I vostri volti li abbiamo imparati a memoria.
Il vostri nomi sono sulla bocca di tutti.
Il vostro linguaggio è sempre lo stesso.
Ci avete stancato!
Siamo stanchi della volgare ripetitività delle vostre "trame", della boriosa sfrontatezza dei vostri sguardi, dell'arroganza con la quale vi illudete di sottometterci, della rozza prepotenza del vostro agire, della spudorata indecenza di quei politici che prima vi camminano al fianco e poi ci sporcano le strade con le loro facce sorridenti. E siamo stanchi della vostra ottusa ostinazione nel delinquere, nonostante vi ritroviate periodicamente con le manette ai polsi.
E voi non siete stanchi?
Non siete stanchi di aver fatto della vostra vita solo una breve parentesi tra un carcere e l'altro? Non siete stanchi di dover sempre dare conto al magistrato di turno? Non siete stanchi di nascondervi, di incontrarvi al buio, di vivere di sotterfugi, di tramare l'uno contro l'altro, di guardarvi sempre le spalle?
Nella mafia cercate soldi e potere, ma le uniche cose certe che da essa potete avere sono carcere e morte: non è sufficiente questo perché una volta per tutte la facciate finita?
La "malavita" che per voi è un biglietto da visita, per noi gente di Basilicata - da Potenza a Policoro, da Melfi a Pignola - è solamente un cancro da estirpare.
Voi Basilischi siete un cancro che non ci ha fatto mai paura, e oggi ancor meno.
coord. Libera Basilicata
Ci fermiamo tutti per avere più coraggio. Il coraggio, l'avere cuore e l'avere a cuore, di battersi ogni giorno per il bene pubblico, per l'ambiente, per la legalità, minacciati dalle mafie, dalla corruzione, dalle varie forme di illegalità. Come faceva Angelo. La nota di don Luigi Ciotti.
Roma, 9 set. (Apcom) - "Angelo da noi non si aspetta da noi parole, non è morto per questo", sottolinea Don Ciotti ricordando che Vassallo "amava il suo impegno, non la propria immagine. E' questo impegno che ci lascia in eredità".
Lo aveva incrociato, "come si incrociano camminando per l'Italia tante persone impegnate, attente, che si battono per politiche dal contenuto trasparente". Don Luigi Ciotti, Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica freddato da nove pallottole, se lo ricorda due anni fa, quando assieme alla "sua" Libera, era andato proprio in Campania per la tradizionale Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Intervista de Il Fatto Quoridiano dell'8 settembre 2010.