
Sostengo con grande convinzione l'appello di Don Luigi Ciotti per il ritiro dell'emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria sulla possibile vendita al migliore offerente dei beni confiscati ai clan mafiosi, invece di favorirne e accelerarne l'uso sociale e la loro restituzione alla legalità e al lavoro delle cooperative di giovani. E' troppo facile prevederlo: 'il migliore offerente' sarebbe la mafia stessa, che rientrerebbe così nel possesso delle ricchezze conquistate con il crimine e dei simboli concreti del suo potere. Nella IV orazione contro Catilina, Cicerone riferisce che Giulio Cesare si oppose a chi ne chiedeva la pena di morte proponendo la detenzione a vita e " il sequestro di tutti i beni dei congiurati da destinare a favore del popolo romano affinchè alle sofferenze fisiche e morali dei nemici di Roma si aggiungano quelle della più nera miseria." Il Senato accolse il parere di Cesare e non lo vanificò mai con una legge che avrebbe risarcito i nemici di Roma.
Ettore Scola
Il buon senso oggi ci invita a non rassegnarsi al disegno, che ci pare si possa definire frettoloso, di ridurre il numero delle strutture dell'ordinamento giudiziario presenti su un territorio di 'ndrangheta. In Calabria, esse rappresentano protezioni tutt'ora necessarie, e da portare finalmente a regime.
E' cominciato il nuovo viaggio di "Libera la Natura", l'iniziativa di "Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e del Gruppo sportivo del Corpo Forestale.
«È dal 1999 che attendiamo la legge contro la corruzione. Il governo l'ha presentata con molta forza, forse è che non la vogliono. Si dovrebbbe tornare indietro sull'abuso d'ufficio e sul falso in bilancio. La corruzione pubblica fa da viatico ad interessi, a giochi, a poteri». Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di 'Liberà, a margine della presentazione della mostra fotografica 'Il silenzio è mafia. Falcone e Borsellino 20 anni dopò a Palazzo Incontro.