Libera è presente alla festa nazionale del Pd, in corso in questi giorni a Torino. Uno stand, tra i Girdini Reali e piazza Castello, dove sono esposti i prodotti provenienti dai terreni confiscati alle mafie - a marchio Libera Terra - e i libri della Torre di Abele.
Uno spazio espositivo permanente dove poter trovare i "frutti" dell'antimafia sociale, ma ache incontri e cultura.
Ricco il calendario di eventi organizzato da Libera:
3 settembre, alle ore 18:00, in piazza Castello
Italia in cerca di verità
con Walter Veltroni e don Luigi Ciotti
4 settembre, ore 18:00. Stand di Libera
Politica e società responsabile: la piattaforma L10, un esempio di partecipazione dal basso e interlocuzione con i rappresentanti politici
Con Maria Josè Fava (Referente Libera Piemonte)
Roberto Canu, Diego Sarno e Roberto Montà (Avviso Pubblico)
6 settembre, alle ore 18.30, in piazza Castello
Di Sana e Robusta Costituzione
con Davide Mattiello, Nando Dalla Chiesa e Gian Carlo Caselli
8 settembre, ore 19, Stand di Libera
Politica e Poetica: il ruolo della letteratura nella promozione dei diritti umani
Con Fabio Geda (autore di "Nel mare ci sono i coccodrilli")
Davide Mattiello (Ufficio di Presidenza di Libera)
10 settembre, ore 19, Stand di Libera
Politiche pubbliche per la scuola, in tempi di tagli e riforme
Con Andrea Sacco (Presidente Acmos), Umberto D'Ottavio (Assessore Provincia di Torino), Gianna Pentenero (Consigliere Regione Piemonte)
11 settembre, ore 19, Stand di Libera
Italia: repubblica democratica fondata sul lavoro?
Con Davide Mattiello (Ufficio di Presidenza di Libera), Pino Masciari (Testimone di giustizia), Pino Capozzi (Delegato Fiom CGIL)
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...