A San Giovanni a Teduccio, periferia orientale di Napoli, nel maggio del 2006 il Liceo Scientifico e Istituto Professionale per il Commercio e il Turismo viene intitolato al Giudice Rosario Livatino: dopo una settimana dall'inaugurazione l'Istituto e' bersaglio di atti vandalici e furti.
L'indignazione del dirigente scolastico e del corpo docenti e' forte, ma non per questo l'attività scolastica viene interrotta, anzi: l'Istituto Livatino per primo in Italia inserisce nel curriculum d'insegnamento l'ora di legalità, mettendosi in rete con le varie associazioni territoriali e nazionali impegnate nella lotta alla illegalità.
Partendo dal coraggio e dall'impegno di questo istituto in studio con Giovanni Anversa raccontiamo le storie di chi si impegna quotidianamente per l'educazione alla legalità, grazie al prezioso collegamento con Don Luigi Ciotti, presidente di "Libera. Associazione nomi e numeri contro le mafie" e agli interventi delle professoresse Silvestri e Merolla dell'Istituto Comprensivo "Salvo D'Acquisto" di Miano, periferia a nord di Napoli.
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.