Cento passi verso il 20 marzo, la XV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie che, quest'anno, si celebrerà a Milano. In vista di questo importante appuntamento di impegno civile, infatti, il Coordinamento della provincia di Viterbo di Libera, in collaborazione con la Consulta studentesca provinciale, lancia due iniziative nella giornata di mercoledì 17 marzo, la mattina presso l'Istituto Tecnico Industriale in via Volta a Viterbo e il pomeriggio presso il Comune di Vignanello.
L'evento della mattina "Legalità: scuola di vita" è rivolto esclusivamente agli studenti medi superiori e vedrà la partecipazione di Daniele Marannano di Addio Pizzo e di Antonio Turri, coordinatore regionale di Libera.
Il pomeriggio, poi, alle 16,30 a Vignanello Antonio Turri e Flavia Famà, familiare di vittima innocente di mafia, incontreranno la cittadinanza per discutere di "Memoria e legalità - Ricordare per rafforzare l'impegno contro le mafie".
La scelta del Comune di Vignanello, che ha peraltro accordato il patrocinio all'iniziativa, nasce da un referendum locale, indetto per decidere a chi intitolare l'istituto comprensivo scolastico. Tra una rosa di nomi la cittadinanza ne scelse due: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questa decisione scalda il cuore di chi non vuole dimenticare e si impegna per la promozione della legalità.
La giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie è un'iniziativa attraverso la quale l'associazione Libera chiama a raccolta tutti i cittadini che intendono opporsi a ogni forma di espressione mafiosa.
Nonostante l'opera delle forze dell'ordine e giudiziarie, infatti, sembra che le mafie siano sempre più presenti e infiltrate nel sistema Italia per la loro camaleontica capacità di reinventarsi. Niente più stragi e operazioni eclatanti di dura contrapposizione all'ordine costituito, la strategia attuale adesso è quella delle mafie dai colletti bianchi, cioè la mafiosizzazione del tessuto economico e sociale. Infiltrarsi, colludere, nascondersi dietro imprese all'apparenza pulite per riciclare il denaro proveniente dai loro traffici.
Che sono sempre i soliti, armi, droga, prostituzione. Nando dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto, e docente di Sociologia criminale presso l'università di Firenze spiega con raccapricciante semplicità il "successo"
imprenditoriale delle mafie, che danno a troppi italiani quello che loro vogliono: prostitute e cocaina, tante prostitute e tanta cocaina.
Contro tutto questo Libera è impegnata sul territorio nazionale con iniziative che tendono a colpire le mafie, lì dove possono essere attaccate senza armi e pacificamente, operando cioè sulle coscienze. La formazione nelle scuole con il coinvolgimento degli studenti e dei tanti insegnanti sensibili, il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati, i campi estivi di lavoro, la libera informazione per dare visibilità a quelle notizie che spesso faticano a trovare spazio nei palinsesti di radio, tv e sulle colonne dei giornali sono gli stimoli lanciati per tenere alta la tensione e svegliare le coscienze.
È in questo quadro che il Coordinamento provinciale di Libera intende essere presente e farsi sentire con le due iniziative programmate per il prossimo 17 marzo.
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...