FORMIGONI, E' BUONA PROPOSTA, SERVE STRINGENTE SORVEGLIANZA (ANSA) - MILANO, 16 DIC - Un osservatorio sociale sulle mafie a Milano e in Lombardia: e' una proposta lanciata dalla Cgil che oggi ha invitato istituzioni, associazioni, sindacati e magistratura ad aderire a un tavolo permanente per monitorare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel territorio che ospitera' l'Expo del 2015.
'Non vogliamo sostituirci a nessuno - ha precisato il segretario della Camera del Lavoro di Milano Onorio Rosati al convegno cha ha tenuto a battesimo l'osservatorio - ma pensiamo sia utile fare rete e che soggetti diversi mettano in comune esperienze, pratiche e saperi'. Dal canto suo il piu' importante sindacato offrira' l'esperienza maturata sul campo nel contrasto al lavoro nero e a favore delle sicurezza sui luoghi di lavoro.
La logica di fondo con cui la Cgil ha lanciato l'osservatorio e' quella di evitare di affrontare il problema delle mafie solo dopo arresti clamorosi e riuscire invece a coinvolgere costantemente l'attenzione dell'opinione pubblica sulla pervasivita' delle criminalita' organizzata nel tessuto economico del Nord. 'E' fondamentale che anche dal basso arrivi un contributo al contrasto dei fenomeni mafiosi - ha applaudito don Luigi Ciotti, fondatore di Libera - e soprattutto a quel concetto di legalita' flessibile che media tra cio' che e' lecito e illecito e rappresenta il miglior viatico al crimine'.
Il 20 marzo 2010 Libera organizzera' proprio a Milano il giorno della memoria per le vittime della mafia. E quella data potra' essere l'occasione per vedere i primi frutti dell'osservatorio. 'E' una buona proposta - cosi' il presidente lombardo Roberto Formigoni - le grandi opere che si stanno realizzando a Milano e in Lombardia rendono necessaria una stringente vigilanza e un adeguato controllo su tutte le procedure che regolano gare e appalti e l'esigenza di garanzia, trasparenza e sicurezza sono da tempo all'attenzione delle istituzioni e di tutte le componenti piu' vive e sensibili della societa''.
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.