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Agli uomini dei clani Cassotta e Delli Gatti

Da anni, da troppi anni la vostra faida sta insanguinando la nostra regione. Gli uomini che si rifanno ai vostri clan da troppo tempo stanno deturpando una terra piena di dignità e di tantissima gente onesta - quella del vulture melfese - che non merita una presenza così violenta e arrogante. Troppe lacrime avete causato. Troppo sangue vi siete lasciati alle spalle. Troppe giovani vite spezzate all'improvviso.

Come quella di Vito Pinto che non aveva neanche venti anni quando il 29 agosto del 1995 usciva di casa per non farvi più ritorno. La stessa età di Giuseppe Cacalano arrestato pochi giorni fa nella villa comunale di Melfi, perché illecitamente in possesso di una pistola calibro 22, e figlio di Adriano in carcere per l'omicidio di Giancarlo Tetta.

Entrambi troppo giovani per essere considerati adulti ma abbastanza maturi per non essere più considerati ragazzi. È questa forse la più grande responsabilità che vi portate sulla coscienza: aver negato a tanti, troppi giovani la possibilità di una vita normale; non erano neanche nati quando è iniziata la vostra faida eppure quel duro prezzo l'hanno dovuto pagare anche loro sulla propria giovane pelle: chi sparendo nel nulla per chissà quale motivo,
chi vedendosi adulto solo perché porta una pistola in tasca. Sono anche i vostri figli, e nonostante tutto noi continuiamo a credere che voi continuate ad avere cuori di padri. È a questi cuori che dunque ci rivolgiamo perché vengano definitivamente deposte le armi, perché le nostre comunità non siano più macchiate dal sangue e perché ci possiate finalmente restituire la verità su Vito Pinto. Fuori dalla legalità e dalla verità non c'è futuro né per voi e né soprattutto per i vostri figli.

don Marcello Cozzi - referente Libera Basilicata 
ai clan Cassotta e Delli Gatti del Vulture-Melfese (Basilicata)

 

Comunicati

  1. I battesimi con gli agenti in chiesa. Vita sotto scorta di don Ciotti

    Alle undici tutto è pronto per l'arrivo dell'uomo più minacciato d'Italia. In cima alla strada, davanti alla pizzeria Da Enzo, quattro pattuglie dei carabinieri sono in attesa. La notte prima, dalle 23 all'una, gli uomini e i cani dell'unità cinofila hanno ispezionato i locali. Subito dopo sono arrivati gli artificieri. Al mattino, poco prima che la gente cominciasse a riempire la sala, hanno rifatto gli stessi controlli.

  2. Gioco d'azzardo: Libera e Gruppo Abele estranee all'accordo siglato tra "Mettiamoci in gioco" e "Sistema Gioco Italia"

    Libera e Gruppo Abele in merito al protocollo d'intesa siglato da Sistema Gioco Italia" e la campagna "Mettiamoci in gioco", senza entrare nel merito di quanto previsto e fatta salve le buone intenzioni di chi l'ha promosso, a cominciare dal coordinatore della campagna Don Armando Zappolin, di cui conosciamo e apprezziamo l'impegno, ritengono doveroso precisare la loro estraneità a quanto accaduto.

  3. Don Luigi Ciotti sull'articolo pubblicato su Vita.it

    All'articolo pubblicato su Vita.it - "Caro don Ciotti, chi non dice no alle sale gioco è ancora complice?" - Libera e il Gruppo Abele  risponderanno con una nota congiunta. Ma poiché il testo mi chiama in causa in prima persona, vorrei precisare nel frattempo alcune cose.