È la condivisione di un'esperienza e la ricerca di un modo comune di capire, elaborare il lutto e trasformarlo in impegno quotidiano, secondo la cultura del Noi e la centralità delle persone, soprattutto dei familiari delle vittime di mafia.
Dal 1995 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie.
Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace. Uno degli obiettivi è la creazione di una banca dati per restituire il diritto della memoria a coloro i quali è stato negato il diritto alla vita. Ricostruire le storie delle vittime, associando ai loro nomi un volto, per non dimenticare.
Finalmente una breccia nel muro di indifferenza che circonda i sequestri di migliaia eritrei nel Sinai e il colossale mercato di esseri umani connesso.
La storia di Giuseppe e Paolo Borsellino, padre e figlio, di Lucca Sicula, piccolo centro collinare di poco più di duemila anime, è la storia di tante vittime di mafia. Sono gli anni '80, Giuseppe è un uomo di cinquant'anni, cresciuto a pane e lavoro in una famiglia modesta, Paolo, il figlio poco più che vent'enne segue le orme del padre.
Quest'anno al Golden Gala-Pietro Mennea scende in pista anche Libera, l'associazione presieduta da Don Luigi Ciotti con un 'iniziativa di solidarietà e contro ogni forma di razzismo. Il prossimo 6 giugno sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma, nella manifestazione d'apertura del Palio dei Comuni, la staffetta a cui prendono parte centinaia di giovani provenienti da tutta la penisola, sarà dotata di speciali testimoni.