Al Direttore de Il Riformista
Antonio Polito
Egregio Direttore
Abbiamo letto con un certo stupore nell'articolo firmato E.C., pubblicato dal vostro giornale in data odierna, che il Ministro dell'Interno Roberto Maroni, nel corso del suo intervento al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini avrebbe dato "una stoccata a don Ciotti e a Libera" dichiarando quanto segue: "i beni confiscati ai mafiosi non andranno ai soliti noti".
Ora, al di là, dell'effettiva intenzione del Ministro di riferirsi alla nostra associazione, fatto che in base alle verifiche che abbiamo potuto fare non ci risulta, sarebbe stato più corretto da parte del vostro giornale chiederci chiarimenti in merito.
L'argomento è infatti così delicato e importante che non può lasciare adito a qualsiasi strumentalizzazione e tanto meno a polemiche infondate.
Su 5.022 beni confiscati e assegnati, Libera (associazione di associazioni a cui aderiscono oltre 1300 sigle) ha 3 beni assegnati da parte del Comune di Roma in cui è stata realizzata la sede nazionale dell'associazione, dal Comune di Bari in cui è presente la sede locale di Libera Bari e dal Comune di Palermo in cui è nata la Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità (tutte e tre le sedi hanno avuto bisogno di notevoli lavori di ristrutturazione resi possibili grazie alla collaborazioni dei soci di Libera).
Altre assegnazioni che riguardano in particolare i terreni di Caserta (Castel Volturno) Trapani (Castelvetrano) sono di natura temporanea e sono state decise di concerto con i comuni interessati e le prefetture locali, in attesa della costituzione delle cooperative di giovani a cui saranno destinati i beni.
Per una maggiore informazione vi invitiamo a visionare la ricerca realizzata dall'Agenzia per le Onlus relativa alle buone prassi sull'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.
Libera è impegnata da sempre affinché i beni confiscati alle mafie siano assegnati dai comuni attraverso procedure pubbliche con specifici regolamenti e relativi bandi di assegnazione. E' stata Libera, sulla scorta dell'esperienza fatta in alcuni comuni, a proporre, in sede di audizione dinanzi alle commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, la pubblicità e la trasparenza delle assegnazioni dei beni confiscati da parte delle amministrazioni comunali. Principi che sono stati recepiti nella legge istitutiva dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Le stesse cooperative che ricevono per i loro prodotti il marchio di Libera Terra, sono soggetti giuridicamente autonomi e sono costituite a seguito di bandi pubblici, sotto la supervisione delle prefetture competenti per territorio. Il pieno e effettivo riutilizzo dei beni confiscati e la massima trasparenza di tutte le procedure amministrative caratterizzano il nostro impegno sin dalla raccolta di quel milione di firme che nel 1996 ha portato all'approvazione della legge che consente il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Solo in questo senso siamo davvero i soliti noti.
L'Ufficio di Presidenza di Libera
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
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