(ANSA) - ROMA, 25 MAR - "L'informazione è fondamentale per realizzare la giustizia, ma deve essere un'informazione libera, non asservita ad interessi di parte, né condizionata da poteri politici ed economici". Lo ha detto Don Ciotti, intervenendo all'Università Pontificia Salesiana, ad una tavola rotonda sul tema 'La Giustizia (s)comunicata', aggiungendo che la cattiva qualità dell'informazione mette a rischio la democrazia. Secondo il fondatore di Libera i pericoli sono due. Il primo é la superficialità: "E' qui entra in gioco il ruolo educativo dei mezzi di informazione, che non devono rinunciare alla formazione, soprattutto quando sono servizio pubblico". L'altro pericolo è la dipendenza: "L'informazione rischia di diventare un potere vicario, una cassa di risonanza di interessi politici ed economici". Don Ciotti vede molteplici "sintomi di malattia" dell'informazione, su tutti "il tentativo di condizionare e pilotare organismi di garanzia", e la distorsione delle notizie.
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.