
12 marzo 2010 - ore 21.00
Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità di P.zza Castelnuovo 13 Palermo
in collegamento da Torino-Palermo-Milano Gian Carlo Caselli, Roberto Scarpinato, Gherardo Colombo
Il contesto: Libera è impegnata nell'organizzazione dell'annuale giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie, che si celebrerà il 20 Marzo a Milano. Portare la Giornata a Milano impone di concentrare l'attenzione sul rapporto tra mafie e potere politico con tre protagonisti della stagione 1989 - 1994: ne parlano infatti Gian Carlo Caselli, Roberto Scarpinato, Gherardo Colombo, in collegamento video da tre città.
L'occasione: il 12 marzo è un anniversario ambivalente: da un lato ricorda l'omicidio a Palermo di Salvo Lima, dall'altro la nascita a Palermo della Bottega di Libera, nel bene confiscato in piazza Politeama: un momento apicale del tragico rapporto tra Istituzioni e mafia e un momento non meno significativo della capacità di generare alternativa culturale ed economica.
Sconfitta alle mafie ritardata, senza dubbio: il furto ai danni della neonata Radio Centopassi ed altri gravi segnali intimidatori verso gli operatori economici e culturali che vogliono essere parte di una resistenza civile a Cosa Nostra lo confermano da giorni a Palermo. A Piazza Tavola Tonda si terrà sabato un concerto che lancia una campagna di sottoscrizione e sostegno per consentire la pronta ripresa delle attività dell'emittente.
Un modo in più per rendere tangibile la condivisione dell'impegno contro le mafie, ieri come oggi. Un modo in più per segnalare l'unitarietà di questa storia comune chiamata Italia.
Grazie a: ACMOS, BACKSTAGE COMMUNICATION
La diretta dell'evento può essere vista su www.milanocontrolemafie.it
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...