Sulle Orme di San Rocco: Riflessioni sulla Legalità. Questo il significativo titolo della manifestazione in tre serate che il coordinamento di Libera-Locride e la Parrocchia di San Rocco hanno scelto per offrire alla comunità gioiosana (ma non solo) un contributo particolare ed uno 'sguardo' diverso durante la settimana dedicata al Santo Patrono di Gioiosa Ionica.
Una scelta nata da una considerazione ben precisa: la religione ha sempre costituito, per la mafia, un fattore sociale funzionale all'ottenimento di visibilità all'interno delle comunità. Il continuo rimando ai riti religiosi (a cominciare dal "battesimo"), ci dice che continua ad essere forte la commistione, da parte dei mafiosi, tra sacro e profano. Come ha ben scritto la studiosa Alessandra Dino,"la religione come strumento che fornisce legittimazione e unitarietà, offrendo presunte motivazioni agli atti criminosi e alleviando paure e angosce di ciascuno per il proprio destino individuale".
In quest'ottica, sembra opportuna un'azione che, sul piano culturale, possa contrastare tale commistione, promovendo percorsi idonei ad affermare l'assoluta inconciliabilità tra appartenenza mafiosa e fede cristiana, tra mafia e Vangelo. Un percorso che la Chiesa di Gioiosa Ionica ed il coordinamento di Libera Locride hanno inteso proporre per la Festa di San Rocco, festa religiosa che si è sempre caratterizzata per la sua originalità nel contesto calabrese.
Da questa felice intesa tra la Parrocchia e l'associazione guidata a livello nazionale da Don Luigi Ciotti, è nata l'idea di proporre, proprio durante la settimana di festeggiamenti in onore del Santo Patrono, tre iniziative che possano stimolare la riflessione su un tema così delicato e, per certi aspetti, così "doloroso" per quei cristiani che hanno voglia di non restare indifferenti.
Tre iniziative che invitano alla riflessione profonda, con sullo sfondo la figura del "Pellegrino San Rocco": la prima sulla solidarietà quale strumento di contrasto della peste di nome 'ndrangheta; la seconda sul blasfemo utilizzo del sacramento del Battesimo da parte dei mafiosi, strumento che, a differenza di quello cristiano, produce solo morte e devastazione sociale; la terza, che ci fa toccare con mano il dolore dei familiari delle vittime di mafia, di coloro cioè che hanno sofferto in prima persona la profonda ingiustizia delle mafie.
Le tre iniziative (martedì 24 - giovedì 26 - venerdì 27 agosto) si svolgeranno nel piazzale antistante la Chiesa di San Rocco, con inizio alle ore 21.00, e saranno coordinate da Francesco Rigitano, referente dell'Associazione Libera per l'area della Locride.
Di seguito il programma completo dell'iniziativa.
"Essere solidali oggi sull'esempio di San Rocco. Quale è la vera 'peste' della nostra terra?".
Riflessione di Don Luigi Ciotti - Presidente di Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
"I due Battesimi - Il Battesimo Cristiano e quello Mafioso".
San Rocco con il Battesimo diventa seguace di Gesù Cristo e porta la vita. La mafia con il suo "battesimo" porta solo la morte.
Riflessioni di Enzo Ciconte - storico della 'ndrangheta
Mons. Giuseppe Fiorini Morosini - Vescovo di Locri-Gerace
"Insieme al Pellegrino San Rocco in cammino verso il cielo".
Riflessione di Toni Mira - giornalista del quotidiano "Avvenire"
La 'Piaga' di S. Rocco sarà resa "viva" da:
Debora Cartisano - familiare vittima di mafia
Stefania Grasso - familiare vittima di mafia
Le serate saranno coordinate da
Francesco Rigitano - referente di LIBERA per l'area della Locride.
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...