Apc-Mafie/ Libera: oggi ricordo delle vittime in tante città italiane
Con lettura dei loro nomi dopo la manifestazione di Milano
Roma, 21 mar. (Apcom) - Dopo il grande abbraccio dei 150mila di ieri a Milano, oggi in tanti luoghi di Italia, Libera e le migliaia di associazioni che fanno parte del coordinamento rinnovano "l'abbraccio" con la lettura dei nomi di vittime delle mafie. Oggi, primo giorno di primavera, per la quindicesima volta si celebra la 'Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie' promossa da 'Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie' e 'Avviso Pubblico' che ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime il suo impegno di contrasto alla criminalità organizzata. La giornata tradizionalmente si svolge ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, ma quest`anno era stata anticipata al sabato 20 marzo per favorire la massima partecipazione alla manifestazione di Milano. In tanti luoghi, associazioni, scout, movimenti, comunità ecclesiastiche si sono radunati per rileggere quell'interminabile elenco dei 900 nomi vittime delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell` ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. "Ma da questo terribile elenco - spiega Libera - mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare. Perché i traffici delle mafie fanno anche altre vittime: quelle dei morti sul lavoro, della tratta degli esseri umani, i tanti morti provocati dal traffico degli stupefacenti, le vittime del caporalato, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico delle armi e quelle avvelenate e uccise dalla criminalità dei rifiuti. "Dopo l'abbraccio dei 150mila di Milano - ribadisce Don Luigi Ciotti, presidente di Libera - rinnoviamo la vicinanza ai familiari che aspettano da tanto tempo giustizia e verità, mentre le vittime continuano ad aumentare. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è stato scelto da familiari ed è un momento che insieme celebriamo da 15 anni, e la politica non puo' decidere di cambiarlo a tavolino. "
MAFIA: DON CIOTTI, FAMILIARI VITTIME ATTENDONO GIUSTIZIA
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - I familiari delle vittime della mafia 'attendono ancora giustizia e verita''. Il giorno dopo la manifestazione di Milano, il fondatore di Libera don Luigi Ciotti torna a chiedere un impegno maggiore da parte delle istituzioni nella lotta alla criminalita' organizzata, sostenendo che le 'vittime continuano ad aumentare'. Anche oggi, in tante piazze italiane, le associazioni rileggeranno l'elenco di 900 nomi di uomini e donne uccise dalla mafia. 'Semplici cittadini - dice don Ciotti - magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perche', con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere'. 'Ma da questo terribile elenco - prosegue il fondatore di Libera - mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare. Perche' i traffici delle mafie fanno anche altre vittime: quelle dei morti sul lavoro, della tratta degli esseri umani, i tanti morti provocati dal traffico degli stupefacenti, le vittime del
caporalato, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico delle armi e quelle avvelenate e uccise dalla criminalita' dei rifiuti'.
(ANSA).
MAFIA: LIBERA, GIORNATA MEMORIA CON RILETTURA 900 NOMI VITTIME
(AGI) - Roma, 21 mar. - Dopo il grande abbraccio dei 150mila di ieri a Milano, oggi in tanti luoghi di Italia, 'Libera' e le migliaia di associazioni che fanno parte del coordinamento rinnovano l'abbraccio con la lettura dei 900 nomi di vittime delle mafie. Oggi 21 marzo, primo giorno di primavera, per la quindicesima volta si celebra la "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie" promossa da 'Libera', associazioni, nomi e numeri contro le mafie e 'Avviso Pubblico' che ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime il suo impegno di contrasto alla criminalita' organizzata. La giornata tradizionalmente si svolge ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, ma quest'anno era stata anticipata al sabato 20 marzo per favorire la massima partecipazione alla manifestazione di Milano. In tanti luoghi, associazioni, scout,
movimenti, comunita' ecclesiastiche si sono radunati per rileggere quel interminabile elenco dei 900 nomi vittime delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perche', con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Ma da questo terribile elenco mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare. Perche' i traffici delle mafie fanno anche altre vittime: quelle dei morti sul lavoro, della tratta degli esseri
umani, i tanti morti provocati dal traffico degli stupefacenti, le vittime del caporalato, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico delle armi e quelle avvelenate e uccise dalla criminalita' dei rifiuti. "Dopo l'abbraccio dei 150mila di Milano - ha ribadito Don Luigi Ciotti, presidente di Libera - rinnoviamo la vicinanza ai familiari che aspettano da tanto tempo giustizia e verita', mentre le vittime continuano ad aumentare. Il 21 marzo, primo giorno di primavera , e' stato scelto da familiari ed e' un momento che insieme celebriamo da 15 anni, e la politica non puo' decidere di cambiarlo a tavolino".
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...