MAFIA:DON CIOTTI,SCOPELLITI UCCISO PERCHE' NON ABBASSO' TESTA
FONDATORE LIBERA CELEBRA MESSA ANNIVERSARIO OMICIDIO MAGISTRATO REGGIO CALABRIA
(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 9 AGO - "Nino Scopelliti fu ucciso perché faceva bene il suo lavoro, non abbassava la testa e si batteva per la libertà, la dignità e la giustizia delle persone". Lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, nell'omelia della messa che ha celebrato nel Duomo di Reggio Calabria nel 19/mo anniversario dell'omicidio del magistrato di Cassazione ucciso dalla mafia a Campo Calabro (Reggio Calabria). L'iniziativa è stata promossa dal movimento 'Ammazzateci tutti', fondato da Aldo Pecora dopo l'assassinio, nel 2005 del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, e dalla Fondazione Antonino Scopelliti presieduta da Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato assassinato. "Scopelliti - ha detto ancora don Ciotti - ha combattuto la sua battaglia e con la morte ci ha consegnato il suo testimone. Risplende nei giusti la sapienza del Signore. Antonino Scopelliti era un uomo giusto e come tutti gli uomini giusti non sarà mai dimenticato ed il suo nome passerà di generazione in generazione. Siamo qui perché papà - ha detto ancora don Ciotti rivolgendosi al Rosanna Scopelliti - continui a vivere insieme a noi. C'é troppa gente oggi che vuole vivere in pace, ma non vivere per la pace, per i diritti, i doveri e la verità umana, che vuol dire giustizia". "Pensando ad Antonino Scopelliti - ha proseguito il fondatore di Libera - mi sono chiesto chi poteva consegnarci il suo volto questa sera. E l'ho individuato in un suo amico, Antonino Caponnetto, che nel 1996, incontrando i ragazzi di Rosarno, disse che 'Antonino Scopelliti, cui ho voluto bene, era un grande magistrato. Un magistrato coraggioso e che era temuto per la sua intelligenza e per la sua onesta'. Rifiutò persino l'offerta di cinque miliardi della mafia per corromperlo. Quelle di Caponnetto - ha detto don Ciotti - sono parole di un amore vero di cui tutti oggi abbiamo tanto bisogno". Secondo don Ciotti, "l'Italia si sta impoverendo sotto il profilo culturale e della speranza. La cultura dà la sveglia alle coscienze e questo è ciò che ci rende liberi. Oggi, però, stanno assassinando la speranza. E' necessario, allora, stare uniti per alimentare la giustizia, la legalità e la solidarietà". (ANSA).
MAFIA: PREMIO SCOPELLITI A CAPO MOBILE REGGIO CALABRIA
(V. "MAFIA: DON CIOTTI, SCOPELLITI UCCISO..." DELLE 20.24)
REGGIO CALABRIA
(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 9 AGO - E' stato assegnato a Renato Cortese, capo della Squadra mobile di Reggio Calabria, il premio Antonino Scopelliti, intitolato al magistrato di Cassazione ucciso dalla mafia a Campo Calabro il 9 agosto del 1991. Il riconoscimento è stato consegnato a Cortese dalla figlia del magistrato assassinato, Rosanna Scopelliti, presidente della fondazione intitolata al padre e cofondatrice del Movimento antimafia 'E adesso ammazzateci tutti'. Nella motivazione, illustrata da Aldo Pecora, presidente di Ammazzateci tutti, si afferma che "il premio a Cortese non è soltanto un riconoscimento ad un grande poliziotto in memoria di Antonino Scopelliti, ma è anche un tributo ed un segno di vicinanza ai tanti uomini che quotidianamente sono impegnati nella lotta alla criminalità organizzata". Renato Cortese, dal 2007 dirigente della Squadra mobile di Reggio Calabria, ha arrestato alcuni dei più importanti latitanti della 'ndrangheta, mentre a Palermo, nel 2006, e' stato protagonista della cattura di Bernardo Provenzano. "Mi sento di condividere questo riconoscimento - ha detto Cortese - con tutti gli uomini e le donne della Questura di Reggio Calabria. Sono loro i veri protagonisti dei risultati che abbiamo raggiunto in questi anni". Con la consegna del premio a Renato Cortese si concludono a Reggio Calabria le iniziative promosse nell'ambito di Legalitalia, l'iniziativa antimafia, giunta alla quarta edizione, promossa da 'E adesso ammazzateci tutti' e dalla Fondazione Scopelliti. (ANSA).
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...