Antimafia: al via XII Carovana. Don Ciotti, serve cambio politica (ASCA) - Roma, 13 ott - ''Le mafie non moriranno mai se non cambia il modo di fare politica e non si creano politiche sociali nei territori''. Questo il messaggio lanciato da Don Luigi Ciotti, presidente dell'Associazione Antimafia ''Libera'', alla presentazione della XII edizione della Carovana Antimafie, oggi nella Casa del Jazz di Roma. Un'iniziativa organizzata da Libera, Arci e Avviso Pubblico, un viaggio di oltre due mesi che partira' domani da Roma e si sviluppera' in oltre 100 tappe che toccheranno tutte le Regioni d'Italia in due diversi percorsi, verso il Nord e verso il Sud per ricongiungersi a meta' dicembre nella tappa finale di Ragusa. La Carovana nazionale quest'anno sara' dedicata al 60* anniversario della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. ''E' importante investire verso il sociale, ma quando parliamo di politiche sociali non ci riferiamo a una cosa astratta, ma parliamo di persone'', ha detto ancora Ciotti. E poi citando il filosofo Bobbio: ''La democrazia vive di buone leggi e di buoni costumi, quindi chiediamo al Parlamento di fare buone leggi. Le leggi devono essere in funzione di tutti, non per tutelare gli interessi di qualcuno e i buoni costumi, invece, siamo noi, dobbiamo dimostrare coerenza. Lo Stato dia come diritto cio' che le mafie danno come favore''. E gli ha fatto eco Paolo Beni, presidente nazionale Arci, ''non e' vero che il problema della criminalita' organizzata e' superato, i poteri mafiosi si allargano e da fenomeno regionale sono diventati un fenomeno che ha investito tutto il paese''. Il nostro obiettivo, ha concluso Beni, ''e' non far sentire sole le persone perche' oggi nel nostro paese c'e' il grande problema della frammentazione sociale sempre piu' diffusa. In questo senso la Carovana non dura solo due mesi, ma va avanti tutto l'anno''. map/sam/rob 131442 OTT 08 NNNN
Apc-Mafia/Torna Carovana Libera, Don Ciotti: Politica riveda priorità
Troppa fretta per leggi a tutela pochi, ognuno faccia sua parte
Roma, 13 ott. (Apcom) - Un viaggio lungo due mesi, 100 tappe attraverso la penisola per riaffermare i diritti e la legalità, contro tutte le mafie. Una tribù che si muove per chiedere giustizia e responsabilità, perchè ognuno faccia la sua parte per ricostruire quel tessuto sociale sfilacciato, che è terreno fertile per la criminalità e l'illegalità. Parte oggi la 12esima Carovana antimafie di Libera, Arci e Avviso pubblico. Un viaggio nel viaggio, quello quotidiano condotto sul territorio, che parte da un luogo simbolo della lotta alle mafie: la Casa del jazz di Roma, ricavata in una villa sequestrata a un componente della Banda della Magliana. Cento tappe e due carovane, che partendo dal centro si separeranno per andare a toccare i territori oppressi del Sud, e quelli solo apparentemente liberi del Nord, per poi ricongiungersi a Comiso, Sicilia, il 12 dicembre.
Un 'pellegrinaggio' della legalità dedicato quest'anno, che celebra i sessant'anni della Costituzione italiana e della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, proprio ai diritti, ricordando che dietro una parola astratta, ci sono bisogni concreti "storie e volti di persone in carne ed ossa", come sottolinea il presidente di Libera, Don Luigi Ciotti, ammonendo: "I diritti solo proclamati feriscono la speranza di giustizia come un diritto negato". Dunque, basta celebrazioni, è necessario far sì che i diritti "diventino carne" e, usando le parole del Generale Dalla Chiesa, che "lo Stato dia come diritto ciò che la mafia dà come favore". E allora è lecito, doveroso anzi, chiedere "senza sconti" alle istituzioni di fare la loro parte. Pretendendo "meno leggi e più legge". Perchè, è l'affondo di Don Ciotti, "il Parlamento deve mettere al centro la persona, le leggi devono essere fatte per tutti, come scritto nell'articolo 3 della Costituzione. A tutela di tutti e non solo di qualcuno e dei suoi interessi e privilegi". Perchè, si chiede il presidente di Libera, "si fanno in fretta provvedimenti come l'immunità per parlamentari o per pochi e non si mette mano alla commissione antimafia? E' inquietante". Insomma, "serve una scala di priorità". E' questo ciò che i cittadini devono pretendere dalle istituzioni. Ricordando però, come diceva Bobbio, che "la democrazia vive di buone leggi e di buoni costumi".
Qui entra in gioco la responsabilità individuale: chiedere al legislatore di fare la sua parte presuppone che ognuno faccia la sua, "con coerenza e piccoli gesti, forza e umiltà". Allora, è il monito accorato di Don Luigi, "ognuno di noi deve prendersi la sua quota di responsabilità. Tocca a noi - rincara - non solo denunciare ciò che non va o rimanere attaccati ai luoghi comuni, ma usare la propria testa. Il cambiamento ha bisogno di noi". Una rivoluzione che parte dal basso e che dall'individuo ricostruisce un tessuto sociale e culturale. Cittadini e istituzioni insieme, dunque, per arginare "l'inquinamento degli spazi democratici di questo Paese" che la mafia opera. Perchè "le cose non cambieranno ma se non cambiano le risposte sociali su territorio, se non ci sono politiche per il lavoro, la casa, gli aiuti alle famiglie e la lotta alla povertà".
Sbaglia, infatti, chi pensa alla mafia solo nella sua declinazione di Cosa nostra o delle stragi dei casalesi. Sbaglia chi vede nel silenzio che circonda l'attività criminosa un suo indebolimento. Tutt'altro, "la criminalità organizzata - avverte Paolo Beni, presidente dell'Arci - sta allargando la sua influenza nella società italiana". Basti pensare che le mafie controllano ampi spazi dell'economia nazionale, sottraendo e gestendo direttamente, per esempio, 180 mila posti di lavoro, per un giro d'affari di 7,5 miliardi di euro. Che la sua influenza agisce anche sull'economia "sana" dell'Italia, quella che attrae consensi e vince sul mercato, grazie a queste connivenze. Allora, manifestare contro le mafie significa, soprattutto, manifestare 'per': per un lavoro, "vero e dignitoso", per la salute, attraverso la lotta alle ecomafie e alle organizzazioni criminali che gestiscono lo smaltimento dei rifiuti, per la sicurezza.
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Apc-Mafia/Torna Carovana Libera, Don Ciotti: Politica riveda... -2-
Servono diritti e legalità. Vicini a cronisti con schiena dritta
Roma, 13 ott. (Apcom) - In questo senso, don Ciotti non rinuncia a un ulteriore duro ammonimento che pretende di scacciar via lo spettro dello straniero, con le "nuove forme di razzismo" che la strategia della paura si porta dietro: "la quota di extracomunitari legalmente in Italia denunciati è solo il 2%.
Certo, si dirà, a commettere i reati sono soprattutto i clandestini. Ma allora pensiamo che sono coloro che non hanno accesso a servizi, non hanno spazi e riferimenti, né opportunità.
Qui - sottolinea - non si tratta di giustificare dei reati, chi ha sbagliato deve risponderne, anche se il carcere deve essere l'extrema ratio. Si tratta di chiedersi che posto ha il crimine in un luogo diviso tra chi dipende ancora dai bisogni e chi invece può occuparsi dei suoi desideri, tra chi manca dell'essenziale e chi può dedicarsi al lusso. Che posto ha in un Paese, come l'Italia, dove molti di noi hanno depenalizzato nelle loro coscienze alcuni reati, tanto da far piazzare al 55esimo posto l'Italia tra i 60 paesi più sviluppati per la corruzione?
Questa è la verità, anche se fa male".
Allora la lotta alla mafia è, allo stesso tempo, la battaglia per la legalità. Che passa per il contrasto a ogni tipo di sfruttamento, dal caporalato alla prostituzione, fino a far sentire la propria voce accanto a chi, con coraggio, tiene i riflettori accesi su alcuni episodi, come alcuni giornalisti "che fanno il proprio dovere fino in fondo" e troppo spesso vengono lasciati soli, dalla società civile e da troppi editori "affaristi e conniventi" con le mafie. Anche questo vuole fare la Carovana, "stare al fianco di chi tiene la schiena dritta - spiega Roberto Morrione, fondatore di RaiNews24 e ora direttore di Liberainformazione - bisogna che l'informazione faccia da scudo mediatico". Anche per questo, tra gli undici punti del manifesto della carovana (firmato da personalità diverse, da Emma Dante a Guglielmo Epifani, da Niccolò Fabi a Daniele Silvestri, passando per Carlo Lucarelli e Peppe Servillo) si chiede "una riforma del sistema radiotelevisivo che, a partire dalla Rai, favorisca l'accesso alla libera informazione dei cittadini". In questo senso, denunciano gli organizzatori, non aiutano certo provvedimenti come il divieto di utilizzo e pubblicazione delle intercettazioni, nè i tagli a iniziative editoriali cooperative o, comunque, nate "dal basso".
Tra gli altri punti dell'appello, che la carovana porterà con sè attraverso piazze, teatri e scuole d'Italia, anche la restituzione alla collettività dei beni confiscati, il sostegno ai familiari delle vittime, la denuncia delle collusioni tra mafia e politica ed economia, l'integrazione dei migranti e il rilancio delle politiche giovanili. Fino al riconoscimento ufficiale, che ha già avuto il primo sì dalla Camera dei Deputati, del 21 marzo come Giornata nazionale dell'impegno e della memoria in ricordo di tutte le vittime delle mafie.
Quest'anno l'appuntamento è in terra di Campania, a Casal di Principe. Nella speranza che arrivi il giorno in cui, di anno in anno, non servirà aggiungere nuovi nomi alla lunga lista.
Grb
ANSA (CRO) - 13/10/2008 - 16.56.00
LEGALITA':E' PARTITA DA ROMA LA CAROVANA NAZIONALE ANTIMAFIA
ZCZC0313/SXB WDF16135 R CRO S0B S41 QBXL LEGALITA':E' PARTITA DA ROMA LA CAROVANA NAZIONALE ANTIMAFIA (ANSA) - ROMA, 13 OTT - E' cominciato stamattina da Roma il lungo viaggio della XII Carovana nazionale antimafia per i diritti, la democrazia e la giustizia sociale, che percorrera' in oltre due mesi circa cento tappe attraversando tutte le regioni d'Italia. L'itinerario e lo scopo della Carovana, organizzata dalle associazioni Libera, Arci e Avviso Pubblico sono stati presentati a Roma nella Casa del Jazz. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, i presidenti di Libera e Arci, don Luigi Ciotti e Paolo Beni, che sono intervenuti davanti a una folla di studenti di alcune scuole superiori del Lazio. Dal momento di riflessione ed incontri con magistrati e familiari di vittime di mafia a quello del gioco, dalla proiezione di film all'animazione per i piu' piccoli, la Carovana si spostera' dal Sud e dal Centro-nord d'Italia attraverso incontri con scuole, associazioni e istituzioni per una serie di appuntamenti sul tema della lotta alle mafie, sulla sicurezza sul lavoro e la lotta al razzismo. La XII edizione della Carovana antimafia sara' dedicata al 60mo anniversario della Costituzione e della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. La scuola che per prima accogliera' la Carovana domani sara' l'Istituto tecnico superiore Giorgio Ambrosoli di Roma. Poi sara' il turno di altre scuole del Lazio, dove la Carovana si spostera' fino al prossimo 19 ottobre. (ANSA). YJ9-RO/CIP 13-OTT-08 16:55 NNN
ANSA (POL) - 13/10/2008 - 18.51.00
ANTIMAFIA: DON CIOTTI, INQUIETANTE COMMISSIONE NON INSEDIATA
ZCZC0872/SX4 WDF18454 R POL S0A S04 QBXI ANTIMAFIA: DON CIOTTI, INQUIETANTE COMMISSIONE NON INSEDIATA (ANSA) - ROMA, 13 OTT - ''E' inquietante che in un paese dove vengono approvati in fretta provvedimenti come l'immunita' parlamentare, non si sia ancora riusciti a far partire tra i primi atti di questo governo, la Commissione parlamentare antimafia''. Lo ha detto il presidente di ''Libera'' don Luigi Ciotti, a margine della presentazione della Carovana Nazionale Antimafia 2008. Dopo aver ricordato che anche nelle scorse legislatura ci furono ''tempi lenti per l'insediamento della Commissione'', Ciotti ha fatto appello al governo affinche' si insedi al piu' presto possibile una nuova Commissione antimafia. Affrontando il tema dei diritti in Italia, il presidente di ''Libera'' ha aggiunto che e' come se nel nostro paese ci fosse ''un doppio codice penale, uno per i cittadini italiani, un altro per gli stranieri''. E' per questo che, per Ciotti, ''bisogna coniugare accoglienza e diritto, perche' la citta' sicura e' la citta' che accoglie''. Infine, Ciotti ha lanciato l'allarme sul problema del narcotraffico in Italia denunciando che nei prossimi mesi si avra' ''un'inondazione di eroina sul mercato'' per effetto dell'aumento della produzione di oppio, ''quadruplicata negli ultimi tempi''. (ANSA). I13-CAV/LM 13-OTT-08 18:50 NNN
ANSA (CRO) - 13/10/2008 - 18.52.00
LEGALITA': DON CIOTTI, NUOVE POLITICHE SOCIALI CONTRO MAFIE ZCZC0417/SXB WDF18015 R CRO S0B S41 QBXL LEGALITA': DON CIOTTI, NUOVE POLITICHE SOCIALI CONTRO MAFIE (ANSA) - ROMA, 13 OTT - ''Le mafie non moriranno mai se non cambia la dimensione delle politiche sociali, come quelle per il lavoro per il diritto alla casa e per la lotta alla poverta' ''. Cosi' il presidente di Libera don Luigi Ciotti, davanti ad una platea di giovani studenti e insegnanti di alcune scuole superiori del Lazio, che stamattina hanno partecipato alla presentazione della Carovana antimafia a Roma, nella Casa del Jazz, una villa ricavata dalla confisca dei beni della banda della Magliana. ''Lo stato dia come diritto cio' che le mafie danno come favore'' ha detto Ciotti parafrasando in generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. ''Le leggi devono rispondere ai bisogni di tutte le persone, non solo ai privilegi di qualcuno'' ha aggiunto Ciotti specificando che l'Italia e' al 55/mo posto nella classifica della corruzione tra i paesi sviluppati nel mondo. Per il presidente di Libera ''dobbiamo usare la nostra testa'' e sviluppare ''un pensiero critico'', perche' ''la democrazia viene sia da buone leggi che da buoni costumi'' e anche noi cittadini ''dobbiamo fare la nostra parte''. Un problema, quello della criminalita' organizzata, ''che riguarda tutto il paese e non e' solo un fenomeno regionale'', ha aggiunto il presidente dell'Arci, Paolo Beni. Il presidente di Libera Informazione, Roberto Morrione, ha anche ricordato che ''a Roma le mafie si sono molto diffuse, dopo aver gia' invaso Latina'', perche' ''dove si accumulano finanziamenti si infiltra la mafia''. (ANSA). I13-TZ/STA 13-OTT-08 18:51 NNN
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.