(DIRE) Roma, 21 apr. - "Come Stato, come istituzioni, come gruppi della societa' responsabile dobbiamo raccogliere quelle confessioni e trasformarle in stimolo a fare di piu' e meglio. Perche' la storia ci dimostra che quando sono state offerte ai ragazzi risposte e opportunita' concrete un cambiamento e' sempre stato possibile". Cosi' Don Ciotti, presidente dell'associazione contro le mafie Libera, interviene sul caso dei temi choc scritti da alcuni alunni di una scuola di Miano, a nord di Napoli.
Quei temi "non devono farci dimenticare che quei ragazzi sono anche il prodotto del loro contesto di vita- dice Don Ciotti- dobbiamo allora interrogarci si' sulle storie individuali, ma intervenire anche sul tessuto sociale". È vero, continua il presidente di Libera, "che le mafie danno 'protezione', come ci raccontano i temi, ma e' una protezione momentanea e dal prezzo altissimo. Una sicurezza- spiega- che riduce alla condizione di
sudditi, un debito che non si finisce mai di risarcire e che alla lunga non lascia altra scelta che quella di diventare mafiosi o quantomeno pensare e agire come mafiosi".
Come intervenire allora? "Ci vogliono risposte concrete e tempestive- sottilinea Don Ciotti- i ragazzi hanno bisogno di trovare spazi, interessi, opportunita'. Solo cosi' e' possibile sconfiggere questa loro sfiducia nelle istituzioni e nello Stato. Una sfiducia che a volte e' fondata, prodotta da mancanze e distanze reali, ma che tante volte e' anche indotta dal sistema criminale e amplificata da un sistema di connivenze e complicita' che ha tutto l'interesse nel far apparire lo Stato come una figura assente o ostile".
(Ami/ Dire)
18:34 21-04-08
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.