iniziativa di rievocazione storica e di riconciliazione nazionale per un nuovo Patto unitario è già attivo il sito:
www.versoteano.it
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...