FALO', il settimanale d'approfondimento dell'Informazione TSI (televisione svizzera di lingua italiana), in onda ogni giovedì in prima serata presenta giovedi 16 ottobre ore 21 su TSI 1 CENTONOVE di Marco Tagliabue
Il 30 aprile 1982 a Palermo viene assassinato Pio la Torre, uomo politico e legislatore siciliano. Pochi giorni dopo il Parlamento italiano approverà la legge che ancora porta il suo nome e che permette la confisca dei beni mafiosi. Nel 1996 l'associazione antimafia Libera raccoglie oltre un milione di firme per una norma che preveda che questi beni siano destinati ad uso sociale, diventerà la legge 109.
Secondo i dati del Demanio, l'ente dello Stato che gestisce questi patrimoni, si tratta di 8mila proprietà, suddivise tra beni immobili e aziende, dislocate in quasi tutte le regioni italiane.
In Sud Italia si tratta di luoghi e attività dal forte valore simbolico come le aziende agricole sui terreni una volta proprietà di Toto' Riina, Bernardo Provenzano e Giovanni Brusca. Al Nord , invece, succede ancor poco, nonostante la Lombardia in questa classifica sia al quarto posto con oltre 500 beni confiscati.
Il reportage di Marco Tagliabue ricostruisce le vicende criminali della mafia in Lombardia e racconta le esperienze contraddittorie del recupero degli immobili nel nord Italia.
Durata: 35 minuti
Regia: Marco Tagliabue
Camera: Claudio Rizzotti Angelo D'Auria
Suono: Enos Barloggio Luca Maccanetti
Montaggio: Marco Tagliabue
Si ringraziano Lorenzo Frigerio, Francesco Galante, Mario Portanova , Michele Tarlao
Da venerdi 17 ottobre il reportage è visibile on line su www.rtsi.ch/falo
E' possibile vedere la trasmissione anche sul satellite per chi è cittadino svizzero o residente in Svizzera ed in possesso della card.
Le frequenze sono le seguenti:
Televisione svizzera italiana TSI 1: Hotbird 3 DVB
Dati di trasmissione Hotbird 7a, posizione 13° est:
Frequenza Polarizzazione Symbolrate FEC
11,526 GHz orizzontale 27500 3/4
http://www.broadcast.ch/Encryption_dvbs.aspx
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.