L'Editrice Monti, con il patrocinio della Città di Saronno, presenta il proprio libro IL MARTIRIO DI DON GIUSEPPE PUGLISI Una riflessione teologica
Il presente saggio vuole riflettere sul perché l'omicidio di don Giuseppe Puglisi (1937-1993) è stato compiuto in odium fidei e, di conseguenza, perché si può parlare di un vero e proprio martirio. Don Puglisi è stato ucciso dalla mafia - organizzazione criminale e antievangelica - in odio delle virtù richieste da una vita coerente con la fede cristiana. Uccidendo don Puglisi, la mafia ha voluto proprio riaffermare, attraverso la violenza e l'odore acre del piombo, la propria assoluta incompatibilità e il proprio profondo odio nei riguardi della fede e del Vangelo.
Il lavoro di don Torcivia si articola in due capitoli. Nel primo vengono presentate le tappe biografiche principali del prete palermitano. Nel secondo capitolo, che costituisce il cuore del libro, dopo la descrizione del martirio materiale, viene approfondito dettagliatamente quello formale sia ex parte victimae sia ex parte persecutoris. Il lettore avrà modo di conoscere le motivazioni che hanno portato i mafiosi a uccidere don Puglisi, la riflessione magisteriale sull'antievangelicità della mafia e la ragione per cui si può affermare che l'odium fidei della mafia costituisce la causa dell'omicidio del parroco palermitano.
Il libro sarà presentato SABATO 13 MARZO alle ore 20,45 presso l'Istituto Padre Monti, in via Legnani, 4 a Saronno Oltre all'autore, DON MARIO TORCIVIA,
sarà presente DON LUIGI CIOTTI
Partenza da Pescara per Genova il 16 marzo alle ore 23:00 e ritorno nella tardi serata del 17 o prima mattinata del 18.
Si è concluso giovedì 9 febbraio, il corso gratuito di formazione per amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione "Mafie al nord, corruzione ed ecomafie", organizzato dall'Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara e da Avviso Pubblico.
Un tempo il terreno era di un boss della 'ndrangheta, uno della famiglia Piromalli. Poi gli è stato confiscato. E per anni quegli ettari di prato e rifiuti nella piana di Gioia Tauro sono rimasti lì, abbandonati alla desolazione. Oggi sono rinati grazie ai ragazzi della cooperativa Valle del Marro, che vi coltivano olivi, melanzane, pomodori...