
Cari ragazzi,
rivolgo con sincero piacere il mio saluto a Voi che vi accingete a vivere la bella esperienza dei Campi per la Legalità di Libera. Voglio ripetere a Voi le parole che ho indirizzato ai ragazzi di Pianura, un quartiere di Napoli in cui l'illegalità diffusa favorisce la criminalità. Il mio lavoro attuale è quello di fare il ministro della Gioventù, cioè di occuparmi dei problemi ma soprattutto, io credo, di valorizzare le qualità dei giovani italiani. E Voi ne avete tante di qualità. C'è però chi le teme, ed allora cerca di soffocarle, di opprimerle, o di umiliarle rigirandole a proprio favore e trasformandole in difetti. I ragazzi italiani hanno bisogno che venga consentito loro di essere protagonisti della propria vita, di partecipare liberamente alle scelte che riguardano il proprio presente e futuro. Nonostante le enormi difficoltà che Vi circondano, sono certa che molte possibilità le avete. Innanzitutto avete l'opportunità di diffondere la cultura della legalità. Essa rende arido il terreno in cui prospera la criminalità mafiosa. Assumere comportamenti virtuosi è meno difficile di quanto sembri e frutta più di quanto possiate immaginare: Voi avete la libertà di pagare il biglietto dell'autobus, la libertà di allacciare il casco e le cinture di sicurezza, di non parcheggiare posteggi riservati ai disabili, avete la libertà di non acquistare merce contraffatta, di non praticare soprusi di alcuna natura verso chi appare più debole, avete la libertà di seguire le lezioni scolastiche e di apprendere, di rispettare gli insegnanti ed il compito difficile a cui assolvono, avete la libertà di essere una comunità. Lo Stato non è costituito solo da politici, da magistrati o da agenti di polizia, è costituito da tutti i cittadini italiani, ed il suo buon funzionamento dipende fortemente dal comportamento di ognuno di noi. Ciò che Vi ho appena descritto l'avrete sentito decine di volte: non è il manuale d'istruzioni di come diventare il "ragazzo perfettino ed un po' secchione", sono le naturali considerazioni ed azioni che consentono di vivere una normale quotidianità. Crescere con la cultura della legalità vuol dire disporre di un solido "scudo" personale quando si viene indotti in tentazione dal facile guadagno o dalla bella vita promessa da chi delinque, perché si ha la consapevolezza, anzi, la certezza, che essa è frutto di sofferenze inferte ai più deboli. Il mafioso non è un eroe, è uno sfigato disperato, che sembra forte quando prevarica i più deboli, ma in realtà è la persona più debole che esista, non può fidarsi di nessuno e spesso non ha avuto nemmeno la possibilità di scegliere il tipo di vita, vittima di una subcultura. Voi giovani italiani, Voi, figli d'Europa, avete la possibilità di modificare la cultura esistente, quella cultura assurda e repellente che addirittura prevede la richiesta di favori ad alcuni politici altrimenti gli si mancherebbe di rispetto. Che follia è mai questa! È questo tipo di mentalità che va spazzato via, che ingabbia la Vostra vita in un perverso gioco di dipendenze e privazioni di libertà.
Vi saluto ragazzi e Vi auguro di cuore buona libertà!
Giorgia Meloni
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...