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Immigrati a Rosarno

"Le proteste di ieri hanno sconvolto tutti per le modalità con cui sono state condotte e pur non giustificando nessuna azione violenta, sbagliata di per sé, ci rendiamo contro che era solo questione di tempo. Non si possono far vivere le persone come animali e pensare che non si ribellino. Qui è in corso una vera emergenza sociale. Quello che è accaduto a Rosarno è frutto della mancanza di una pianificazione adeguata per i lavoratori stagionali e della totale assenza di una politica dell'integrazione". Don Pino de Masi, Vicario Generale della Diocesi di Oppido-Palmi e referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro in una nota commenta la rivolta degli immigrati a Rosarno.

"Nella piana-prosegue Don Pino de Masi - ci sono circa 2000 immigrati africani che si accalcano per dormire la notte tra un'ex-cartiera in disuso e un immobile dell'ex-Opera Sila. Se qualcuno del governo centrale o della regione vedesse in che condizioni vivono, senza nulla, senza servizi, luce, acqua, alimenti o riscaldamento non si stupirebbe di quanto è accaduto. Immigrati che sono sotto minaccia continua dei caporali che li rendono di fatto "invisibili", vulnerabili e soli".

"Confido nella popolazione degli abitanti della Piana- conclude Don Pino de Masi di Libera- che hanno un animo buono e conoscono la situazione di questa gente ma è necessario che le autorità si assumano la responsabilità di una situazione che necessita di giustizia prima ancora che di carità".

 

ROSARNO: DON DE MASI, SOTTRAIAMO IMMIGRATI A 'NDRANGHETA

LA CHIESA, EXTRACOMUNITARI VIVONO IN UNO STATO PIETOSO E DISUMANO (di Massimo Lapenda) (ANSA) - ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Lo Stato intervenga per sottrarre alla 'ndrangheta le migliaia di immigrati che vivono in condizioni disumane nella zona della Piana di Gioia Tauro. E' questo l'appello rivolto alle istituzioni dal vicario generale della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e responsabile regionale di Libera, don Pino De Masi, circa la situazione degli immigrati a Rosarno.
'Il problema immigrati a Rosarno - afferma don De Masi - non esula dal problema delle mafie perche' e' la 'ndrangheta che gestisce tutto. Ed e' sempre la criminalita' organizzata che stabilisce i movimenti, le paghe ed il compenso dei caporali. Ed e' sempre la 'ndrangheta che, con gente come quella di ieri, vuole dire qui comandiamo noi. Quindi il problema e' molto piu' serio di quanto puo' apparire'.
Il vicario generale della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi afferma poi che 'lo Stato non puo', rifugiandosi dietro al fatto che la gran parte di questi immigrati sono clandestini, permettersi il lusso di non fare nulla. Si deve intervenire con una politica diversa di accoglienza, facendo in modo che il 'mercato' di queste persone non venga gestito dalla 'ndrangheta'.
La Diocesi di Oppimo Mamertina e' in prima fila per aiutare gli immigrati che vivono nelle baraccopoli e nelle capanne di cartone. Da diverso tempo decine di volontari si recano nei luoghi dove vivono gli immigrati per offrire loro assistenza e ristoro.
'La solidarieta' da parte nostra - ha proseguito don De Masi - non manca. Qualche settimana fa durante la messa ho detto che c'era la necessita' di andare nei luoghi dove vivono questi immigrati per aiutarli. In pochissimo tempo abbiamo organizzato quindici squadre che ora quotidianamente vanno la mattina presto e preparano la colazione per queste persone. Attorno a loro c'e' tutta una rete di solidarieta', ci sono associazioni e movimenti laici e cattolici che fanno a gara per stare loro vicini. Ma tutto questo non basta ed e' per questo che capisco benissimo la loro rivolta perche' il problema prima che di carita' e' di giustizia'.
Prima della festa dell'Epifania don De Masi si e' recato con un gruppo di volontari a Rosarno ed ha incontrato gli immigrati.
'Le condizioni in cui vivono - ha detto - sono disumane, e nemmeno gli animali posso stare in quei luoghi dove vive questa gente. Questa condizione non si puo' ignorante dicendo che si tratta di clandestini, ecco perche' riteniamo che bisogna intervenire in modo rapido e incisivo con delle politiche di accoglienza adeguate'.
Don De Masi ha fatto riferimento anche al ferimento dei due extracomunitari che ha poi provocato la protesta. 'Si e' trattato - ha concluso don De Masi - di un episodio bruttissimo.
Dal mio punto di vista non e' stata una ragazzata ma voleva essere una azione punitiva. Ecco perche' serve intervenire per evitare che la criminalita' organizzata possa ancora fare la voce grossa'.

 

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