Cascina Caccia - San Sebastiano da Po' (To) - Libera Piemonte e Legambiente
Area: Bene confiscato
Tipologia: Under 18
Periodo: dal 4 al 13 Luglio
Attività: lavoro agricolo, ripulitura della cascina e ristrutturazione delle stalle
Contatti: volontariato@legambiente.it 06 86268323/4/5/6
Costi: 260€ comprensivi di vitto e alloggio
Descrizione: Bene confiscato alla famiglia Belfiore e dedicato al procuratore ucciso dalle mafie il 26 giugno 1983 e a sua moglie. ( clicca qui)
La cascina è stata assegnata al Gruppo Abele e all'associazione Acmos e dal maggio 2007 è presidio di legalità attraverso le attività educative, l'ospitalità di gruppi, i momenti di incontro e formazione, la produzione di miele e nocciole. La struttura è una Cascina con tre camere da letto, quattro bagni e tre docce. La struttura ha la cucina attrezzata e dei saloni dove svolgere attività. La casa ha un cortile esterno. Parte del terreno è coltivato (noccioleto) e una parte di terreno (lontano dall'abitazione) ospita arnie. La cascina essendo un bene confiscato alle mafie ha come obiettivo quello di creare una rete sociale che si impegni nella lotta alle mafie a partire dalla propria vita quotidiana. Vuole essere un punto di riferimento per tutti coloro che hanno bisogno di uno spazio per confrontarsi. Un luogo dove formarsi, ma allo stesso conto rendersi consapevoli che dare il proprio apporto ad un bene confiscato significa stare dalla parte della legalità e della giustizia. (clicca qui)
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...