Ci fermiamo tutti per avere più coraggio. Il coraggio, l'avere cuore e l'avere a cuore, di battersi ogni giorno per il bene pubblico, per l'ambiente, per la legalità, minacciati dalle mafie, dalla corruzione, dalle varie forme di illegalità. Come faceva Angelo. La nota di don Luigi Ciotti.
Roma, 9 set. (Apcom) - "Angelo da noi non si aspetta da noi parole, non è morto per questo", sottolinea Don Ciotti ricordando che Vassallo "amava il suo impegno, non la propria immagine. E' questo impegno che ci lascia in eredità".
Lo aveva incrociato, "come si incrociano camminando per l'Italia tante persone impegnate, attente, che si battono per politiche dal contenuto trasparente". Don Luigi Ciotti, Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica freddato da nove pallottole, se lo ricorda due anni fa, quando assieme alla "sua" Libera, era andato proprio in Campania per la tradizionale Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Intervista de Il Fatto Quoridiano dell'8 settembre 2010.